venerdì 7 ottobre 2016

Renzi: se perdo cambio mestiere!

Ormai "il tormentone" del referendum impazza a reti unificate, su tutti i giornali, su internet e sui cartelloni pubblicitari. Ci ha tormentato dall'inizio dell'estate, ci sta tormentando in queste piovose giornate autunnali e ci tormenterà ancora per altri due lunghissimi mesi: non se ne può più! 
Ma la data del 4 dicembre è stata scelta proprio per questo: bombardare di chiacchiere e di slogan gli italiani, fino a... sfinirli! Tant'è che il 4 dicembre è visto dai cittadini come la data della IIª Liberazione, la liberazione dal tormentone! Dicono che l'Italia è spaccata in due dal quesito referendario. Dicono che se vince il No sarà la fine del mondo! Dicono che se vince il Sì l'Italia si rimette in moto. Hanno detto, continuano e continueranno a dire, di tutto e di più, come una goccia d'acqua che cade costantemente sempre nello stesso punto, come una minestra riscaldata fino all'evaporazione. Ma soprattutto c'è "Uno" che interviene a gamba tesa sulle dissertazioni più o meno costituzionali, sull'articolo 70, sul Titolo V, sul Senato, sull'iter legislativo, su chi si sta facendo da mesi 'le pippe' sul referendum, e dice che se vincerà il No "Lui", sì proprio "Lui", cambierà mestiere... e allora davanti a me, come d'incanto, si diradano le nebbie, si apre il cielo e torna a splendere il sole: Io Voto NO.

5 commenti:

  1. Oltre al riconosciuto talento teatrale che fa di lui un conferenziere di alta gamma, il Renzi con cui ho conversato ieri in pubblico a Torino mi ha trasmesso una sensazione anomala per un presidente del Consiglio. Come di uno che si batte per vincere con tutte le sue forze, ma ha già messo in conto la sconfitta. Non so se si tratti di una tecnica psicologica appresa dai guru di Obama, ma l’uomo del Sì non sembra un politico impegnato in una delle numerose battaglie della sua carriera, una di quelle che si possono vincere o perdere, tanto alla peggio si rimane fermi un giro e si ricomincia. Nel caso in cui gli italiani gli sbattessero la porta del referendum in faccia, Renzi andrebbe a casa davvero. E non per cambiare ruolo, ma mestiere.

    Sembra assurdo che un premier di appena 42 anni sottoponga a plebiscito la sua auto-rottamazione precoce su una faccenda di regole importanti ma fredde, invece che su una riforma di forte impatto emotivo come quelle del lavoro e della scuola. Ma ora non può più tirarsi indietro. Anche perché il voto del 4 dicembre non riguarderà la riforma costituzionale, di cui la maggioranza degli italiani ha capito ben poco. «Ti fidi ancora di Renzi più che dei suoi rivali?». Questa è la vera frase che sta scritta sulla scheda e a cui gli elettori dovranno rispondere Sì o No. Lui lo sa perfettamente, perciò va in battaglia senza piani di riserva. La sua è una debolezza talmente ostentata che potrebbe trasformarsi in un punto di forza.

    RispondiElimina
  2. Non so quanto Renzi sia di destra o di sinistra, o quanto sia legato ai poteri forti. Di sicuro è trasversale, come l'insieme delle forze che sostengono il No. Ma è un uomo giovane, che bene o male sta guidando l'Italia in un momento così delicato e sempre con uno spirito orgoglioso e positivo. In Europa sa fare la voce alta, sempre con rispetto ed educazione. Io gli auguro Buon Lavoro.

    RispondiElimina
  3. Nulla di tragico se dovesse andare a casa: sarebbe uno dei tanti quarantenni in cerca della prima, vera, occupazione. Potrebbe emigrare in Inghilterra o Albania, come tanti giovani italiani in cerca di lavoro.

    RispondiElimina
  4. Non capisco perche' Renzi voglia trasformare il referendum sulla riforma costituzionale in un referendum su di lui.
    Sul suo operato giudicheremo alla prossime elezioni politiche. Adesso ci lasci riflettere sulle modifiche fatte alla nostra costituzione. Senza ricatti.

    RispondiElimina
  5. Quando Renzi, lanciando il referendum ha detto che se ne sarebbe andato in caso di vittoria del no, mi sono detto: "giusto! finalmente qualcuno che si prende la responsabilita' delle proprie scelte". Poi e' cominciata la canea della personalizzazione e del plebiscito che in ultimo e' stata bacchettata anche da Napolitano. Osservazione giusta sul piano politico, meno sul piano umano e direi anche sul piano civile. Credo che se questo atteggiamento (se sbaglio vado a casa) lo adottassimo tutti quanti e non solo in politica avremmo forse una societa' migliore, piu' responsabile.

    RispondiElimina

freeskipeer è uno spazio libero. L'immediatezza della pubblicazione dei commenti non permette filtri preventivi. Per questa ragione chi commenta è il solo responsabile del contenuto delle proprie affermazioni. freeskipeer si dissocia da eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

freeskipeer si dissocia categoricamente da:
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)