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Raggi indagata: "Sono molto serena".

"Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre. Siamo pronti a dare ogni chiarimento". Queste non sono le parole di un politico vecchia-maniera all’indomani di un avviso di garanzia, ma di Virginia Raggi, ovvero della paladina dei duri e puri a 5stelle, di uno dei maggiori esponenti dei pentastellati, dei fautori della democrazia diretta, dell’uno vale uno,
degli unici al mondo senza macchia e senza peccato, di colei che è la ‘prova generale’ dei grillini per espugnare Palazzo Chigi allorquando si tornerà a votare! Virginia Raggi, tutto il suo staff e tutto il Movimento5stelle, Beppe Grillo in primis, sapevano che a giorni sarebbe arrivato l’avviso di garanzia alla prima cittadina della Capitale e proprio per questo lo stesso Grillo aveva preparato la strada, con il ‘Codice di comportamento’ pubblicato una ventina di giorni fa sul suo blog, che eliminava l’equivalenza tra “indagine giudiziaria/condanna politica/dimissioni”, e che da molti è stato letto come un vero e proprio “Salva Raggi”. Insomma, piove sul bagnato. Cade un’altra tegola sulla già disastrata e disastrosa giunta capitolina. Una bomba su Virginia Raggi: la Sindaca è indagata. Lo comunica la diretta interessata con un breve post su Facebook, dove scrive: “Oggi mi è giunto un invito a comparire dalla Procura di Roma [il prossimo 30 gennaio, ndr] nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come è noto, è già stata revocata. Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal Codice di comportamento del MoVimento5stelle”. Poche righe dove viene glissata la parola “indagata”, nelle quali si parla della “revoca” di Marra Jr. come se fosse elemento di per sé sufficiente a smontare il lavoro dei magistrati che indagano e in cui ben si sottolinea da un lato “la telefonata” al fondatore (Pizzarotti quel telefono non lo fece squillare, e questo fu sufficiente per silurarlo), dall’altro “il rispetto” del codice pentastellato, fresco di stesura. Lo stesso codice, per inciso, che soltanto fino a qualche settimana fa prevedeva dimissioni automatiche per gli indagati che volessero restare nel M5S. Comunque, i reati contestati dalla Procura di Roma a Virginia Raggi sono: abuso d’ufficio e falso in atto pubblico. Imputazioni pesanti, soprattutto per chi ha fatto dell'integrità morale la propria bandiera. In altri tempi, quelli non troppo lontani dell’apriscatole e delle ramazze a Montecitorio per fare chiarezza e pulizia, il M5S avrebbe chiesto le dimissioni del sindaco, ma oggi come oggi sono ‘forcaioli’ con gli avversari e ‘garantisti’ con loro stessi. Ma le chiacchiere stanno a zero e gli italiani, non solo i romani, che non sono tutti allocchi, giudicheranno i loro eletti dai fatti e da come sapranno governare per il bene comune. Adesso, tanto per cambiare e in attesa di notizie dalla Consulta sull’Italicum, l’ultima parola spetta alla magistratura.

14 commenti:

  1. Come volevasi dimostrare: quando ottengono il potere sono tutti uguali, altro che 5 o dieci o cento stelle!

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  2. Oggi finisce un sogno, altro che ritornare a vedere le stelle, questi ci stanno facendo vedere i sorci verdi: che delusione!!!

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  3. l'italia è una repubblica poco democratica fondata sugli avvisi di garanzia e governata dalla magistratura

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  4. Il progetto politico del M5s a favore dei cittadini è di gran lunga più importante delle vicende romane e dell'avviso di garanzia a Virginia!

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  5. Virginia... STAI SERENA!!!

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  6. Raggi indagata, in chat Raffaele Marra diceva al fratello: "Fai domanda, c'è un posto"! Emergono nuovi dettagli sull'indagine che ha travolto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, accusata d'abuso d'ufficio. In una chat privata Raffaele Marra consigliava al fratello di candidarsi come responsabile del Turismo.

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  7. cari 5stelle ci avete fregato una volta, non ci fregherete più. vi abbiamo votato per salvare roma e non siete buoni a nulla: pure voi indagati, che schifo!!!

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  8. Fino a prova contraria per mè la RAGGI è innocente !!!

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  9. La Raggi, continui pure nella carica di Sindaco, ma non in nome dei 5S!

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  10. E fu così che tanto tuono' che piovve! Il tanto agognato, per alcuni, avviso di garanzia alla sindaca capitolina è arrivato. L'orgia mediatica è straripata investendo e tentando di oscurare tutto il firmamento pentastellato, spezzando i primi timidi "Raggi" di luce (approvazione del bilancio capitolino,inizio di una seria e onesta programmazione tale da far partire finalmente la macchina comunale di Roma depauperata da decennali saccheggi). Serrando i ranghi,e tenendo dritta e ferma la barra si possono raggiungere le mete e gli obiettivi prefissati, non lasciandosi trascinare dalla marea montante delle polemiche. UNITI SI VINCE!!! E da memoria Dantesca, "Non ti curar di loro ma guarda e passa".

