Almeno la Costituzione... è salva!

Gli italiani dicono NO alla "schiforma" e con il voto di domenica hanno preso due piccioni con una fava: hanno salvato la Costituzione e decretato il "ciaone" al 'premier senza voto', mandando a casa il 'giglio magico', oggi sì, pienamente legittimato a fare le valigie. Il popolo italiano è tornato sovrano. Anche se, stamattina, per chi è disoccupato, per chi deve andare a lavoro accalcandosi sui mezzi pubblici o restando per ore bloccato nel traffico per portare a casa uno stipendio di mille euro al mese,
per chi è ricoverato in un ospedale, per chi attende da anni una sentenza giudiziaria, per chi deve entrare a scuola o fare la spesa con quei quattro soldi di pensione, non è cambiato proprio niente! E' come dopo un terremoto, le scosse sono state tremende, hanno buttato giù tutto quello che c'era da buttare giù e anche di più. Adesso bisogna ricostruire! Adesso bisogna togliere di mezzo le macerie lasciate da Monti e dalla Fornero, da Matteo Renzi e da Giorgio Napolitano. Adesso bisogna ricostruire. Adesso basta chiacchiere, dobbiamo ripartire. La macchina Italia è rimasta ferma ai box per troppo tempo, mentre tutti gli altri dell'eurozona macinavano il 20 per cento di crescita! Qualcuno, che oggi per fortuna non c'è più, diceva che dipendeva dal motore, che bisognava rivedere cilindri e pistoni. Tutte balle. La macchina è ottima e il motore pure. L'Italia gode di sana e buona 'Costituzione'. Era il pilota a non essere all'altezza della situazione. Ma adesso chi si metterà alla guida del Paese? Gli italiani hanno salvato la Costituzione, ma adesso chi salverà gli italiani?

9 commenti:

  1. pierfrancesco05 dicembre, 2016

    Un giorno importante, oggi, inutile dirlo. Adesso però chi ama la politica sa che non è tempo per perdersi in festeggiamenti. Ieri è stata difesa la Costituzione. Oggi il Presidente del Consiglio si dimetterà. Ma domani? Già la casta oligarchica lavora per non andare al voto, riscrivere una legge elettorale anti-cinque stelle e cercare di conservarsi. Sarà inutile, credo. Il vero problema è che il sistema è insostenibile e la casta non in grado di capire i profondi cambiamenti di società ed economia. Cosa può fare il M5S? Secondo me iniziare a lavorare non solo su idee programmatiche ma su un modello politico sostenibile e innovativo. Solo se il M5S sarà in grado di proporre una nuova filosofia di Stato allora potrà, nel medio periodo, cambiare le cose. Altrimenti sarà risucchiato nel gorgo degli squali di questa economia mondiale che punisce la gente comune e premia i potenti.

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  2. Dimissioni di Renzi? Ci siamo giocati un personaggio che poteva essere veramente una bella chance per la politica italiana. Si è rovinato completamente dando retta a Napolitano, al quale dovrebbe chiedere danni ingenti. Andare a buttare via la propria energia e il suo dinamismo appresso a una schifezza come questa riforma è una cosa assurda. Ancora mi domando chi glielo ha fatto fare. Quando la tracotanza del potere arriva a superare i livelli di guardia, poi interviene qualcuno a fermarlo. Lui ha tentato di scardinare un terzo della Costituzione a colpi di maggioranza, con un Parlamento delegittimato da una sentenza della Corte Costituzionale, senza essere salito al governo passando dalle urne e impegnando il governo con una riforma che ha scavalcato il Parlamento.

