martedì 10 gennaio 2017

M5S. Se questa è l’opposizione che si candida al governo del Paese, permetteteci di essere preoccupati.

Tanta approssimazione. Poche certezze. Pochissime idee chiare. Nessun programma di politica interna, né tantomeno di politica estera dal fronte 5stelle: sia a Roma, dove la Raggi annaspa e rischia di affondare nell’immobilismo del 'non fare', scelte sbagliate a parte, che a Bruxelles, dove Grillo, dopo l'addio a Farage, si vede sbattere la porta in faccia dall’Alde, il gruppo liberal-democratico del parlamento europeo. E così, dopo la gran cagnara delle consultazioni on line,
il diluvio di commenti critici dei grillini che si sono sentiti traditi e delusi dalla svolta europeista di Grillo, ma che poi hanno certificato con un 'inspiegabile' 78,5% di consensi il via libera al passaggio di M5S all'Alde, (miracoli della Rete!?), adesso il M5S rischia di restare a Bruxelles senza ‘casa’! A questo punto 'lo scudo della Rete' non basta più. Non è abbastanza credibile per giustificare o, perlomeno, tentare di spiegare certe decisioni e - a parte i contributi europei ai gruppi parlamentari e qualche poltrona in più, che, secondo i maligni, sarebbero la vera ragione che ha spinto Grillo a provare ad entrare in Alde un gruppo politico liberal-democratico in netta antitesi con la sua natura, come se Grillo bussasse a casa di Renzi o di Berlusconi per chiedere ‘ospitalità’, tanto per intenderci, - il Movimento farebbe bene a spiegare alcuni punti cruciali del suo 'non-programma': Se vuole che l’Italia resti in Europa, oppure se intende farci uscire dall’euro e tonare alla lira o a qualche altra moneta? Se vuole continuare ad accogliere o respingere i migranti? Il perché è garantista con i suoi e forcaiolo con gli altri? Se pensa di risolvere il problema della disoccupazione e dei salari più bassi d’Europa, col reddito di cittadinanza a gogo? E soprattutto, perché in Europa cerca alleanze e in Italia corre da solo? Con chi farà maggioranza qui da noi dopo le elezioni politiche? Insieme a chi intende allearsi per governare il Paese, dal momento che non otterrà mai e poi mai dagli italiani il 51% dei consensi, ovvero la maggioranza assoluta? Attendiamo, con poche speranze, una risposta. Una risposta che non sia in 'politichese' - linguaggio che i 5stelle hanno imparato in fretta nelle frequentazioni televisive che un tempo aborrivano e che nel dopo-renzi hanno monopolizzato - perchè responsabilità e incongruenze, pressappochismo e contraddizioni non sono sempre e soltanto riconducibili ad un fantomatico e indefinito 'establishment'! Comunque, se questa che abbiamo visto sin'ora è l’opposizione che si candida al governo del Paese, permetteteci di essere un tantino preoccupati!
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LA REPLICA. Il MoVimento 5 Stelle: in Europa per l'Italia. di Beppe Grillo. Nel primo pomeriggio io e Davide Casaleggio abbiamo avuto una Skype call con Nigel Farage, ex leader della delegazione inglese Ukip e presidente del gruppo Efdd. Abbiamo rinnovato l’accordo, rinunciando alla carica della co-presidenza che fino ad oggi è stata occupata da David Borrelli. Fallito l’accordo con il gruppo ALDE, abbiamo rispettato la volontà espressa dalla rete applicando la seconda scelta più votata dai certificati: rimanere nel gruppo Efdd. Smentiamo le false informazioni che circolano da ieri: le carte fatte circolare non ci appartengono, non abbiamo firmato nessun contratto, si tratta di un elenco di punti comuni e di contrasto. Dopo i risultati della votazione è scoppiato il caso mediatico. Un intero sistema ha tremato. Verhostadt, che oggi si propone come negoziatore per la Brexit dovrebbe solo vergognarsi, perché da meschino si è piegato alle pressioni dell’establishment. "In Europa per l'Italia" era il nostro slogan per le elezioni del 2014, il nostro programma non cambia di una virgola e non sarebbe cambiato con l'ingresso in un altro gruppo. Dispiace per quei pochi portavoce, che probabilmente non sanno come funziona il Parlamento Europeo, che hanno parlato di "cercare di entrare nell'establishment". David Borrelli, che ringrazio, ha portato avanti una trattativa per cercare di rendere più efficace la realizzazione del nostro programma, che continueremo a portare avanti in EFDD. Di seguito trovate un compendio delle battaglie che abbiamo combattuto continueremo a combattere in Europa, per l'Italia!
