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Alberi di Natale veri, quali acquistare e come farli sopravvivere.

di Anna Simone. Sì all’acquisto di alberi con radici, no a quelli senza radici: è questo il principio che deve guidare nella scelta dell’abete natalizio, se vogliamo farlo sopravvivere dopo il 25 dicembre. Il Corpo forestale dello Stato raccomanda di acquistare gli alberi presso i vivai, così da esser sicuri di utilizzare piante provenienti da una regolare attività agricola di tipo vivaistico. Sono contrassegnate da un tagliando di riconoscimento che indica la denominazione del vivaio,
il luogo di origine, la specie di appartenenza e l'età. Nel caso dei cimali, cioè gli abeti senza radici, ci sono due correnti di pensiero. C’è chi ritiene che il cimale, legato ad alcune attività autorizzate di diradamento dei boschi, sarebbe comunque lasciato a terra o triturato per produrre il pellet, tanto vale usarlo per farci un albero di Natale, e chi, al contrario, sostiene che dal punto di vista botanico non ha senso prendere solo la punta degli abeti perché le conifere crescono a forma di cono, ma se si taglia la cima la pianta cercherà di compensare la perdita crescendo a fungo e sbilanciandosi.
Durante il Natale. Gli alberi durante le feste vengono stressati dal peso dalle decorazioni, delle temperature elevate e dai terricci inadatti. Per limitare i danni è meglio evitare gli addobbi pesanti, che potrebbero spezzare i rami, così come è bene evitare la neve artificiale e gli spray colorati che potrebbero intaccare la superficie delle foglie. Le piante vanno posizionate in un luogo luminoso, fresco, lontano dalle fonti di calore e al riparo da correnti d'aria, avendo l’accortezza di mantenere le radici costantemente umide.Dopo le feste. Per i cimali non c’è nulla da fare, non possono sopravvivere. Gli abeti con le radici, terminato il periodo dei festeggiamenti natalizi, possono essere posizionati sui balconi o piantati nei giardini, ricordando che con la crescita arrivano a raggiungere 15-20 metri. Nel caso in cui non si abbia la possibilità di piantare l'albero, la Forestale suggerisce di donarlo ai centri di raccolta indicati dai vivaisti o dai Comuni che provvederanno al recupero. Dagli alberi inutilizzabili viene ricavato il legno, mentre le piante in migliori condizioni vegetative vengono trasportate e trapiantate in luoghi idonei.Non solo abeti. Ci sono piante sempreverdi che si adattano meglio al clima cittadino e a quello delle pianure, come l'agrifoglio, il ginepro, il corbezzolo, il viburno, il leccio, l'alloro e la sughera. L'abete rosso, nonostante sia il più utilizzato per Natale, è adatto alle zone montane. Per le zone costiere, infatti, sono più indicati il corbezzolo, il viburno, il leccio e l'alloro, mentre in Sardegna e nel litorale laziale va bene anche la sughera. Inoltre, andrebbero prese in considerazione altre specie legate all'agricoltura come l'olivo o le piante di limone, l’arancio e il mandarino, da addobbare a festa.

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