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  3. Il suicidio di Renzi, 19 milioni di persone contro la sua arroganza!
    "Non pensavo che mi odiassero così tanto". Con questa candida e sconvolgente confessione di Matteo Renzi a Maria Teresa Meli del Corriere della Sera, si celebra il racconto di una disfatta, la spiegazione di un suicidio politico che non ha precedenti nella storia politica dell'Occidente. C'era stato Cameron, è vero, in Gran Bretagna. C'era stata la Clinton, è vero, in America. Ma nessuno dei due-al contrario dell'uomo di Rignano- si era spinto così avanti sul terreno della spavalderia accecata. Hlillar ha perso una sfida che credeva di avere vinto, ma non ha aggiunto nulla di più. Stessa inconsapevolezza, minore arroganza, se non nella frase sul "basket of deplorables" che sarebbero stai gli elettori di Trump. Cameron ha convocato un referendum convinto di vincere, ma non ha ecceduto oltre il senso della misura, non ha messo l'elemento personale sul tavolo. Renzi invece, aveva davanti un referendum che non aveva bisogno di quorum per essere vinto. Per noi era il voto di una brutta riforma, ma questo poco importa. È stato il presidente del consiglio a caricarla di un significato politico che superava e oscurava l'importanza del quesito Costituzionale. È stato lui che, con il suo "Se perdo lascio la politica", ad aver attivato contro di se i popoli della destra, della sinistra dei cinque stelle. Se Renzi non avesse detto nulla, si sarebbe votato in un piovoso pomeriggio di novembre, con una percentuale bassissima, e il Si (temo) avrebbe stravinto con il 90%. Trasformare la consultazione in un plebiscito, in una prova di forza, in una mano di Rischiatutto, è quello che ha portato Renzi alla sconfitta. L'illusione di poter vincere la partita mediaticamente - grazie al sostegno congiunto e inedito di Rai e di Mediaset, del 90% dei media - ha fatto il resto: Renzi a Porta a Porta. Renzi a Matrix. Renzi a Di Martedì. Da Giletti, dalla Annunziata, a Politics, a Mattino 5 a Domenica Live, a Otto e Mezzo. Renzi a Palazzo Chigi in diretta streaming, con il fac simile tarocco della scheda per votare (che in realtà non esiste), come un piazzista di pentole nelle televendite notturne sulle TV private. C'è stato un momento in cui Renzi era dappertutto, anche nel segnale orario e nel meteo, su qualsiasi schermo di casa vostra con l'eccezione del forno a micro onde e del navigatore della macchina. Eppure, alla fine, anche questo bombardamento orwelliano non gli ha giovato. Le elites, spaventate, hanno votato in massa per Renzi. Tutti gli altri contro, con percentuali di malessere che sono un campanello di allarme: oltre il 70% in Sardegna, in Sicilia, a Napoli, persino ad Agropoli, dove De Luca aveva pronosticato straordinari successi clientelari. Adesso servono leggi elettorali democratiche, ed è importante cancellare l'Italicum. Grillo farebbe male, soprattutto a se stesso, se cercasse anche lui di vincere - con arroganza - sfruttando una legge che fino a ieri ha definito libertidica e pericolosa. Anche il Pd, ora, deve fare la sua scelta. Suicidarsi insieme al suo capo, scegliendo il tanto peggio tanto meglio, infilarsi nella cultura del bunker, con la capsula di cianuro in bocca e lo spirito cupo de tanto peggio tanto meglio che ha animato fino a ieri gli inquilini di Palazzo Chigi, oppure tornare a fare politica, dare un governo a questo paese, sfruttare l'anno di legislatura che rimane per cercare di allargare i consensi, uscendo dal delirio del tutto contro tutti con cui Renzi è andato a schiantarsi contro il muro.

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  4. Il popolo sovrano è riuscito a sconfiggere il progetto golpista di Napolitano e a mandare a casa Renzi. Sono orgoglioso di essere italiano!

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  5. salvatore t.05 dicembre, 2016

    Il pianto della Boschi ricorda tanto quello della Fornero.... lacrime di coccodrillo. Basta. Voltiamo pagina!

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  6. Ci sconcerta il toto premier di queste ore, di pessimo gusto, vuol dire fregarsene di quello che hanno espresso gli italiani, non ci uniremo al casting. Padoan, Delrio, Grasso? No, grazie, non ci uniamo al toto nomine. Nelle prossime ore sentirò Silvio Berlusconi, ringrazio tutti i No, anche quelli lontanissimi da me, è stata una vittoria epocale, Davide contro Golia. Non vogliamo perdere altri cinque, sei mesi di tempo, vogliamo andare a elezioni subito, con qualunque legge elettorale. Secondo me il voto di ieri dice che gli italiani vogliono chiarezza, il proporzionale porta a grandi ammucchiate. No quindi a un governo di scopo. Non sosteniamo nessun Governo per fare la Legge elettorale. Siamo disponibili ad andare al voto con qualsiasi legge elettorale. Non vogliamo altri mesi di attesa su Italicum, Consultellum, ecc... Non siamo disposti a sostenere nessun governo che tiri a campare. Siamo disposti a votare con qualunque legge elettorale la Consulta ci metta a disposizione: ho mie preferenze, ma la priorità è il voto, l'Italia ha fretta. Quando Mattarella ci convocherà ribadiremo che chiediamo elezioni subito. Sicuramente ci saranno resistenze di parlamentari che vorranno tirare a campare, ma non c'è tempo da perdere. Renzi lascia un paese economicamente al collasso, c'è da rimboccarsi le maniche. Noi siamo disponibili a ragionare con chiunque, ma la soluzione possibile sono elezioni subito, stiamo lavorando a un programma e a una candidatura per il Paese che non è un salto nel buio, è un invito esteso a tutti gli alleati che vogliono sottoscrivere un programma. Penso ci siano tante sensibilità politiche a sostenere la nostra battaglia e tanti italiani a darci fiducia, ma diciamo che non sono possibili candidature calate dall'alto e scelte a tavolino, devono scegliere i cittadini. Per la coalizione alternativa a quella renziana, dunque, servono le primarie il prima possibile, anche a gennaio. Le lacrime del ministro Boschi? Tanti risparmiatori di Banca Etruria hanno pianto, ieri io ero felice ed emozionato. L'onore delle armi lo darò a Renzi solo quando lo vedrò uscire con gli scatoloni da palazzo Chigi e spero che le lotte interne al Pd non blocchino il Parlamento.

