Terremoti: una mostra al Museo Civico di Storia Naturale di Milano svela il loro universo.

di Stefania Elena Carnemolla. Ogni volta che un grande terremoto colpisce l’Italia, ci si ricorda della fragilità del territorio e dell’importanza della prevenzione. A Milano, al Museo Civico di Storia Naturale e fino al 30 aprile 2017, grazie alla mostra Terremoti. Origini, storie e segreti dei movimenti della Terra, sarà pertanto possibile conoscere più da vicino terremoti e loro universo: cause, durata, frequenza, modalità e velocita di propagazione delle onde sismiche, orogenesi, faglie, pieghe crostali, ipocentro, epicentro, scale di classificazione, regole comportamentali da adottare per limitare i danni, metodi di studio e difficoltà che gli scienziati affrontano nel “riuscire a definire un lasso temporale nel quale il sisma potrebbe verificarsi”.
Una mostra, ora che un nuovo terremoto sta sconvolgendo l’Italia Centrale, molto attuale: “L’Italia” così, infatti, gli organizzatori ”è un paese ad alto rischio sismico, ma spesso ce ne dimentichiamo e torniamo a interrogarci su questo fenomeno solamente quando la terra trema, provando stupore di fronte alla potenza della natura e restando sorpresi nel constatare l’attuale incapacità della scienza di prevedere i terremoti”. Accompagna la mostra – promossa dal Comune di Milano, dal Museo Civico di Storia Naturale, nonchè dall’associazione di divulgazione scientifica Vulcano Esplorazioni – il catalogo, con 100 illustrazioni a colori, a cura di Luca Lupi e Carlo Meletti, di Silvana Editoriale, su terremoti, prevenzione del rischio, nuove tecnologie e buone pratiche che possono aiutare a contrastare gli effetti del sisma su persone e beni materiali. La mostra è stata allestita in sette sale: anatomia del pianeta Terra, movimenti dei continenti e della crosta terrestre, faglie e terremoti, tsunami, prevenzione, difesa strutturale dai terremoti, con un percorso arricchito da immagini, fotografie satellitari NASA, diorami, filmati. E ancora, una vasca con la simulazione di un’onda di tsunami e un modello in scala di boa per la sorveglianza oggi utilizzata a Stromboli, un modellino di tavola sismica, sismografi, strumentazione antica e moderna, rocce e minerali delle collezioni del museo milanese, mentre una sezione è dedicata ai terremoti del passato, come quello di Messina del 1908 riprodotto in un grande diorama. Attuale, si diceva, il tema della prevenzione, cui nella mostra viene dato grande rilievo: prevenzione in campo ingegneristico per la costruzione di edifici con criteri antisismici, utilizzo di materiali all’avanguardia come la carta in fibra di vetro utilizzata come rete di contenimento delle pareti. Quindi, gli strumenti più innovativi pensati in caso di terremoto come speciali banchi di scuola progettati per reggere il peso della caduta di una tonnellata dall’altezza di sei metri. “L’esposizione” spiegano gli organizzatori “guarda alla sicurezza e al futuro”, illustrando “tutte quelle pratiche e quei comportamenti che la popolazione deve sapere e interiorizzare per limitare i danni che un terremoto potrebbe provocare”, nonchè tutte quelle “semplici regole comportamentali in grado di salvare la vita”. “Sapere cosa fare in caso di terremoto è di fondamentale importanza. Il comportamento da tenere in caso di scosse simiche deve entrare negli automatismi comportamentali delle persone che vivono in zone a rischio. Le corrette procedure possono salvare la vita”. Per la mostra gli organizzatori hanno, pertanto, pensato a un manuale con immagini, video ed esercitazioni con il decalogo mondiale del comportamento corretto riassunto nello slogan Drop! Cover! Hold On! Fra le curiosità, infine, piccoli oggetti pensati per limitare i danni durante scosse di media entità e kit di sopravvivenza usati nelle scuole giapponesi e californiane.

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