Scavalcare a Sinistra il M5S, per recuperare consensi.

di Gerardo Lisco. Pensare che la vicenda romana non possa avere effetti sulla tenuta elettorale del M5S è una pia illusione per i fedelissimi del MoVimento, rispetto al quale, sia chiaro, non ho nessun pregiudizio politico. Alle elezioni politiche del 2013 il M5S prese circa 8,7 milioni di voti con una percentuale del 25,55%, se non fosse stato per il voto all’estero
al M5S sarebbe toccato il premio di maggioranza previsto dalla legge elettorale “Calderoli”. Il dato delle Politiche non viene riconfermato alle elezioni europee del 2014. Il consenso raggranellato in quel caso è stato di 5,8 milioni di voti con una percentuale del 21,15%. La differenza venne attribuita alla crescita dell’astensione, alla campagna antieuropeista condotta da Grillo e alla capacità di Renzi di interpretare, in quel caso, meglio le istanze di cambiamento presenti nella società italiana, legate ad una visione liberal – liberista di società più che democratica e sociale come è emerso, poi, dalle politiche economiche che ha condotto. Penso che le cose siano andate un pò diversamente. Durante la campagna elettorale per le politiche Bersani dichiara, a una settimana dal voto, che in caso di vittoria avrebbe riproposto un Governo in continuità con l’esecutivo Monti. Di fronte a una dichiarazione di questo genere e alla volontà di superare l’esperienza Monti che veniva da una parte consistente di elettorato di sinistra scegliere di M5S fu una scelta quasi obbligata. Dall’analisi condotta dall’Istituto Cattaneo circa la provenienza politica degli elettori del M5S risulta che la maggior parte hanno una provenienza di sinistra. Le stesse categorie sociali che votano per il M5S sono riconducibili ad aree sociali tradizionalmente di sinistra. La stessa proposta politica del M5S per i temi che tratta è stata ed è in grado di intaccare l’elettorato tradizionalmente di Sinistra e di Centrosinistra. Adesso la questione politica che si pone è: nell’ipotesi in cui il M5S a causa della vicenda Raggi subisse un crollo l’elettorato penta stellato verso quali lidi politici potrebbe approdare? Alle elezioni europee i circa 2,5 milioni di elettori che non ritornarono a votare M5S si astennero. Un dato questo che coincide con il 36% degli elettori grillini provenienti da Sinistra. Coincide anche con il dato degli elettori del PD di Bersani che non votarono alle Europee il PD di Renzi. Le ragioni di una tale astensione potrebbero essere più di una. La prima: la frustrazione dovuta alla mancata vittoria alle politiche percepita come inutilità del voto. La seconda: la non condivisione delle spinte eccessivamente antieuropeiste di Grillo. La terza: una sorta di posizione di attesa rispetto a Renzi e a ciò che avrebbe fatto il suo Governo. Rispetto a quest’ultima ipotesi il risultato referendario ha sciolto qualsiasi dubbio. Molti di coloro che hanno votato no al referendum costituzionale hanno detto anche no alle politiche del Governo Renzi. Per prime quelle sul lavoro e sulla scuola. Partendo da questi dati, seppur schematici, in vista del Congresso fondativo che si terrà il 17 - 18 febbraio del 2017 che darà origine al nuovo soggetto politico che subentrerà a SEL-SI, capire quali sono le istanze che vengono da una parte consistente dell’elettorato del M5S non è cosa di poco conto. Limitarsi ad accusare gli elettori “grillini” di essere etero diretti, di essere di destra, fascisti, xenofobi, è un grave errore politico dal quale potrebbero scaturire pericoli per la stessa tenuta democratica del nostro Paese. Su una cosa Grillo ha ragione: se non ci fosse stato il suo movimento la destra estrema (Salvini+Meloni) si attesterebbe al 25%. Dato plausibile considerato che già oggi, stando ai sondaggi, Lega + F.d.I, si attestano a circa il 19%. La mutazione antropologica del PD, completatasi con il referendum costituzionale dove l’83% degli elettori PD hanno condiviso le indicazioni di Renzi, lo configura sempre di più come una formazione politica liberal–liberista. Lo stesso Governo Gentiloni non fa altro che riaffermare con forza le politiche condotte dal Governo Renzi. Per una forza politica che vorrebbe rappresentare il polo di sinistra provare a capire le istanze e soprattutto i tormenti dell’elettorato pentastallato diventa fondamentale per poter crescere in termini elettorali. Scavalcare a Sinistra il M5S significa esattamente togliergli quegli elementi di proposta politica che attraggono un elettorato che diversamente voterebbe per un soggetto politico dichiaratamente di Sinistra. Non affrontare questo tema significa essere animati da una buona dose di stupidità politica o peggio dalla sola ricerca di posizioni personali.

1 commento:

  1. impossibile che il nulla scavalchi ciò che non esiste più!

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