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  7. La Barbie dei renziani bella brava furba e intelligente ha esaurito le batterie. Mordeva il freno, i capelli scomposti, lo smalto appena liso sulle punte. Qualcosa stava finendo, Maria Elena voleva piangere da settimana. Lo ha fatto solo ieri al Nazareno quando ha capito che in un soffio era finito tutto. I sogni, il potere, la bellezza, l'amore. Gli occhi bellissimi le si sono rigati di lacrime confuse al rimmel, si guardava intorno cercando ancora una volta il conforto del suo eroe. Ma Matteo non c'era già più trascinato dolcemente dalla signora Agnese verso il mondo della realtà, non quello dei sogni. Agnese dolce Agnese, forte, presente, amante e compagna devota. Ieri a Matteo è apparsa bellissima e non aveva neppure un filo di rossetto.

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  8. La vittoria del No è uno scampato pericolo, ma solo per ora perché l'élite mondialista tornerà ad attaccare lo Stato e la Costituzione. La battaglia è vinta, ma la guerra continua.

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  9. Ha vinto il «No», ha perso Matteo Renzi che oggi salirà al Colle per rassegnare le dimissioni.
    Finisce così, anzitempo e ingloriosamente la parabola politica di uno spaccone entrato a Palazzo Chigi senza passare dalle urne. Oggi il renzismo è morto a prescindere dal destino di Matteo Renzi che, anche se resterà in politica o tornerà al potere, non potrà più guardare tutto e tutti dall'alto al basso pensando di essere il padreterno al cospetto di imbecilli. Gli italiani, andando alle urne come non accadeva da tempo, hanno detto «No» alla sua riforma farlocca ma ancora prima «No» al suo modo di governare comperando parlamentari ed elettori, di illudere i cittadini con promesse mai realizzate, di far quadrare i conti firmando cambiali.

    Ieri c'è stato un rigurgito di democrazia dopo il tentativo di soffocamento del dottor morte, che non è il primario di Saronno ma l'ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, uno che l'eutanasia di massa l'ha praticata. C'è stato, il sussulto, perché votare non è «una grande minchiata» come titolava ieri un ex grande giornale degli uomini liberi, c'è stato perché non è vero come sosteneva lo stesso foglio che «comunque vada non andrà bene». Gli uomini liberi da patti scellerati e da interessi personali votano, eccome se votano, e scelgono sempre da che parte stare, a testa alta e schiena diritta, perché quello che si ritiene essere il bene e il male non possono mai stare nella stessa casella.

    Oggi finisce una delle stagioni più inquietanti della Repubblica, fatta di intrighi, di tradimenti, di violazioni costanti delle regole e del buon senso. E finisce anche perché un signore di ottant'anni, prima vittima di quei veleni, non si è arreso e ancora una volta ci ha messo la faccia. Silvio Berlusconi ha vinto la sua ennesima tornata elettorale rassicurando i non pochi impauriti elettori di centrodestra che una alternativa alla dittatura renziana esiste e può essere ancora messa in campo con probabilità di successo. È quello che accadrà da oggi, quando Mattarella inizierà a dipanare la matassa che dovrà portare prima a una nuova legge elettorale, poi alle elezioni politiche anticipate.

    Ma andiamo con ordine. Abbiamo scampato una pessima riforma costituzionale, una finta abolizione del Senato, un falso ridimensionamento della casta. E fino a qui ci siamo. Adesso bisogna costruire il futuro, nel quale Renzi potrà essere al massimo uno degli attori, non il dominus assoluto come il ragazzo aveva immaginato. Mi chiedo se in questo futuro potranno avere un ruolo tutti quelli che si sono messi in questa settimana supini al premier, primo fra tutti Vincenzo Boccia, il presidente che ha trascinato Confindustria in una lotta politica dalla quale avrebbe dovuto restare fuori. Mi chiedo con quale faccia Alfano e Verdini potranno continuare il suicida sostegno parlamentare alla sinistra se non chiedendo di essere annessi armi e bagagli nel Pd. Mi chiedo tante altre cose, ma oggi è il giorno di godersi la vittoria della gente sui poteri illegittimi. Da domani cercheremo di trovare le risposte.

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