Me ne frego!

Un "me ne frego" di mussoliniana memoria. Mittente: il presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker. Destinatario: il "premier senza voto", Matteo Renzi, messo a Palazzo Chigi proprio da loro, da Juncker&Co, dalla Troika. Il "me ne frego" è arrivato in risposta al Cavallo di Troia della Legge di Bilancio, con la quale il governo Renzi pretende di far passare, bonus, mance e marchette elettorali,
sotto le mentite spoglie degli interventi per la ricostruzione post-terremoto e l'emergenza immigrazione, senza tener conto del deficit e in barba al patto di stabilità. Renzi ha fatto sbarcare mezz'Africa in Italia sperando che l'invasione fruttasse qualche euro in più e che la Ue si commuovesse davanti alle macerie di Amatrice, ma così non è. A Bruxelles, non portano l'anello al naso, sanno leggere e far di conto, e che Renzi voglia comprare il voto degli italiani distribuendo mance e bonus a go-go facendo passare quei denari come soldi che servono per migrazione e terremoto, non gliene può fregare di meno, perchè, la Troika, fatto fuori un premier - Berlusconi, Monti, Letta e se non fa 'il bravo' pure lo stesso Renzi - se ne trova subito un altro!

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