Tutti pazzi per Trump e Putin!

L'uomo forte. L'uomo solo al comando. Il leader che decide e risolve per tutto e per tutti, senza troppe consultazioni, senza troppi pareri, senza troppe discussioni parlamentari o estenuanti dibattiti con le parti sociali. La democrazia mondiale, in netto ritardo sulle emergenze sociali, politiche ed economiche, è al capolinea e avanza prepotente l'idea di uomini forti capaci di decidere subito, bene ed in fretta. Resta il dubbio se tali decisioni siano poi prese per il bene comune oppure per gli interessi di parte!
Comunque, un segnale rassicurante in questa direzione arriva dal leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, che in un’intervista esclusiva al settimanale francese, Journal du Dimanche, si dice "abbastanza ottimista" sul presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e aggiunge che la comunità internazionale ha bisogno di "uomini forti" come lui e il leader russo, Vladimir Putin e liquida come "un fallimento assoluto" il bilancio dell’Ue. "La politica internazionale ha bisogno di uomini di Stato forti come loro (Trump e Putin). Li considero un beneficio per l’umanità", ha sottolineato. Per Grillo, la politica estera dell’amministrazione Obama è stato "un disastro" e "il sogno del mondo intero" è che due "giganti" come Stati Uniti e Russia dialoghino. "Trump sembra moderato, i media hanno deformato il suo punto di vista". "Ho letto uno dei suoi libri - aggiunge Grillo - nel quale scrive cose sensate sulla necessità, per esempio, di riportare l’attività economica all’interno degli Stati Uniti". Anche l’Italia deve adottare misure protezioniste per potenziare il ’made in Italy’. Quanto all’Unione Europea, "il suo bilancio è un fallimento totale. È un apparato enorme, con due Parlamenti, a Bruxelles e a Strasburgo, per accontentare i francesi... Sono a favore di un’Europa diversa, in cui ciascuno Stato possa adottare il proprio sistema fiscale e monetario". Ma non sarà che il comico genovese e leader indiscusso dei 5stelle dopo 'il passo in dietro e i due passi in avanti', sta seriamente pensando di candidarsi al governo del Belpaese? Neanche il tempo di pensarci sù, che poco dopo arriva la retromarcia di Grillo che smentisce buona parte dell'intervista rilasciata al settimanale francese e dando la colpa ai traduttori: "Ci risiamo con i traduttori traditori - ha detto - Non ho mai detto che servono uomini forti come Trump e Putin, piuttosto ho spiegato come la presenza di due leader politici di grandi Paesi come Usa e Russia predisposti al dialogo è un punto di partenza molto positivo, perchè apre a scenari di pace e distensione".
BEPPE GRILLO PUBBLICA SUL BLOG L'INTERVISTA INTEGRALE AL JOURNAL.
Ecco la traduzione autentica (a cura del MoVimento 5 Stelle Europa) e non quella fantasiosa inventata dai giornali, dell'intervista che Beppe Grillo ha rilasciato al settimanale francese Journal du Dimanche. 
Venerdì scorso, Donald Trump si è insediato come presidente degli Stati Uniti. Quali idee le ispira?
Come prima cosa, dovrebbe andare dal parrucchiere, cambiare look! Più seriamente, mi sento abbastanza ottimista. Ho letto uno dei suoi libri, in cui dice cose abbastanza sensate sulla necessità, ad esempio, di riportare l'attività economica in seno agli Stati Uniti. Ha detto quello che bisognava dire con i cinesi, a riguardo. Trump sembra moderato, è l'informazione a suo riguardo che ha deviato il messaggio, lui si è semplicemente adattato a quello che si diceva di lui. Di conseguenza, ne abbiamo una percezione deformata. Le grandi aziende non andranno più in Messico, ma resteranno negli Stati Uniti, saranno defiscalizzate. Rilancerà la piccola e media impresa e ritirerà l'esercito americano dislocato ai quattro angoli del mondo. Sono d'accordo con tutto questo.
Anche sulla sua vicinanza a Vladimir Putin?