1. Il MoVimento 5 Stelle critica fortemente il ruolo della moneta unica.
L’Euro si è ampiamente dimostrato nel corso del tempo, e delle diverse crisi che si sono succedute dal 2008, un sistema di Governo attraverso il quale l’establishment tiene sotto scacco le democrazie. È uno strumento di controllo nelle mani della BCE, che impone un vincolo di cambi fissi asfissiante per le economie del Mediterraneo, tra cui quella italiana.
È un sistema che ha generato un surplus (che viola i Trattati) a favore della Germania, che oggi si comporta come la mattatrice dell’Unione Europea. La moneta unica deve essere sottoposta a un referendum popolare, affinché i cittadini decidano il rimanere o meno dell’Italia all’interno dell’Eurozona.
Vogliamo il superamento del regolamento di Dublino, firmato dal governo Lega-Berlusconi. Il regolamento di Dublino è ingiusto e i nostri portavoce si stanno battendo per cambiarlo; questo significa non caricare il primo Paese di approdo delle responsabilità legate all’accoglienza. Ci deve essere una equa corresponsabilità in casi di massicci flussi migratori, come quello che sta affrontando l’Europa. Chi vuole rimuovere all’origine il problema dell’immigrazione deve anche appoggiare le proposte del Movimento 5 Stelle per rimuoverne le cause: sì all'embargo di armi, no ai bombardamenti in Siria e Libia, sì alle sanzioni per le multinazionali che sfruttano i diritti umani nei Paesi terzi. Sul piano nazionale è poi necessario identificare chi arriva in Italia, scovare i falsi profughi, espellere rapidamente gli immigrati irregolari nel giro di qualche giorno, accogliere chi ha diritto d’asilo ed integrare seriamente gli immigrati regolari. Sigliamo una volta per tutte accordi bilaterali coi Paesi interessati.
2. Il Movimento 5 Stelle ha combattuto con tutte le sue forze affinché assurdi trattati internazionali come il TTIP, il CETA e il conferimento del MES alla Cina, venissero bocciati. Anche grazie alla battaglia politica dei nostri portavoce il TTIP è stato praticamente annullato. Sul CETA abbiamo sottolineato l’assurdità della creazione di una corte sovranazionale a uso e consumo delle multinazionali che potranno fare causa agli Stati. La battaglia per non concedere lo status di economia di mercato alla Cina ha visto il Movimento 5 Stelle in prima fila: la creazione del gruppo di interesse al Parlamento europeo, la presentazione della contro-consultazione pubblica e il tour #NoMesCina in tutta Italia sono fatti che dimostrano l'impegno forte dei portavoce nel difendere l'economia europea e, in particolare, quella italiana.
3. Il MoVimento 5 Stelle vuole risolvere il problema dell’immigrazione.
4. Il MoVimento 5 Stelle vuole lavorare alla piena transizione energetica dell’Italia e dell’Europa. Abbiamo infinite potenzialità che non sfruttiamo anche a livello comunitario. La Commissione, il Parlamento europeo e il Consiglio sono schiavi delle lobby del petrolio che stanno facendo di tutto per rallentare il processo. Li combatteremo con tutte le nostre forze per ottenere un futuro d’indipendenza energetica che ci metta al riparo da assurde guerre e tensioni geopolitiche.
5. Tuteliamo l’ambiente e la salute dei cittadini: al Parlamento europeo i portavoce si battono contro la commercializzazione di OGM, di pesticidi pericolosi come il glifosato, a difesa della qualità dell’aria che respiriamo. Per il MoVimento 5 Stelle il principio di precauzione è una delle basi da rispettare per ogni decisione in materia di energia, ambiente e agricoltura. La tutela della salute dei cittadini non deve mai venire dopo gli interessi delle multinazionali.
6. Priorità assoluta ai temi della Rete e dello Sviluppo tecnologico: per il Movimento 5 Stelle il futuro del lavoro sta nel progresso che non può essere fermato e nemmeno ignorato. Abbiamo il dovere di studiare, analizzare e capire come rendere questi settori fonte di occupazione per i giovani, perchè nessuno deve rimanere indietro, soprattutto gli italiani.
7. La Russia é un partner economico e un alleato contro il terrorismo, non un nemico. Il MoVimento 5 Stelle si è battuto e si batte per la cancellazione immediata delle sanzioni alla Russia che causano perdite miliardarie alle nostre PMI comportando anche la perdita di migliaia di posti di lavoro.

