mercoledì 29 marzo 2017

Stiamo in Europa e vogliamo salari Europei!

Che i lavoratori italiani - a tutti i livelli, con le dovute eccezioni dei famigerati 'stipendi d'oro' - avessero le buste paga più leggere di tutta l’Europa occidentale, era cosa ormai arcinota, se non altro a chi quegli stipendi li percepisce e sa come e quanto sia faticoso arrivarci a fine mese. Purtroppo lo sapevamo già, ma quando escono i dati ufficiali suscitano sempre qualche fastidio in più, perchè si ha contezza di quella che non è una personale percezione,
ma una triste realtà. La realtà di un Paese che ha svalutato il lavoro - in termini di diritti e salari - non potendo svalutare la moneta! Insomma, che l’Italia fosse nelle ultime posizioni della classifica media delle retribuzioni a livello europeo, lo aveva già certificato Eurostat, l’istituto di statistica dell’Unione europea, a fine dicembre 2016 sottolineando che la paga media oraria del Belpaese si ferma a 12,5 euro (sotto la media europea di 13,2) con un potere d’acquisto pari a 12,3 euro. E adesso, anche in questo 2017, secondo l’ultima indagine Global 50 Remuneration Planning della società di consulenza Willis Towers Watson, che confronta 15 economie del vecchio continente, il nostro Paese, come lo scorso anno, risulta all’ultima posizione per quanto riguarda i salari d’ingresso con una media di circa 27mila euro. A relegare le buste paga italiane a fanalino di coda della Ue è stato - come più volte ribadito da freeskipper Italia - lo scellerato passaggio dalla Lira all’Euro che ha di fatto dimezzato lo stipendio e decuplicato i prezzi al consumo, riducendo ai mini storici il potere d’acquisto dei lavoratori italiani. Quindi, la mancanza di rinnovi contrattuali rapportati al reale costo della vita e l’alto livello di tassazione, hanno fatto sì che il “potere d’acquisto” di uno stipendio italiano sia notevolmente inferiore a quello della maggior parte dei Paesi europei.

1 commento:

  1. Mentre le parole del ministro del Lavoro Poletti spaccano l’Italia (per trovare un lavoro meglio il calcetto o il curriculum?) c‘è una notizia che finalmente potrebbe mettere d’accordo tutti gli italiani. E’ quella dello stipendio dell‘amministratore di Italmobiliare Carlo Pesenti che nel 2016 ha portato a casa la bellezza di 14,7 milioni di euro equivalenti a 1,22 milioni al mese, circa 40mila euro al giorno. Anche i polemisti di professione questa volta non potranno non concordare sul fatto che si tratta di una bella cifra.

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