La politica estera degli Stati Uniti è stata un disastro sotto Obama. Se Trump ha voglia di convergere con Putin, di rimettere le cose sulla giusta strada, non può che avere il nostro appoggio. Due giganti come loro che dialogano: è il sogno di tutto il mondo! Eravamo in guerra fredda, con l'arma nucleare. La politica internazionale ha bisogno di statisti forti come loro. Considero questo un vantaggio per l'umanità. Putin è quello che dice le cose più sensate sulla politica estera. L’embargo verso la Russia ci costa sette miliardi di euro l'anno. Siamo a favore della revoca delle sanzioni contro Mosca. E se Donald Trump vuole uscire dalla NATO, che lo faccia!
Quindi lei approva quello che Putin sta facendo in Siria, i bombardamenti sui civili, le trattative di Astana con l’Iran e la Turchia?

Farsi un'idea di quello che sta succedendo in Siria è estremamente complicato: dipendiamo da un'informazione manipolata fin dall'inizio. Il quadro è confuso. Sembra che la situazione si stia risolvendo con l'intervento degli USA e soprattutto della Russia, ma non sono un esperto.
Dopo la vittoria del "no" al referendum italiano, avevate richiesto elezioni anticipate al più presto e un accordo immediato sulla nuova legge elettorale. Adesso, sembra che non ci saranno elezioni fino al 2018...

Né prima del 2019! Cercano di evitare di andare alle urne perché hanno paura di noi. Rappresentiamo un laboratorio politico, un movimento nato da due persone, un comico e un imprenditore (n.d.r.: Roberto Casaleggio, ormai morto) senza fondi, senza sovvenzioni pubbliche e… si tratta di un miracolo! Siamo diventati la prima forza politica del paese. Il partito politico in senso tradizionale è morto: noi eleggiamo i nostri parlamentari, consiglieri regionali e municipali online, sulla nostra piattaforma. Qualsiasi cittadino può proporre una legge, reagire e lasciare la propria impronta nella vita della nazione.
Se vincerete le prossime elezioni, quali saranno le prime misure che adotterete?

La nostra prima misura sarà l'istituzione di un reddito universale incondizionato, equivalente a un minimo per la sopravvivenza, ossia 800 euro al mese, secondo le statistiche. Ma potrebbe essere un po' più alto. Abbiamo quattro milioni di poveri oggi, che raddoppieranno nei prossimi cinque anni. In dieci anni, la metà delle professioni oggi conosciute spariranno a causa del progresso tecnologico... Potremmo farlo domani, sopprimendo tutti gli ammortizzatori sociali e i sussidi di disoccupazione. Voteremo inoltre leggi anti-corruzione, riforme fiscali a favore delle piccole e medie imprese, misure protezionistiche per difendere il "Made in Italy". Poi organizzeremo un referendum sull'euro: quale migliore espressione della democrazia, oggi, del referendum? La Brexit è stata un referendum chiaro: sì o no. Sembrava che la Gran Bretagna dovesse affondare, che sarebbe stata una catastrofe… Non è successo niente di tutto questo, anzi: la Gran Bretagna oggi sta ancora meglio!
Il numero due della sindaca di Roma, Raffaele Marra, è stato arrestato per corruzione. La sindaca Virginia Raggi non danneggia il vostro movimento, nato proprio per contrastare questo flagello?

No. Ha commesso un errore e l'ha ammesso. A discolpa di Virginia, bisogna dire che la macchina della corruzione di Roma funziona in modo, diciamo, "democratico": dal gradino più basso a quello più alto della scala. E Raffaele Marra non era il numero due, ma un funzionario tra tanti. Abbiamo provato a inserire all'interno di questo sistema persone a esso estranee. Virginia Raggi si è fidata di una persona, Raffaele Marra, che governava questa macchina già da diversi anni. Poi, si è resa conto del suo errore e si è scusata. Adesso si passa ad altro.
Questo significa che non siete ancora pronti per esercitare il potere?