21 commenti:

  1. In molti già rimpiangono Renzi!

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    1. No, Renzi, no... però rimpiango Nerone e Caligola.

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  2. Gianluca Donati10 gennaio, 2017

    La novità è forte e sta mandato letteralmente in subbuglio la base del Movimento 5 stelle. Grillo vuole rompere con l’Ukip di Nigel Farage e andare con l’Alleanza dei liberali e democratici (Alde). Non spiegheremo qui le ragioni ufficiali della mossa grillina, perché è già stata riportata da tutti i mezzi d’informazione. Qui ci chiederemo solo quanto la scelta di Grillo sia solo “tattica” oppure “ideologica”. Certamente convenienze “tattiche” sono possibili. Però viene il sospetto che in vista dell’eventualità di trovarsi al governo, improvvisamente i 5 stelle stiano gettando la maschera mostrandosi per quello che sono sempre stati. Infatti, questo percorso, sarebbe coerente con quanto fin qui fatto dal Movimento 5 stelle. Hanno stravolto la Bossi-Fini abrogando il reato d’immigrazione clandestina, hanno spinto per introdurre le stepchild adoption. Promettono un referendum sull’euro (che per legge non si può fare) eludendo, di fatto, il problema. Vagheggiano un fantomatico reddito di cittadinanza e sognano la decrescita felice e la democrazia diretta (web). E intanto vorrebbero andare in Europa con L’Alleanza dei liberali e democratici che è stato cruciale per l’elezione del presidente Jean-Claude Juncker ed è sinonimo di ultraliberismo, euro e del famigerato TTIP (trattato per il commercio Transatlantico). E le reazioni dei pentastellati infuriati dalla svolta di Grillo, non sono tardate ad arrivare: «Meglio soli che male accompagnati!» scrive Carlo Sibilia, ex membro del direttorio che si è speso molto sui temi della sovranità monetaria. Sono con lui in molti, da Nicola Morra a Michele Dell'Orco. Riccardo Nuti, deputato M5S sospeso, è ancora più esplicito e accusa la nuova corrente democristiana dentro il M5S: «Non ci si può alleare per una manciata di poltrone. Se per contare qualcosa bisogna perdere la propria anima, la propria coerenza, la propria faccia forse meglio da soli ma con dignità. Non so chi consigli queste cose a Beppe (i democristiani nel M5S sono tanti)». E ancora: «Con ultraeuropeisti liberali Alde il M5S non ha nulla da spartire, è gruppo di Rutelli e Monti!». In sintesi; se quella di Grillo è una tattica, è pericolosa, e rischia di demolire il suo movimento. Se invece è “ideologica”, sconfessa la dichiarata identità anti “establishment”, con le conseguenze del caso. Infine, come mai l’Alde è pronta ad accogliere i 5 stelle considerati finora “l’anticristo”? Alcuni opinionisti sono convinti che la strategia degli “europeisti”, sia quella di “dividere i populisti” per indebolirli. Può essere, ma personalmente ritengo che tale strategia rischi di provocare l’effetto opposto. Se analizziamo il caso specifico del nostro paese, per esempio, i cosiddetti “populisti” sono prevalentemente divisi in due aree quella “grillina” e quella “salviniana”. I due gruppi si contendono un po’ lo stesso elettorato e si ridimensionano reciprocamente. Qualora davvero i 5 stelle si compromettessero con l’Alde, si “istituzionalizzassero” e si rivelassero per quel che sono; due potrebbero essere le conseguenze: o il movimento 5 stelle subirebbe una scissione (con una corrente “di destra” che finirebbe per allearsi con l’asse Salvini-Meloni), oppure i pentastellati potrebbero subire un’emorragia di voti che transiterebbero verosimilmente verso il centrodestra. In conclusione, i populisti non verrebbero “divisi”, ma riunificati nella medesima area politico-culturale che ne uscirebbe rinforzata.

