martedì 25 ottobre 2016

Tagliare gli stipendi dei parlamentari, ma pure gli stipendi d'oro dei dipendenti di Camera e Senato!

Oggi alla Camera va in onda la ‘farsa’ della votazione sulla legge proposta dai grillini per mettere il tetto di 5.000 euro agli stipendi dei parlamentari, che attualmente guadagnano tre volte tanto. Tutto tempo perso! Infatti, chi è che in Italia è disposto a tagliarsi lo stipendio, alzi la mano. Ovvio che gli onorevoli non abbiano alcuna intenzione di rinunciare neppure ad un centesimo della loro diaria e che quindi questa legge non abbia alcuna possibilità di essere approvata. Il Pd di Renzi ha però un grosso problema:
come si fa a dire agli italiani di votare “Sì” al referendum del 4 dicembre che promette di tagliare i costi della politica e poi a bocciare una legge che i costi li taglia davvero con un’alzata di mano senza mettere in piedi tutto il carrozzone di una consultazione popolare? Volete riformare il Paese e ridurre i costi della politica? Bene, allora approvate oggi stesso la proposta di legge dei grillini. E magari domani votate in Parlamento anche una legge che metta i dipendenti dello Stato tutti sullo stesso piano, senza distinguo salariale tra Lavoratori di serie A e di serie B, per redistribuire in maniera equa le risorse pubbliche destinate alle loro retribuzione: 'togliere' a chi nella Pubblica Amministrazione ancora gode, senza giusta causa, dei famigerati “stipendi d’oro” (dipendenti di Camera, Senato, Quirinale, CSM, Cassazione, Segreterie più o meno particolari dei Ministeri, Regioni a Statuto Speciale, ecc, ecc,) per 'dare' a coloro che invece stanno da sempre alla canna del gas con stipendi da fame, al fine di ristabilire un giusto equilibrio tra tutti i lavoratori dello Stato. Facile, facile. Semplice, semplice. Basta volerlo. Il fatto è che ‘loro’ non vogliono!

8 commenti:

  1. Da troppo tempo parliamo del dimezzamento degli stipendi ai parlamentari, e purtroppo temo che ne sentiremo ancora parlare per molto vista la totale mancanza di responsabilità da parte della nostra classe politica. Non ho mai invece sentito parlare di riduzione drastica degli assurdi stipendi degli usceri, portieri , orologiai e similiari che "lavorano" nelle varie aule parlamentari ed edifici istituzionali. E' possibile che un addetto di Montecitorio dopo cinque anni di anzianità e magari con la licenza elementare guadagni anche dieci volte più di un ricrcatore scientifico magari conosciuto in tutto il mondo accademico? E' possibile che l'ultimo dei giardinieri del Quirinale guadagni più della Merkel? Anche questo dovrebbe far parte della famosa Spending revue che il governo dovrebbe prendere in considerazione, non le scemate!

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  2. CARO, troppo caro, Parlamento: se ci sei batti un colpo!

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  3. Comunque oggi a Montecitorio c'è la prova del nove, se non torna vuol dire che sono tutti dei papponi!

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  4. Oggi in Aula occasione storica per il parlamento italiano: contro o a favore del popolo sovrano? Se siete a favore allora tagliatevi lo stipendio: oggi o mai più!

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  5. I deputati del Pd ascolteranno il consiglio del Matteo Renzi del 2013 e voteranno la legge del MoVimento 5 Stelle per dimezzare lo stipendio dei parlamentari? Intanto gli rinfreschiamo la memoria con questo video del 2013.

    In un momento nel quale la gente vive le difficoltà che conosciamo. C'è la grande riforma delle pensioni, ce ne saranno altre perchè si va a liberalizzare. Quindi si va a togliere dei privilegi ad alcune categorie. Ma i primi che devono togliersi i privilegi sono i parlamentari stessi. Non puoi cavartela dicendo "siamo mille, evitiamo di costare di più". No, iniziate a dimezzare il costo dei vostri stipendi, e vale anche per i consiglieri regionali.

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  6. I nostri parlamentari hanno gli stipendi più alti di tutta Europa nel Paese che più di tutti soffre la crisi e la disoccupazione e che come dice Renzi ha gli stipendi più bassi di tutto il vecchio continente!

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  7. camera&senato31 ottobre, 2016

    STIPENDIO DEI DEPUTATI:
    Indennità 5000
    diaria 3500
    rimborso collaboratori 3690
    rimborso trasporti 1300
    rimborso telefoni 100
    TOTALE 13590

    STIPENDIO DEI SENATORI:
    Indennità 5000
    diaria 3500
    rimborso viaggi 1650
    rimborso collaboratori 4180
    TOTALE 14330 .
    (dati Camera e Senato).

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  8. Una eventuale vittoria del Sì al referendum costituzionale comporterà un aumento di spesa per la retribuzione dei dipendenti del Parlamento!

    Nel 2013 avevano deciso di tagliarla ma, grazie alla Riforma costituzionale sarà ripristinata.
    Si tratta di un'indennità di funzione di un terzo degli impiegati del palazzo cioè di una retribuzione aggiungitiva per chi ha incarichi di responsabilità. Nell'agosto del 2013 era stata momentaneamente eliminata a causa della crisi e anche per dare un segnale forte. Ad esempio, al segretario generale di Montecitorio erano stati levati 1600 euro netti dallo stipendio. Quando poi è arrivata la scadenza del 2015 si era deciso di prorogare il blocco. Ma la Riforma riporta tutto come era prima dei tagli. Come scrive Il Fatto Quotidiano, la legge costituzionale, che annucia nel titolo il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, comporterà un aumento di spesa per la retribuzione dei dipendenti del nuovo Parlamento.

    Al comma 3 dell'articolo 40 della Riforma Boschi viene istituito il ruolo unico, ovvero funzionari di Camera e Senato verranno incorporati in un solo ufficio che integrerà le attività delle amministrazioni parlamentari. La decisione ha preoccupato i dipendenti di Palazzo Madama che sono riusciti a raggiungere un accordo solo dopo una lunga trattativa sindacale che si è conclusa nel maggio di quest'anno. È stato deciso che come parametro di riferimento si prende "il valore più basso tra quello stabilito al Senato e quello previsto alla Camera alla data del 31 dicembre 2012". Conclusione: prima dei tagli.

    L'aumento interesserà 138 dipendenti dei 151 di V livello, 123 dei 265 funzionari di IV livello e 147 degli 848 lavoratori dei livelli inferiori: in pratica, usufruiranno della indennità di funzione circa 400 dei 1200 dipendenti della Camera, mentre al Senato riguarda circa 250 persone.

    Inoltre, per modificare il nuovo statuto ci sarà bisogno di una delibera congiunta dell'Ufficio di presidenza della Camera e del Consiglio di presidenza del nuovo Senato.

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