Italia divisa in due: a chi tanto e a chi niente!

Che i soldi in Italia non ci sono è una mezza verità. I soldi, infatti, ci sono e pure tanti, ma non per tutti! La ricchezza rimane concentrata nelle mani di poche famiglie che lasciano cadere qualche briciola solo in favore di chi gli permette di procurargli altra ricchezza. Per cui la boutade di Tito Boeri contro le pensioni d'oro, non ci sconvolge affatto, ma conferma soltanto l'evidenza di un Paese dove la forbice tra ricchi e poveri diviene sempre più ampia. "Il problema vero che noi abbiamo oggi in Italia - dice il presidente dell'Inps - è quello dell'equità e non quello della sostenibilità finanziaria del
nostro sistema pensionistico. Ci sono delle persone che oggi hanno dei trattamenti pensionistici, o hanno dei vitalizi, come nel caso dei politici, che sono del tutto ingiustificati alla luce dei contributi che hanno versato in passato. Abbiamo concesso per tanti anni questo trattamento privilegiato a queste persone. Per chi ha degli importi molto elevati di prestazioni, non è il caso di chiedere loro un contributo che potrebbe in qualche modo alleggerire i conti previdenziali? Ci permetterebbe di fare qualche operazione di redistribuzione, per esempio andare ad aiutare quelle persone che sono in quella fascia di età prima della pensione che sono in condizione di povertà, oppure potremmo concedere maggiore flessibilità in uscita verso il sistema pensionistico. Ecco sono tutte operazioni che si possono fare in questo ambito. Legare contributi e prestazioni, questo è il vero problema di fondo".

Commenti

emanuele f. ha detto…
Proporre di ridurre la disuguaglianza significa, in ultima analisi, portare alla ribalta un'agenda ormai ignorata da tutti i partiti politici, anche quelli che ne avevano fatto una bandiera. Invocare, finalmente, la ridistribuzione non per scelta ideologica, ma per far funzionare meglio il nostro paese. Ormai sembrano tutti d'accordo: l'Italia deve cambiare. Eppure nessuna delle ricette proposte è ancora riuscita a curare lo Stivale dai suoi mali storici. All'ombra di parole d'ordine quali "austerity" e "taglio del debito" si ritrovano a pagare sempre gli stessi, mentre i soliti noti rafforzano i propri privilegi. La nostra penisola è marchiata da crescenti disuguaglianze che deprimono l'economia, esasperano lo scontro sociale, e soprattutto riducono l'efficienza del sistema-paese.
manu ha detto…
Occorre ridurre le disuguaglianze, non per ragioni ideologiche, ma per rendere il sistema più funzionale. Il comportamento lobbistico degli ordini professionali; una spesa sociale sbilanciata verso il passato pensionistico e incurante del futuro lavorativo dei giovani precari; il crollo della coesione sociale dovuto alla disuguaglianza crescente; un federalismo ingiusto sbandierato come slogan.
Anonimo ha detto…
Non voglio andare contro corrente, ma quest'estate ero in LIGURIA ed ho visto tantissime auto, locali strapieni e gente che spendeva allegramente. Ci sarà la crisi, ma mi chiedo perchè non diminuiscono le auto che girano? Perchè i locali sono strapieni? Qualcosa a mio avviso non quadra.
Anonimo ha detto…
Gratta e vinci a ruba. Gli ultimi modelli di telefonini a ruba. Ma dov'è la miseria?

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