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  3. C'è paura e amarezza tra i pentastellati dopo il no dei liberaldemocratici (Alde) all'ingresso del Movimento nel gruppo. Volevano entrare perché così, dicevano, "iniziamo a contare, ci guardano con rispetto, diventeremo l'ago della bilancia", invece resteranno nel gruppo misto, praticamente senza voce in capitolo e, soprattutto, senza risorse economiche. Lo schiaffone che Guy Verhofstadt ha mollato in diretta social ai cinque stelle fa male e scatena le ire della basa contro Beppe Grillo e Davide Casaleggio. "Andare al voto online senza una trattativa solida è stato un autogol pazzesco", ha detto al Mattino uno dei fedelissimi del figlio di Gianroberto.

    Prima della Caporetto Grillo aveva cercato di rassicurare gli europarlamentari più contrariati: Marco Zanni, Marco Valli, Isabella Adinolfi e Dario Tamburrano: "Per queste trattative serve grande capacità e riservatezza, e David Borrelli è stato bravo". E Casaleggio jr: "Serve rapidità e silenzio". Ora invece i pentastellati, sia europei che nazionali, vogliono proprio la testa di Borrelli. Dice Tamburrano: "Quando ogni scelta analizzata razionalmente non porta a prendere nessuna decisione convinta, pur se apparentemente pragmatica; quando ogni soluzione che la mente superiore ti propone suscita un moto interno di repulsione e nausea; quando hai la percezione che quello che ti stanno proponendo è oscuro e pertanto inaccettabile; quando è ormai certo che sei stato tradito dagli esseri umani; quando non puoi più fidarti veramente di nessuno, allora quello è il momento di consultare il secondo cervello". Ergo la pancia.

    A fare infuriare i grillini c'è poi tutto l'iter di Borrelli condotto in segreto, lontano dagli occhi della base, per accedere al gruppo dei liberaldemocratici, il divorzio con lo Ukip smentito, la battaglia contro l'euro dimenticata. Ora chiedono al loro leader di ricucire con Nigel Farage per chiedergli di riconsiderare la presenza del M5S nel gruppo Efdd.

