lunedì 12 dicembre 2016

NO è NO, punto e basta, e chi perde va a casa!

di Grazia Nonis. L’uomo semplice e sano di mente pensa che votare NO equivalga ad un NO, ed è convinto che se il NO vince di brutto quelli che erano per il SI’ debbano far le valigie e tornarsene a casa. L’uomo semplice impreca e non capisce perché si debba assistere ad una farsa, una commedia in più atti della famosa Compagnia politica teatrale che tira molla e temporeggia per votare il prossimo autunno. Non prima, mi raccomando. La tireranno lunga, lo sappiamo,
poiché a loro non conviene spoltronarsi prima di aver acchiappato il vitalizio o la pensione. E noi, impotenti, assisteremo al giro di valzer dei parassiti patologici che speravamo di cancellare dalla nostra vista nel giro di un paio di mesi, per poter andare subito alle elezioni e scegliere democraticamente, senza imposizioni o inciuci, chi ci debba governare. Invece ce li ritroveremo ancora sui maroni, forse per un annetto o anche più, a mal gestire ciò che già mal gestivano prima. Poltrone diverse che accoglieranno sempre gli stessi culi, come nel gioco delle sedie musicali: mentre c'è la musica i partecipanti devono camminare in tondo. Chi gestisce il gioco a un certo punto interrompe la musica senza preavviso: i giocatori devono cercare di sedersi nel più breve tempo possibile. Stesse sedie, stessi giocatori. A partire dal nuovo, ahinoi, Presidente del Consiglio Gentiloni. Quello che non vede l’ora di cedere la nostra sovranità all’Europa -@CarloCattaneo esatto, dobbiamo cedere sovranita' a un'Europa unita e democratica - Paolo Gentiloni (@PaoloGentiloni) 2 agosto 2012 - Quello che disse: "Siamo contrari al pagamento di riscatti nei confronti degli italiani presi in ostaggio" e poi pagò in gran segreto ben 11 milioni di euro per il riscatto delle due crocerossine dei combattenti islamici Greta e Vanessa, da lui stesso accolte all’aeroporto in pompa magna come due eroine. E’ di un uomo del genere che noi dovremmo fidarci? Il Gentirenzi o Renziloni manovrato dal chiodo di pelle, e cioè dal venditore di pentole made in Florence, il ciaone nascosto sul solaio di palazzo intento a tirare i fili del burattino occhialuto dai capelli sale e pepe? Ci resta solo la speranza di un rigurgito di coscienza, un guizzo d’amor patrio da parte di quegli aridi animi che, proprio in questo istante, si stanno scannando per una misera poltrona. Una vana speranza.

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