Italiani appecoronati, incapaci di pensare che stare meglio è possibile!

Spesso ci chiediamo perché in altri paesi la gente scende in piazza per difendere i propri diritti ed è disposta a lottare fino alla fine, mentre in Italia tutto questo non accade. Ma il problema forse siamo proprio noi italiani. Aumenta la benzina, la luce, il gas? ...ce ne lagneremo con parenti ed amici, tra di noi:
“così non si può andare più avanti... - e concluderemo dicendo con un’alzata di spalle - chissà che paese lasceremo ai nostri figli"! Ma in pochi, di noi italiani, siamo pronti a passare dalla lagnanza alla protesta. Troppo pochi. Prevale la rassegnazione, prevale il dire che tanto è sempre stato così. Non crediamo più a niente. Siamo rassegnati: un popolo stanco, depresso, avvilito senza speranza e senza futuro. Non crediamo più nella politica, nella possibilità di amministrare onestamente il bene comune, non speriamo più di trovare un lavoro commisurato a titolo di studio e capacità professionali. Non crediamo che la nostra squadra del cuore vincerà, non crediamo che passerà l’autobus e che le strade saranno pulite. Non crediamo nell’amore, non crediamo in Padre Pio perchè da quando l’hanno promosso Santo non fa più miracoli. Non crediamo, soprattutto, di poter cambiare questo Paese! Vedo un popolo bastonato, impaurito, depresso, incapace di pensare che stare meglio sia sempre possibile, e di pretendere di più da chi ci governa è un diritto. Vedo gente che si scalda fino a farsi gonfiare le vene del collo per un calcio di rigore dato o non dato. Ma con un popolo così non si va da nessuna parte, perché se è vero che abbiamo avuto la classe politica peggiore che si potesse immaginare, è anche vero che un popolo senza midollo spinale la ha assecondata lasciadole fare i comodi propri. Ne siamo in parte complici, perché abbiamo sempre accettato tutto. E continueremo a farlo, vigliaccamente, egoisticamente, forse anche disperatamente. Se ci ritroveremo in piazza a milioni, tutti insieme, sarà solo perché avremo vinto i mondiali di calcio. E scateneremo tutta la nostra gioia e l'entusiasmo di essere italiani. Senza considerare che ne abbiamo già vinti 4 di mondiali, ma siamo sempre di più nella merda. Naturalmente, messi di fronte a questo quadretto dai toni cupi, gli italiani non hanno mai smesso di chiedere, non a loro stessi, ma agli 'altri', naturalmente. E vogliono più efficacia di governo, più opportunità d’impiego, salari e pensioni dignitosi, abitazioni a prezzi accessibili, onestà, giustizia, solidarietà e attenzione ai più deboli. Ma difficile che questi desideri saltino fuori dal cassetto, così, magicamente, se il valore della responsabilità, dell'onestà, della capacità e dell’impegno personale non scendono in campo. Se noi cittadini non ci appropriamo responsabilmente dei nostri valori, non potremo mai far nascere l’Italia che vogliamo. Nel passato abbiamo dimostrato di essere un grande popolo. Dobbiamo dimostrarlo anche nell'attuale presente. Pertanto è necessario che un segnale forte venga da tutti noi, perché, purtroppo, i nostri governanti sono interessati solo al potere e al proprio tornaconto.

4 commenti:

  1. popolo bue! popolo di pecoroni! italiani pensano solo a mangiare bere e fottersi tra di loro, non sono popolo unito!

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  2. Ci siamo calati le braghe e adesso ci si faranno a sangue... e noi lì a subire come sempre, tanto in fondo siamo abituati ad essere... lascio a voi la noblitade della conclusione!

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  3. Chi pecora fa, il lupo se la mangia!

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  4. meglio un giorno da leone che cento da pecora, peccato sia finita male per il leone sbranato da un intero gregge!

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