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  4. In pochi giorni, Beppe Grillo è riuscito a far perdere al Movimento 5 stelle quel poco di credibilità residua, dimostrando ancora una volta che dietro i "vaffa", le urla e le critiche a tutto e a tutti non c'è nient'altro che una famelica ricerca di soldi e poltrone, esattamente ciò che il partito di proprietà della Casaleggio associati ha sempre utilizzato come accusa nei confronti della cosiddetta "casta". La giravolta imposta dal comico genovese su Euro, Europa e trattati internazionali ha scatenato la rivolta degli elettori grillini, che sulla rete si sono lanciati in critiche ed insulti che non hanno minimamente scalfito la volontà di Beppe di aderire all'Alde, il gruppo più europeista che ci sia sostenuto tra gli altri da Mario Monti e Romano Prodi. Bozza di accordo già sottoscritta il 4 gennaio, votazioni on line aperte l'8 e chiuse il 9 con un risultato come ovvio già scritto.

    Peccato che Grillo non abbia fatto i conti proprio con coloro che avrebbero dovuto accogliere i neo europeisti a 5 stelle nel proprio gruppo... I grillini avevano sì promesso che il loro ingresso non avrebbe cambiato la linea politica del gruppo, che sarebbe rimasto pro Europa anche dopo l'accordo, ma lunedì mattina alcuni esponenti, in particolare le francesi Sylvie Goulard e Marielle de Sarnez, avevano pubblicamente espresso la propria contrarietà all'alleanza. In serata è arrivato il no del leader Verhofstadt, che dopo il polverone sollevato ha deciso di ritirare la proposta di accordo per l'ingresso nel suo gruppo dei Cinque Stelle considerandoli "inaffidabili". Ora Grillo fa come la volpe con l'uva, e sul blog accusa "l'establishment" di aver deciso di fermare l'ingresso del Movimento nel gruppo; in realtà si ritrova un partito a pezzi e sono andati in fumo gli agognati 700mila euro di finanziamento.

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  5. E pensare che ci avevo pure creduto che ci potesse essere un cambiamento... Beppe sei come gli altri, forse anche peggio. Alle elezioni non avrai più il mio appoggio

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  6. Delusione dalle ultime vicende, prima la scelta di non far dimettere chi indagato, poi lasciare il gruppo euroscettico, in questo modo state perdendo un sacco di elettori!

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  7. Grillo, sono molto deluso dalla scelta di entrare nel gruppo Alde, favorevole alle politiche di austerità, favorevole al TTIP. Guy Verhofstadt è un personaggio che vive da anni ovattato nella realtà di Bruxelles e ha una visione totalmente caricaturale di chi critica l'Euro o l'Ue. Il realismo politico lo posso anche comprendere, ma l'opportunismo no... ragion per cui non voterò più il Movimento 5 Stelle.

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  8. Vergognatevi! Ci avete svenduti alla BCE: l'Alde vuole più integrazione e meno sovranità nazionale, per non parlare della questione dell'immigrazione!

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  9. finisce un sogno, almeno il mio sogno: non voterò più m5s!

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  10. Si presentano come il nuovo ma poi quando respirano l'aria del potere e assaggiano il gusto di una vita agiata diventano peggiori dei vecchi politicanti!

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  11. Stanno sempre in televisione, sono diventati come tutti gli altri politici: tante chiacchiere e pochi fatti, sì devolvono in beneficenza parte del loro stipendio, ma io non ho visto nulla di nuovo nella mia busta paga, per cui... addios compagneros, asta la vista!

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  12. Cosa potevamo aspettarci da un comico: solo una amara risata!

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  13. L’avranno pensata così il figlio di Casaleggio ed il padre della satira politica, quando nasci senza una identità, senza una ideologia di fondo, senza un costrutto etico ben definito, l’onestà è liquida e in omaggio al sociologo scomparso Zygmunt Bauman, che narrava di società liquida, si sono messi su un terreno così scivoloso da andare a sbattere contro i principi. Perché puoi anche avere in seno l’embrione post-ideologico, ma al di là delle etichette classiche ci sono linee guida ben definite, empiriche, su cui si è costruita la fortuna pentastellata. Il giustizialismo spinto, l’autosufficienza parlamentare, la verginità elettorale ed amministrativa, il rigore contro i compromessi, il digiuno di rimborsi e fondi pubblici, il no euro, e così via.