Se l'esercizio del potere significa corruzione, è un merito essere accusati di essere dilettanti. A Livorno e a Torino, altre città governate da noi, la situazione è buona. Siamo professionisti, ma non siamo in vendita.
Il summit europeo del mese di marzo si pone l'obiettivo di riformare l'Unione europea, 60 anni dopo il Trattato di Roma. Su Schengen, abbiamo l'impressione che siate vicini a Marine Le Pen. È così?

Abbiamo due storie diverse. Su Schengen, con il terrorismo e la psicosi che esso ha creato, comprendo che si chiudano le frontiere. Ma io sono per la libera circolazione dei beni e delle persone. Sono per una giusta accoglienza degli immigrati, attraverso la creazione di corridoi umanitari. Ma voglio rivedere la Convenzione di Dublino, che prevede l'obbligo di accogliere i migranti nel primo paese in cui viene presentata la domanda di asilo. Abbiamo numerosi immigrati che non vogliono restare in Italia, ma sono obbligati a restare in virtù di questo trattato. Tutto il mondo sta cambiando, la geografia mondiale intera è cambiata. Non possiamo rimanere sempre attaccati alle vecchie idee. Bisogna sedersi attorno a un tavolo e rivedere gli accordi firmati in passato, come la NATO o il Trattato di Maastricht. Sono ancora validi?
Lei si sente europeo?

Sì, ma non ritrovo più lo spirito dell'Europa. Il suo bilancio è un totale fallimento. Si tratta di un apparato enorme, con due parlamenti, a Bruxelles e a Strasburgo, per far piacere ai francesi. L'Europa è nata con Jean Monnet, poi si è trasformata con la CECA, l'Euratom e la CEE. Mi piaceva questa parola, "comunità". E poi l'abbiamo chiamata "Unione", per la moneta, che dovrebbe essere comune e non unica. Sono per un'Europa diversa, in cui ogni Stato possa adottare il proprio sistema fiscale e monetario. Auspico l’emissione degli eurobond, un euro svalutato del 20% per i paesi del sud dell'Europa, la protezione dei nostri prodotti rispetto a quelli che provengono dall'estero, una revisione della regola del 3% di deficit budgetario.

1 commento:

  1. "Mi hai provocato ed io ti distruggo". Non è la famosa frase di Alberto Sordi ma la sintesi del discorso dello sceriffo Trump all'Assemblea delle Nazioni Unite. Non solo ha minacciato di distruggere la Corea del Nord ma, a seguire, l'Iran, il Venezuela e poi chissà quale altro Paese in un impeto di megalomania galoppante. Può anche essere vero, come lui dice, che gli USA siano la più forte potenza mondiale ma non è l'unica. Cina, Russia, India ed altri Paesi cosiddetti minori non starebbero certo a guardare una America che distrugge mezzo mondo. Ma l'aspetto più inquietante del discorso di Trump e' stata l'apologia del sovranismo elevato a nuova dottrina mondiale in contrapposizione al multilateralismo e quindi anche alla globalizzazione. In realtà il sovranismo non è nient'altro che la versione moderna del nazionalismo, quello che ha provocato ben due guerre mondiali. Un mondo diviso in Stati sovrani che giocano solo per se stessi, dove quindi il più grande prevale e tende a sottomettere il più piccolo non tarderebbe molto a trasformarsi in un campo di battaglia. L'unica novità sarebbe che la guerra non si combatterebbe più con i fucili o i carri armati ma a colpi di bombe atomiche e chi spara per primo non sarà comunque il vincitore. A vincere saranno solo le formiche e gli insetti in genere che finalmente potranno governare un pianeta pacifico, senza armi e senza inquinanti. Per la Terra sarebbe un grosso guadagno, forse l'unica via di salvezza.

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