giovedì 30 marzo 2017

I grillini, figli vostri.

di Marcello Veneziani. Non so se le firme raccolte dai grillini a Roma siano vere o fittizie, ma è sicuramente falsa la firma dei grillini sotto la promessa di cambiare l’Italia. Se in Italia il primo partito è il Movimento di Beppe Grillo vuol dire che non siamo alla frutta ma all’ammazzacaffè. Affidare a un gruppo dirigente di quel tipo, sorteggiato sulla rete e poi pescato sulla ruota della rabbia, non il ruolo dell’opposizione, come potrebbe essere al limite comprensibile, ma addirittura
il governo del Paese e l’attesa della Svolta, significa che gli italiani hanno perso ogni barlume di lucidità e sono passati dallo sconforto alla furia distruttiva. Il grillismo non è populismo ma, ancor peggio, la parodia del populismo. C’è Di Maio che fa la parodia del premier e Di Battista che fa la parodia di Che Guevara. Gli altri, tanto vituperati populismi d’Europa sono movimenti più seri, più profondi e più coerenti, provengono da una storia e non si limitano a spernacchiare le istituzioni. Rispondono a temi seri come l’immigrazione e l’identità, non mescolano messianismo new age e infantilismo rivoluzionario. Perfino la caricatura che ne fa Crozza è una versione temperata del grillismo. Però quando andiamo a scoprire e spiegare le cause del successo di 5 stelle, ci accorgiamo dell’assoluta innocenza dei grillini. Non sono loro ad aver spento la dignità e la qualità della politica, ad aver liquidato la democrazia rappresentativa e i partiti, ad aver delegittimato le classi dirigenti e il principio di responsabilità, ad aver abolito la cultura politica e la storia da cui proveniamo, ad aver puntato tutto sull’emotività, la bile e la pancia, lo sfascismo e la leadership personalistica, e a favorire un dilettantismo presuntuoso e militante unito all’incapacità totale di governare. Non hanno nessuna di queste colpe. Perché i grillini sono in realtà il prodotto di questo sfascio e non la causa e nemmeno l’acceleratore. Sono gli eredi di questo collasso, i figli di questa decomposizione politica e giudiziaria. Il fallimento della sinistra e della destra, del renzismo e del berlusconismo, il liderismo incapace e la funesta parentesi dei tecnici, lo strapotere dei giudici e della finanza hanno fatto terra bruciata e hanno incubato il grillismo. Loro sono arrivati dopo, ne sono il frutto. Ogni amministrazione locale mal governata ha prodotto come nemesi la sciagura dei grillini che non sanno amministrare i comuni. Se Grillo è la parodia del populismo, Renzi è la parodia del decisionismo. La politica con i grillini in parlamento s’inselvatichisce un po’ come i cinghiali (e i gabbiani, i topi) frequentano le strade della nostra capitale, favoriti ambedue dall’incuria e dal degrado. Ogni politico ladro o incapace ha gemmato per reazione un grillino in parlamento o al comune. Senza quei padri non ci sarebbero quei figli. Anche se entrambi poi si vergognano, e giustamente, dei loro genitori putativi o dei loro figli adottivi. No, i grillini non sono andati al potere facendo carte false, è bastata l’incapacità d’intendere e di volere dei loro predecessori.

2 commenti:

  1. Sta finendo un sogno, l'illusione che almeno questi avrebbero potuto cambiare qualcosa di un paese allo sfascio

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  2. Caso Cassimatis, indagati Grillo e Di Battista!
    L’iscrizione nel registro degli indagati arriva dopo la querela presentata da Marika Cassimatis dopo la "scomunica" del leader M5S. Non è ancora finito il caso Cassimatis a Genova che sta procurando non pochi problemi al Movimento Cinque Stelle. Di fatto nel capolugo ligure subito dopo il risultato delle comunarie che aveva designato proprio Marika Cassimatis come candidata sindaco. Subito dopo il leader del Movimento aveva negato l'uso del simbolo pentastellato alla Cassimatis. Successivamente Grillo ha attaccato la Cassimatis in post sul suo blog. E dopo di lui anche Alessandro Di Battista aveva messo nel mirino la Cassimatis. L'ex candidata pentastellata ha così deciso di sporgere querela. E ora Beppe Grillo e Alessandro Di Battista sono indagati per diffamazione dalla Procura di Genova. L'ipotesi di diffamazione riguarderebbe i contenuti di quanto lo stesso Grillo ha scritto sul suo blog il 17 marzo in cui ha accusato la Cassimatis di aver "ripetutamente e continuativamente danneggiato l'immagine del MoVimento 5 Stelle, dileggiando, attaccando e denigrando i portavoce e altri iscritti, condividendo pubblicamente i contenuti e la linea dei fuoriusciti dal MoVimento 5 Stelle; appoggiandone le scelte anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti". Diverso invece il caso di Di Battista che in una intervista al Corriere della Sera aveva affermato: "Ci sono persone non in linea con la nostra lotta" e "piuttosto che correre il rischio di ritrovarseli nel gruppo misto qualche settimana dopo si prende questa decisione".

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