lunedì 19 settembre 2016

L'Italia in camicia.

di Emilio Stagni. Mi ricordo quando andavo a scuola negli anni sessanta, ci insegnavano del glorioso Risorgimento, le gesta eroiche di Garibaldi, l'intelligenza politica di Cavour sotto la regia del re galantuomo, Vittorio Emanuele II. Il loro valoroso contributo all'unificazione dell'Italia. Queste sono le nefandezze che i libri di storia riportavano, e in gran parte anche oggi riportano, per indottrinare i giovani italiani e per forgiare in loro uno spirito di un'unità nazionale,
spirito che viene evidenziato solo in alcune occasioni, magari quando la Nazionale di calcio vince. In realtà dopo 160 anni di storia questo paese è fondamentalmente diviso per l'aspetto sociale e culturale. La storia, quella vera, a volte ritorna a galla, e ci restituisce il profilo autentico di questi personaggi, nella loro squallida umanità, avendo portato uno stato del Nord ad intraprendere una guerra di conquista e di colonizzazione delle aree nel Sud nella penisola italica, per puri motivi dettati dal proprio interesse economico. Allora c'erano le camicie rosse dei garibaldini, autori di violenze, di rapine e di assassini. Poi ci fu l'infausto ventennio, in cui gli italiani erano vestiti con le camicie nere, che ci portò alla dittatura e alla catastrofe della guerra. Poi tornarono di moda le camicie rosse, quelle dei partigiani di cui i libri di Pansa ci hanno dato un riscontro di cosa accadde nel dopoguerra. Oggi i rappresentanti del partito al potere, incluso i loro pennivendoli, vestono la camicia bianca, quasi a indicare la purezza e la trasparenza del loro pensiero, anzi, l'assenza di un vero pensiero, essendo asservito al grande capitale. Poi c'è un partito, che si proclama per l'autodeterminazione dei popoli, che in barba a questo proclama ha deciso, unilateralmente, che il vero federalista veste la camicia verde. Infatti le camicie verdi le indossano i padani, che sarebbero i cittadini dello "Stato della Padania" i cui confini sono stati disegnati non si sa bene con quale concetto o in base a quali termini. No, anzi un concetto potrebbe essere quello, che le regioni incluse nello "Stato della Padania" sono quelle più altamente produttive, per intenderci, quelle che hanno il quattrino. I poveri e i delinquenti li lasciamo nel ghetto, che si chiamerà come volete, ma sempre a Sud rimarrà. Ieri si proclamava l'Unità d'Italia vestendo le camicie rosse, oggi proclamano lo "Stato della Padania" con indosso le camicie verdi. Non importa di che colore sia la camicia, tanto alla fine, per chi non porta questa o quella camicia la fregatura è assicurata. Tralascio di parlare delle camicie di forza, perché queste ci porterebbero ad altro argomento,anche se hanno più di qualche attinenza con tutte le camicie di cui ho parlato in questo post.

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