martedì 31 gennaio 2017

La scatola azzurra, l'alternativa creativa al tablet che riconcilia i bambini con la natura.

di Maria Zurzolo. Computer, tablet, smartphone, App e Social Network sono entrati a far parte della quotidianità tanto da rendere quasi impensabile la possibilità di potervi rinunciare. L’importanza e l’utilità della tecnologia è inequivocabilmente chiara a tutti, ed è grazie ad essa che è possibile superare limiti temporali e spaziali con facilità, ridurre i costi, avere informazioni immediate e aggiornate in tempo reale e moltissimo altro ancora. I vantaggi e gli svantaggi dell’era digitale
sono a tutti ben noti e in una fase in cui il testimone sta per passare interamente alla generazione dei nativi digitali, sarebbe importante drizzare le antenne e considerare la necessità di tener vivi alcuni aspetti “antichi”, evitando di lasciarli scivolare nel dimenticatoio. Giorno dopo giorno è sempre più "normale” vedere come i bambini, già in tenera età, possiedano una elevata competenza a maneggiare ogni tipo di dispositivo hi-tech: l’immergersi in linguaggi innovativi consente lo sviluppo di maggiori competenze in vari ambiti, fornendo abilità spendibili in futuro ma, potrebbe contribuire a precludere uno spazio di realtà che sarebbe impossibile da ricreare su qualsiasi congegno elettronico. I bambini, ma allo stesso modo anche gli adulti, non si sporcano di terra o sabbia come una volta, escono poco quando piove e fa freddo, non raccolgono più foglie e sassi in giardino, non sono curiosi di osservare gli insetti, le lucertole o qualunque altra cosa la natura ci offra. L’era digitale, se vissuta come totalizzante, potrebbe ridurre l’interesse per tutte ciò che sarebbe impossibile ricreare artificialmente: come si può respirare l’odore del mare se non ci si pone davanti ad esso e lo si assapora con tutti i sensi? Dora Kalff, allieva di Jung, aveva capito come gli elementi naturali e il contatto con essi favorisse l’espressione delle emozioni e avesse una forza terapeutica. Questa psicoanalista svizzera ha elaborato il metodo della Sand Play Therapy (Gioco della sabbia), utilizzando la sabbia come potente mezzo per esprimere se stessi, “costruendo” il proprio mondo interiore. Il setting è formato da due sabbiere con il fondo azzurro, una con sabbia asciutta l'altra con sabbia bagnata, di forma e misure prestabilite e, accanto alle sabbiere, sono presenti degli scaffali con miniature di oggetti rappresentanti il "mondo” esterno. È in questo teatro di sabbia, in uno spazio libero e protetto, che prende vita la rappresentazione del proprio universo interno. Tralasciando l’aspetto terapeutico e interpretativo, negli anni ’70 in Italia, Paola Tonelli è stata pioniera nello sperimentare questo tipo di attività come strumento didattico ed espressivo negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia. La “scatola azzurra”, nome attribuito a questo strumento perché il fondo, colorato di azzurro, evoca il mare e il cielo, prende ispirazione dalla Sand Play Therapy e introduce un nuovo elemento essenziale, che permette di creare un contatto diretto con la natura: elementi naturali raccolti dai bambini esplorando l’ambiente esterno. La sabbia è un materiale molto potente ed emotivamente evocativo: giocando con essa si può fare e disfare, costruire e distruggere, sbagliare e riprovare, mischiare e separare, unire e dividere. Nei mandala di sabbia tibetani, ad esempio, un lavoro certosino di costruzione e realizzazione di opere complesse e colorate è seguito dalla necessaria “distruzione” dell’opera stessa come simbolo di transitorietà ma anche di rinascita. Il contatto diretto con l’elemento sabbia è pieno di sensazioni emotivamente ricche: i granelli passano tra le fessure delle mani, accarezzandole dolcemente, la voglia di far scivolare le dita per creare delle tracce e dei segni è incontrollabile e le emozioni che si provano nel manipolarla sono intime e piene di forza. Un gioco “semplice”, che oltre a fornire un’esperienza di manipolazione, consente la crescita di abilità e competenze necessarie per uno sviluppo sano e sereno del bambino: non solo permette di rappresentare ed esprimere il proprio stato emotivo, ma stimola la creatività e la produzione linguistica, le abilità logiche e le osservazioni scientifiche. Sarà meno faticoso e meno scomodo posizionare i bambini davanti ad un tablet a tavola o quando si rientra stanchi da lavoro, ma sarà sicuramente stimolante e stupefacente ritagliarsi un po’ di tempo con loro, tra un’App e un video su YouTube, per vivere l’esperienza che questo gioco, antico ma moderno, riesce a regalare.

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