In piazza il 28 gennaio a Roma per difendere gli italiani.

di Giorgia Meloni. Bisogna fidarsi di un gruppo di piromani che dichiarano di voler diventare pompieri? Io credo di no. Allo stesso modo non credo che vada dato credito a chi, dopo aver spalancato le porte all’immigrazione incontrollata, oggi annuncia un cambio di rotta.
Negli ultimi tre anni, sotto gli esecutivi a guida Pd, sono sbarcati in Italia più di 500.000 clandestini e la nostra Nazione ne ha pagato il costo in termini economici, di tenuta sociale, di degrado e di insicurezza. Il vero problema è che questa invasione non è stata subita contro la loro volontà dai vari Renzi, Alfano, Gentiloni, ma al contrario è stata voluta, incentivata e favorita. Contro queste politiche scellerate che stanno trasformando l’Italia nel campo profughi d’Europa e per tornare subito al voto scenderemo in piazza a Roma il 28 gennaio.
Non crediamo alla favola di un governo che dopo aver appiccato l’incendio dell’immigrazione incontrollata, ora grida «al fuoco», suona le campane di allerta e ci assicura che spegnerà le fiamme. Tuttavia quello che sorprende maggiormente è che l’esecutivo non spiega le ragioni di questa inversione a U: fino a ieri ci hanno detto che non c’era alcuna emergenza immigrazione, che «l’immigrazione è una risorsa», che «sono loro che ci pagheranno le pensioni in futuro», che «chi scappa dalla guerra non è diverso da chi scappa dalla povertà o dal caldo», che «l’accoglienza è un dovere» ed oggi ci dicono che il sistema è al collasso. Delle due l’una: siamo governati da degli incompetenti o da furbi opportunisti?
Voglio comunque mettere a disposizione di questi neofiti del contrasto all’immigrazione clandestina l’esperienza che la destra ha maturato in anni di studi, proposte e battaglie. A cominciare dal «controllo delle frontiere marine libiche, con forze congiunte italiane, europee e libiche, cercando di reindirizzare l’attuale missione di controllo europea anche su acque territoriali di Tripoli», se vogliamo usare le parole pronunciate dal ministro Pinotti, visto che la nostra storica proposta di un «blocco navale internazionale in accordo coi governi libici per impedire ai barconi di partire» era considerata irrealizzabile e da folli estremisti. Oppure la riapertura dei Cie, i Centri di identificazione ed espulsione per contenere in luoghi controllati i clandestini da rimpatriare, gli accordi con gli Stati di provenienza per le espulsioni, il controllo del territorio, l’espulsione di chi non ha diritto a stare in Italia. Parole che hanno l’ebbrezza della novità per chi ci governa, ma che noi «pericolosi populisti» conosciamo benissimo.
Non ho alcuna fiducia nella svolta anti immigrazione del governo, sono troppi gli interessi delle cooperative a loro vicine, troppe le pressioni del grande capitale al quale rispondono, troppo forte l’impostazione ideologica che vorrebbe annientare le identità culturali dei popoli. Ma se dietro a questo bluff ci dovesse essere qualcosa di concreto, Fratelli d’Italia non si tirerà indietro e sosterrà ogni iniziativa utile a fermare l’invasione e a riprendere il controllo dei nostri confini nazionali. In attesa di scoprirlo, noi il 28 gennaio saremo in piazza a Roma al fianco degli italiani.

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