    Non vi è un solo punto in cui, da Raggi passando per un Referendum illegittimo sulla moneta, arrivando fino alla disastrosa prova d’adesione all’ALDE, dove non abbiano sconfessato ogni singolo intento. Di Battista da Lilli Gruber, con il sorriso sempre sornione di chi crede di saperla più lunga, ci ha raccontato che semplicemente il Movimento è in continua evoluzione. A me pare più in ebollizione, si stanno cuocendo nella loro stessa acqua.

    Probabilmente più che progresso della specie, siamo di fronte ad un caso stagionale. I grillini non erano pronti per l’inverno, non hanno montato sulla Grillo-mobile i pneumatici termici e quindi hanno perso aderenza sulla via della coerenza.
    Come ogni amore estivo che si rispetti, carico di promesse e aspettative, viene minacciato dall’autunno dei fatti. E parliamoci chiaro, cosa hanno portato a casa dal 2013 ad oggi, anno di ingresso in Parlamento, lorsignori?

    Siamo di fronte ad un caso di nemesi storica, contrappasso dantesco. A furia di organizzare V-Day un bel calcio nel sedere gliel’hanno dato i moderati e pacati liberali eurosostenitori: "La conversione dell'M5s è poco credibile, con me sono perplessi anche molti altri colleghi del gruppo all'Europarlamento", spiega l’eurodeputata francese Sylvie Goulard. "I Cinque Stelle sono nel gruppo di Farage, l'animatore della Brexit contro cui mi sono battuta. Grillo chiede il referendum sull'euro, che per noi è invece la priorità. Ha la stessa ispirazione, lo stesso spirito di Marine Le Pen: decisamente incompatibile con quello dell'Alde."

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  14. Operazione fallita. Ovvero: la più grande sconfitta di Beppe Grillo. L’uomo che ha lanciato il vaffa in politica se lo vede restituito, in maniera clamorosa e su scala internazionale, dall’Europa. Non è riuscita la svolta trasformista (il trasformismo non è sempre degli altri) del leader che ha tentato di passare repentinamente dall’euro-scetticismo al filo-europeismo. Restando con niente in mano. I liberali dell’Alde non lo vogliono!

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  15. Ma possibile che Grillo abbia cercato l'ingresso nell'Ade senza un preventivo consenso dei suoi vertici? Chi ci può credere, se non i piddini del referendum? Quindi due sono le ipotesi realistiche del fatto: 1) Grillo sta seguendo le gesta di Berlusconì, che fece un passo simile prima di diventare dominus dell'Italia e, quindi, ha previsto tutto per pubblicizzare in Europa i suoi programmi critici verso la stessa 2) L'Ade si è rimangiato il consenso preventivamente dato dietro " consiglio" dei Poteri forti tedeschi. O no?

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  16. stelle&strisce10 gennaio, 2017

    fallimento, sconfitta? dai mariotto, stai godendo x ora come una biscia. e quei verdi (viola di rabbia) che rifiutarono con il m5s l'apparentamento in europa con speciose argomentazioni rimarrano con percentuali da prefisso telefonico. vedremo alle prossime elezioni se fallimento e sconfitta dovessero realizzarsi. Roma e Torino NON VI HANNO INSEGNATO NULLA. chi vivrà.... sverrà....... caro il mio mariotto!

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  17. Ma come si fa ad essere 'credibili' portandosi dietro uno del grande fratello?

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  18. eh sì, hai proprio ragione. Pensare che rocco casalino dal grande fratello sia passato a fare il tirapiedi di grillo fa semplicemente... sorridere!

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  19. dopo i 5stelle, il nulla. adesso non ci resta che rassegnarci ad essere invasi dall'africa nera, loro sapranno come gestire il paese!

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  20. Ma che ci fa Rocco Casalino accanto a Grillo?

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