Il 2016 è stato l'anno più caldo della storia.

di Alessandra Concas. In Italia lo scorso anno si è classificato al quarto posto tra gli anni più caldi di sempre, con una temperatura superiore alla media del periodo, pari a 1,20 gradi. Lo sostiene la Coldiretti basandosi su statistiche del Cnr, che rilevano le temperature dal 1800. Nella classifica degli anni più caldi ci sono nell'ordine 2015, 2014, 2003 e 2016.
Seguono 2007, 2012, 2001, 1994, 2009, 2011 e 2000. Coldiretti afferma che “Siamo di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestano con un pesante impatto sull'agricoltura italiana, che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro. Si moltiplicano gli eventi estremi, sfasamenti stagionali e precipitazioni brevi, ma intense, e il repentino passaggio dal sereno al maltempo. Siccità e bombe d'acqua con forti piogge a carattere alluvionale, ma anche gelate estreme e picchi di calore anomali si alternano durante l'anno e lungo l'intera Penisola". L'Italia, anche in questi giorni, sembra divisa in due, al Nord è allarme incendi e siccità e al centro sud ci sono cospicue quantità di neve. La realtà evidenziata dagli scenari dei cambiamenti climatici nel Bel Paese è davvero preoccupante. Le migliori e più avanzate elaborazioni dell'autorevole Centro Euromediteraneo per i Cambiamenti Climatici (CMCC), indicano un incremento della temperatura media in Italia pari a circa 3 gradi per la fine del secolo per l'intero territorio nazionale. Lo ha scritto in un comunicato la ong ambientalista WWF. Sempre secondo il WWF, se considera l'ultimo trentennio del XXI secolo (2071-2100) l'aumento di temperatura arriva anche a circa 4 gradi nel nord-ovest della penisola italiana nel periodo estivo. Nello scenario peggiore, entro la fine del secolo l'aumento della temperatura media in Italia sarà di circa 6 gradi. L'urgenza dell'azione anche nel nostro paese è un obbligo civile e morale.

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