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Comunicare la separazione ai figli.

di Enrico Maria Secci. Comunicare la separazione ai figli è una tappa obbligata nel doloroso percorso di una coppia che finisce. Oltre alla complessità delle emozioni vissute a livello coniugale, rabbia, fallimento e paura, i partner attraversano sentimenti di inadeguatezza, di vergogna e di colpa verso i figli, soprattutto se bambini e/o pre-adoloscenti. La totalità dei genitori che si separano affronta un doppio lutto
segnato da ambivalenze e indecisioni, un lutto complicato da interrogativi e dilemmi su come affrontare la questione con i bambini. Cos’è giusto dire? Quale atteggiamento da tenere? Come proteggere la prole dalle conseguenze della rivoluzione emotiva che sono costretti a subire? Il compito è particolarmente oneroso nei casi in cui qui la conflittualità tra i coniugi è grave e irrisolta, in particolare quando la risoluzione del legame non è consensuale. Il rischio è che i bambini diventino ostaggi di una guerra emotiva, che subiscano i paradossi e gli errori di comunicazione degli adulti divisi, come se non fosse bastato patire i movimenti e gli strappi malcelati della famiglia in crisi in cui sono cresciuti. Gli adulti spesso non capiscono che per i figli la separazione della coppia crea un’opportunità fondamentale: la riparazione dell’asse genitore-figlio su cui, troppo a lungo, la conflittualità dei coniugi ha implicitamente gravato perturbando la serenità dei minori. Per quanto possa apparire strano, i bambini o i ragazzi, rispetto ai genitori, raggiungono livelli di consapevolezza e di accettazione sorprendenti riguardo il cambiamento della famiglia, purché sostenuti da regolarità e confini familiari non ambigui e tutelati dalla crisi psicologica degli adulti. A volte, dimostrano di conoscere meglio dei propri genitori la differenza tra coniugalità e genitorialità. Per questo, un primo accorgimento consiste nel rassicurarli sulla tenuta del legame con i genitori e tra i genitori, ed essere onesti sulle cose che cambieranno nella vita familiare. È importante saper accettare e contenere le reazioni emotive dei figli. Il pianto, l’accusa, la rabbia nei confronti dei genitori, o di un genitore, sono frequenti nell’immediatezza della separazione. Reazioni emotive – anche intense – vanno accolte, comprese e contenute, mentre spesso, nel caos della separazione, gli adulti sovrastimano il significato di queste manifestazioni, e sottostimano la resilienza dei figli, che spesso è maggiore di quella dei genitori. Non è possibile compilare un prontuario di buone prassi universalmente valide per comunicare la separazione ai figli. Ogni coppia e ogni bambino necessitano di elaborare una comunicazione individualizzata. Tuttavia è possibile affermare che la conflittualità tra i coniugi rappresenti il fattore critico del successivo adattamento dei figli alla nuova configurazione familiare. Più elevato è il conflitto, più è difficile per i figli accettare il cambiamento. Un secondo accorgimento è preservare i figli dalla crisi coniugale. Errori comuni sono di screditare l’altro genitore incolpandolo della situazione, utilizzare i figli come confidenti e amici o, peggio, come partner sostitutivi. Prima di comunicare la separazione è importante che la coppia concordi che cosa dire e che ciascun genitore affronti il discorso faccia a faccia col minore in modo da sottolineare il legame esclusivo con il figlio e, allo stesso tempo, dimostrare di prendersi la propria parte di responsabilità di quanto sta accadendo e accadrà.

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