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  11. La Raggi è incapace di governare Roma. E si dovrebbe dimettere per questo, non per un avviso di garanzia!!!

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  12. "Lei ha ammesso un errore, quello di essersi fidata di una persona sbagliata, il Comune non è facile, quello che noi chiediamo dall'inizio è del tempo. Ha sbagliato probabilmente a mettere una firma, vediamo che succederà, ma è pure vero che questa nomina è stata revocata". Lo afferma il deputato M5S Alessandro Di Battista a 'diMartedì', su La 7 parlando dell'invita a comparire per la sindaca Virginia Raggi in merito alla questione della nomina del fratello di Raffaele Marra.

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  13. Così i grillini archiviano la (presunta) superiorità.

    Boom. Alla fine il famoso botto si è sentito, come Grillo aveva - anni or sono - minacciosamente annunciato.


    Ma si tratta di un altro botto. Non quello elettorale. È crollata definitivamente al suolo la presunta superiorità morale dei grillini. Le stelle sono cadute. È la notte di San Lorenzo del giacobinismo a Cinque Stelle.

    L'iscrizione del sindaco di Roma Virginia Raggi nel registro degli indagati (è indagata per falso e abuso d'ufficio nell'ambito della nomina del fratello di Raffaele Marra, ex capo del personale del Campidoglio, poi arrestato) polverizza la verginità giudiziaria dei Cinque Stelle. Insomma: la prima cittadina della Capitale, di stretta osservanza grillina e dunque ayatollah del giustizialismo, avrebbe assunto il fratello del suo chiacchieratissimo braccio destro. Ovviamente è tutto da verificare. Ma nel colorito vocabolario pentastellato tutto sarebbe già stato metodicamente etichettato: familismo, nepotismo, abuso di potere. Diciamolo: casta. E se ci mettessimo gli occhiali del grillismo e squadrassimo dall'alto al basso la bella sindaca, dovremmo - come minimo - chiedere le sue immediate dimissioni. Seguendo alla lettera l'ottusa e rigida disciplina del Movimento 5 Stelle. Per dire: Gianroberto Casaleggio, nel suo ultimo libro testamento - spennellava un mondo ideale nel quale i dipendenti infedeli della pubblica amministrazione venivano «esposti in apposite gabbie sulle circonvallazioni delle città».

    E invece no. Questa volta no. I Cinque Stelle si sono accorti che il loro fondamentalismo manettaro è un boomerang che gli sta tornando dritto dritto sulla fronte. Ma il grillismo è un camaleonte che si adatta a ogni esigenza e quando il vento della giustizia gira a sua sfavore, impegna un attimo ad assumere le nuance del giustizialismo. Ben vengano, buon ultimi, dalle parti del dubbio. Se non fosse l'ennesima buffonata. Una commedia degli equivoci nella quale tutti fingono di non sapere. La Raggi si finge stupita della convocazione in procura, quando oramai era chiaro a tutti dove sarebbero andati a parare i giudici. Pure Grillo fa il pesce in barile. Anche se proprio lui, con un anticipo da indovino, si era già affrettato a fare una conversione a U da ritiro immediato della patente di circolazione politica, sostenendo che non è necessario dimettersi di fronte a un avviso di garanzia.

    Ma l'effetto domino di questa commedia degli equivoci è travolgente e scivola in metamorfosi esilaranti. L'ex premier Matteo Renzi, che non aspettava altro che poter inforchettare i grillini - intima ai suoi di essere garantisti e di non infierire sulla Caporetto giudiziaria dei seguaci del comico. Mai nella storia politica recente era stato sguainato tante volte lo scudo del garantismo e della - sacrosanta! - presunzione di innocenza. Persino Marco Travaglio, nel tentativo di rimanere in equilibrio tra giustizialismo e filo grillismo, si mette a parlare a denti stretti di presunzione di innocenza. Probabilmente provocandosi un eczema.

    Insomma la Raggi, per il momento, come sindaco non ha fatto un bel niente. Ma come politico ha già fatto un miracolo: trasformare grillini e soci in garantisti. Ora c'è da sperare che non dimentichi la lezione. E che magari inizi a governare la Capitale. Giudici nonostante.

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  14. Il Movimento 5 stelle è stato un interessante esperimento di Democrazia Diretta, ma ha fallito. La democrazia diretta funzionava ad Atene, dove i cittadini avevano a disposizione 10.000 schiavi e molto tempo a disposizione da dedicare alla politica.

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