Niente multa se al parcometro non c’è il bancomat.

di Barbara Savodini. Una sentenza destinata a riscrivere la storia della sosta a pagamento nel Comune di Fondi quella emessa lo scorso 21 febbraio dal giudice di pace Giovanni Pesce dopo il ricorso presentato dallo studio legale Martusciello. Era il 15 settembre del 2016 quando una praticante, fresca di studi, parcheggiò la sua vettura in uno stallo blu in zona Porta Roma ma,
non avendo monete, fu letteralmente costretta a non fare il ticket. I parcometri della città, infatti, non solo ad oggi non consentono il pagamento con carta di credito ma non accettano neppure banconote. La giovane, un po’ combattuta, alla fine decise di lasciare la sua auto sulle strisce blu senza tagliando. Al ritorno, ecco comparire l’odiato fogliettone infilato sotto il tergicristallo con la classica multa da 41euro. Un’ingiustizia secondo la vittima che, iniziata da poco la pratica presso lo studio dell’avvocato Ermanno Martusciello, decise di fare ricorso. A distanza di cinque mesi giustizia è stata fatta e, nonostante l’impresa non sia valsa la spesa, il giudice di pace di Fondi ha dato ragione alla ricorrente richiamando, nello specifico, la legge di stabilità del 2016 in base alla quale dal primo luglio "è esteso anche ai dispositivi di controllo di durata della sosta, l’obbligo di accettare i pagamenti con bancomat e carte di credito". Insomma, se la ditta che si occupa di gestire le strisce blu non decide con urgenza di aggiornare tutti i parcometri, dopo la sentenza in questione, c’è da aspettarsi un crollo degli incassi. A quanti, infatti, non è capitato almeno una volta di restare senza monetine? Il caso, del resto, era già stato portato all’attenzione del Consiglio dal Partito Democratico ma da allora non è cambiato nulla. Alla luce di questa sentenza, ora, tutti coloro che sono stati multati per lo stesso motivo potranno quanto meno provare, per non pagare, un banale e gratuito ricorso al prefetto. Più scaltri si sono mostrati i comuni limitrofi che hanno invece provveduto a modernizzare almeno qualche parcometro scoraggiando così l’iniziativa di eventuali praticanti zelanti. Una piccola ma grandissima soddisfazione per lo studio e per la futura avvocatessa multata che, oltre ad aver avuto giustizia, ha contribuito a fare giurisprudenza.

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