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Renzi piace solo a se stesso!

Catania, Villa Bellini. Dentro la festa, fuori l’inferno! Matteo Renzi chiude così, in Sicilia, la Festa dell’Unità. Una festa dal nome desueto e troppo azzardato per chi è salito al governo del Paese all’insegna del rottamiamo tutto e per le evidenti quanto laceranti divisioni interne al suo partito. E poi dentro Villa Bellini il solito copione recitato a mestiere da un grande, unico, impareggiabile attore: divertente forse più del suo corregionale Pieraccioni! Ma come dicevamo, dentro la Villa, dove si celebrava il Paese delle meraviglie di un premier senza voto,
si è tenuto il grande show di Matteo Renzi, con le solite battute e le immancabili bugie. Fuori l’inferno, la guerriglia. Il volto coperto da sciarpe, caschi neri e i fumogeni accesi. E' stato il segnale dell'attacco. Preceduto dal lancio di una bottiglia di birra e dall'esplosione assordante di una bomba carta. Decine di giovani si sono lanciati contro il cordone delle forze dell'ordine piazzato alla fine di via Umberto davanti alla Villa Bellini di Catania, dove il premier Matteo Renzi aveva tenuto l'intervento di chiusura della Festa nazionale dell'Unità. Il suono delle sirene è riecheggiato in tutta la zona, mentre cariche della polizia erano in corso, con il lancio di lacrimogeni. Il tutto mentre centinaia di persone defluivano dal Giardino, con la gente che correva spaventata. Insomma, ovunque si presenti Matteo Renzi, lì ci sono contestazioni, tensioni e violenti scontri. Non passa giorno, infatti, che il premier non venga pesantemente contestato dalla piazza. Sono tutti imbufaliti per il perdurare della crisi economica e per le riforme approvate dal suo governo. Il paradosso è che a protestare e a guerreggiare contro Renzi non erano i “fascisti”, ma i “compagni”, proprio coloro che dovrebbero stare dalla parte del leader massimo della sinistra italiana!

4 commenti:

  1. La paura porta a miti consigli, a volte saggi. Matteo Renzi si è convinto a rimettere mano alla legge elettorale da poco approvata e cucita su misura per se stesso quando, e parliamo di pochi mesi fa, ancora pensava di essere un leader massimo.


    L'ha annunciato ieri, preceduto da una sterminata intervista del suo mentore e padrino Giorgio Napolitano alla Repubblica che lo consigliava in tal senso. Renzi ha aggiunto un inusuale «per davvero», come a voler far credere che questa volta la sua disponibilità non è il solito imbroglio o una delle tante promesse mai mantenute. Cerca una via di fuga, il premier, dal disastro che per lui sarebbe la probabile vittoria dei «no» all'imminente referendum sulla sua pasticciata riforma del Senato. E l'unica strada a portata di mano è rimangiarsi una legge elettorale fino a ieri difesa e spacciata come un capolavoro di ingegneria politica. Con questa mossa Renzi cerca di prendere due piccioni con una fava. Primo, impedire la vittoria in eventuali elezioni politiche dei grillini che al momento, nonostante il disastro di Roma, con la legge in vigore (che prevede il ballottaggio) viene data da tutti i sondaggi per molto probabile. Secondo, cercare di convincere il centrodestra ad accettare uno scambio indecente: io vi modifico la legge elettorale che non vi piace, voi in qualche modo mi aiutate a fare vincere il «sì» al referendum.

    Occorre un centrodestra in gran forma per affrontare questa sfida carica di insidie. Tutto ciò che partorisce la mente di Giorgio Napolitano sa di imbroglio e Renzi è un maestro nel gioco delle tre carte. E poi chissà che cosa ne pensa l'arbitro Mattarella, che a Renzi deve la sua elezione. Non so come andrà a finire, ma so che nodi veri stanno per venire al pettine. Per Forza Italia non è il momento di giocare con le figurine. Da tempo sosteniamo che Parisi potrebbe essere l'uomo giusto a pilotare il partito. Adesso sappiamo che potrebbe anche essere il momento giusto.

    Il mix delle due cose fa sì che questa sia un'occasione da non perdere.

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  2. Stagnazione, disoccupazione, sfiducia. I media dovrebbero mettere Renzi davanti ai suoi continui fallimenti, ma preferiscono tacere. Tv e quotidiani sono diventati mezzi di distrazione di massa o forse i giornalisti sono una massa di distratti che non si accorgono di quello che sta succedendo nel Paese. Aiutiamoli e togliamogli questo alibi.

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  3. ci sarà un motivo se renzi ovunque va viene preso a pomodorate, oppure l'italia sciupa così i suoi ortaggi?

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  4. Cliccate su google le seguenti parole ''Renzi dittatore'' e leggerete molti risultati. Non è la prima volta che giornalisti, opinionisti italiani e anche esteri hanno fatto questa similitudine. Di Maio non ha detto niente di nuovo. Mi chiedo solo una cosa : Se l' ITALIA potesse dire a Renzi tutto quello che pensa di lui cosa direbbe? I dittatori non sono mai personaggi positivi ma in un certo qual modo il popolo li rispetta . Renzi ormai non ha l'appoggio del popolo, quando fa comizi lo contestano, la gente manifesta e fischia.

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