Finanziamento dei partiti politici e partecipazione democratica.

di Gerardo Lisco. Con enfasi viene riportata la notizia che con il 2017 cessa il finanziamento pubblico dei partiti pur restando in vigore il finanziamento dei gruppi parlamentari. Cessa quindi il finanziamento pubblico e resta solo quello privato. La notizia non mi entusiasma più di tanto, all’epoca del referendum sull’abrogazione del finanziamento pubblico votai per il suo mantenimento. Ritengo che ridurre il finanziamento dei partiti
al solo finanziamento privato è il presupposto per trasformare il sistema politico da Democratico in Oligarchico. Se oggi si provasse a reintrodurre le norme ottocentesche che attribuivano l’elettorato attivo e passivo in base al censo, sicuramente assisteremmo a proteste di piazza; ciò non toglie che attraverso una serie di strumenti comunicativi e legislativi si possa raggiungere lo stesso obiettivo senza offendere la suscettibilità delle masse. Con l’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti, dietro l’apparente funzione moralizzatrice della vita pubblica, si nasconde il recondito disegno di assoggettare la politica agli interessi delle lobby e di ridurre la partecipazione democratica. Il finanziamento dei partiti da parte del privato è, a tutti gli effetti, una sorta di legalizzazione della “tangente”. Mi chiedo per quale motivo un soggetto privato dovrebbe donare risorse finanziarie consistenti a una formazione politica? Dietro quella dazione c’è una chiara volontà da parte del donatore di condizionare le scelte politiche del partito politico finanziato. Gli Statuti che regolano la vita dei partiti politici sono solo la foglia di fico dietro la quale si nasconde la vera natura dei partiti politici contemporanei e cioè quella di essere mere agenzie di regolamentazione della competizione tra lobby che puntano ad avere un governo favorevole. Con il finanziamento privato dei partiti politici viene meno il principio di “un iscritto un voto” e la stessa scelta dei candidati avverrà in funzione della capacità del singolo candidato di fare da collettore di donazioni. Il finanziamento dei partiti politici da parte dei privati fa il paio con il principio di stabilità del governo eletto. Solo la stabilità garantisce il finanziatore circa il rientro dell’investimento fatto. L’abrogazione del finanziamento pubblico dei partiti è il trionfo del pensiero unico liberal-liberista. Parafrasando Von Clausewitz la politica è la concorrenza continuata con altri strumenti. In una logica che vede centrali per ogni azione politica il mercato e la tutela del capitale, la partecipazione dei cittadini alla vita politica, finisce con l’essere percepita come una diseconomia da eliminare.

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