mercoledì 1 febbraio 2017

Dall'euro l'Italia non può uscire tramite un referendum abrogativo.

di Paolo Becchi. Grillo non cessa di sorprenderci. Dal momento che sul tema della protesta contro l' euro si è accorto che Salvini, unico leader ad aver preso una posizione chiara e netta contro la moneta unica, è diventato per lui un pericolo, eccolo rilanciare - dopo mesi di silenzio al riguardo - l'idea del referendum sull'euro.
Ovviamente non si fa nessun riferimento ai "milioni" di firme che avrebbe dovuto raccogliere, e che alla fine si sono rivelate essere appena 200.000. Un numero, peraltro, che sarebbe stato di per sé sufficiente per portare in Parlamento un progetto di legge di iniziativa popolare - e da lì tentare di ripercorrere la strada che portò, anni fa, ad un referendum sull' Europa. È opportuno ricordare qui alcune cose. Una volta per tutte e con grande chiarezza. Dall'euro l'Italia non può uscire tramite un referendum abrogativo. Non soltanto, infatti, l'art. 75 della Costituzione vieta esplicitamente che possa svolgersi un simile referendum sulle leggi di autorizzazione alla ratifica dei trattati internazionali ma, secondo una consolidata interpretazione della Consulta, non sarebbe mai possibile interferire, attraverso referendum, con l'ambito di applicazione delle norme europee e con gli obblighi assunti dall'Italia nei confronti dell'Unione Europea. Nel nostro ordinamento, inoltre, non è possibile lo svolgimento di referendum consultivi, al di là di quanto previsto dall'articolo 132 cost., ai sensi del quale tali consultazioni riguardano soltanto le modifiche ai territori delle Regioni. Abbiamo, però, un precedente, che potrebbe valere anche per il caso dell'euro. Nel 1989, con legge costituzionale (3 aprile 1989, n. 2), fu indetto un "referendum di indirizzo" (ossia consultivo) sul conferimento di un mandato al Parlamento Europeo per redigere un progetto di Costituzione europea. Fu necessaria, allora, una legge di iniziativa popolare promossa dal Movimento federalista europeo - successivamente sostituita dalla proposta di legge costituzionale presentata dal Partito Comunista - la cui approvazione richiese la doppia lettura in entrambi i rami del Parlamento, secondo l'iter previsto per le leggi costituzionali. La Costituzione non contempla un'ipotesi simile, ma i partiti furono allora concordi nell'approvare questo strumento atipico (il referendum di indirizzo) mediante una legge costituzionale ad hoc, formalmente in deroga a quanto previsto dall'art. 75, per legittimare con il ricorso al voto popolare l'accelerazione del processo di integrazione europea. Ma, limitandosi semplicemente all'indizione di quella singola consultazione, la legge costituzionale non ha introdotto nel nostro ordinamento il referendum di indirizzo, il quale è per così dire, una volta svoltesi le operazioni di voto, uscito dallo scenario costituzionale, facendo così svanire la temporanea rottura della Costituzione. La stessa cosa potrebbe verificarsi, in linea di principio, oggi. Con legge costituzionale, si potrebbe istituire un referendum di indirizzo ad hoc per la moneta unica. Ecco, questa è l'unica via formalmente percorribile. È evidente che Grillo non ha mai avuto alcuna intenzione di seguirla. Certo, per un po' ha fatto finta, annunciando la già ricordata proposta di legge di iniziativa popolare per indire un referendum consultivo sull'euro. Lo aveva detto ad ottobre 2014: "Dobbiamo uscire dall'euro il prima possibile. Raccoglieremo un milione di firme in sei mesi e le porteremo in Parlamento". Un mese più tardi, rincarava addirittura la dose: "La cosa straordinaria sarà questa: noi adesso indiciamo con una legge popolare, 50mila firme ci vogliono, noi porteremo invece di 50mila firme, 3-4 milioni di firme, e la legge popolare () il parlamento non è obbligato a discuterla, però 3 milioni di firme con 150 parlamentari che si alzeranno lì e la discuteranno". Da allora, il silenzio. Sino a pochi giorni fa, quando da quello che orami è solo il blog del partito rilancia all'improvviso: "Subito un referendum che consenta agli italiani di decidere se lasciare o meno l' euro". Non una parola su quanto è accaduto sinora, sulla precedente raccolta firme, sull'inerzia di tutti questi mesi. Una chiara presa per il culo che significa solo che siamo già in campagna elettorale e che Grillo non vuole lasciare questo argomento nelle mani di Salvini. Grillo stesso sa, del resto, che l'ipotesi del referendum è oggi praticamente irrealizzabile. Neppure coalizzandosi con la Lega il M5S avrebbe i numeri per far approvare una legge costituzionale che permetta di istituire un referendum consultivo sull'euro. È necessaria una doppia votazione in entrambe le Camere, e ci vuole l'approvazione a maggioranza di 2/3 o, quantomeno, quella assoluta. Referendum che, peraltro, sarebbe - ribadiamolo - meramente consultivo, ossia diretto semplicemente a rilevare il parere della cittadinanza e privo di effetti vincolanti. La decisione resterebbe nelle mani del Parlamento, il quale sarebbe persino libero di ignorare il risultato della consultazione. In linea di principio, certo, il referendum sarebbe una buona idea, peraltro vediamo in Gran Bretagna quante difficoltà si frappongono all'attuazione della volontà popolare che si è espressa proprio con un referendum per l'uscita dalla UE. Da noi sarebbe tutto ancora peggio e, ripetiamolo ancora una volta, servirebbe comunque una legge costituzionale, approvata da una maggioranza oggi inesistente. Diciamolo allora una volta per tutte con chiarezza: per uscire dall'euro non ci vuole un referendum, ma un governo sovranista che decida di recuperare la propria sovranità monetaria e cominci le trattative per l'exit a livello europeo. L'uscita dall'euro è una decisione politica. Al momento la più importante, perché l'euro è un cancro, e di cancro si può morire. Il problema è che per estirparlo ci vorrebbe un buon chirurgo, un partito nazionale che se lo ponga come obbiettivo. Il M5S utilizzerà in campagna elettorale con grande forza questo argomento, come quello dell'immigrazione, tentando di portare via voti alla Lega. Ci riuscirà? È sufficiente una Lega "Nord" per sconfiggere in tutta Italia quel grande crimine che è stato e continua ad essere l'euro? Lo scopriremo solo vivendo.

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