venerdì 3 marzo 2017

Un Paese che... non funziona.

La condanna in primo grado a 9 anni di reclusione a Denis Verdini non scandalizza più nessuno. Gli italiani, purtroppo, ci hanno fatto il callo, e la ‘vicenda verdini’ è solo la punta dell’iceberg di un Paese che… “non funziona”! Questa politica al ribasso e questi politici condannati e indagati, affetti da familismo e affarismo, arroccati da sempre sui loro privilegi, hanno metabolizzato “mani pulite” e con la massima nonchalance hanno ripreso le loro… “normali attività”.
A testimonianza che la fine della 'prima repubblica' di fatto non c’è mai stata - se non nei nomi di spicco dei vecchi leader di quei partiti che oggi non esistono più - sono rimaste le ruberie, le corruttele, gli scandali, gli inciuci di Palazzo, le tasse che aumentano, il debito pubblico che ogni giorno batte un record, gli stipendi e le pensioni che calano, i prezzi al consumo che salgono fuori da ogni controllo, e poi la disoccupazione, la fine del ceto medio, la sanità, la scuola, la giustizia e il welfare che tutti noi viviamo tragicamente nel quotidiano. E sulle macerie di un Paese distrutto, aleggiano come avvoltoi, sempre “loro”, squali affamati di soldi e di potere, lupi famelici senza scrupoli, sciacalli alla ricerca dell'ultimo osso ancora da spolpare, sempre tesi al raggiungimento dei propri interessi personali e di quelli degli amici degli amici, ma mai seriamente, onestamente e validamente impegnati sul fronte del bene comune, per il quale, vale la pena ricordarlo, furono eletti dai cittadini italiani e dai quali sono profumatamente pagati.

7 commenti:

  1. Perché non ci uniamo al volo degli avvoltoi

    Dicevano i vecchi saggi che se miri a una preda la devi uccidere, perché lasciarla vagare ferita nella foresta la rende per il cacciatore un nemico molto più ostile e pericoloso di quanto non fosse in forze. L'immagine si addice a Matteo Renzi, braccato dai suoi nemici interni ed esterni al partito dopo la ferita subita con la sconfitta al referendum. Lo stanno circondando, politicamente e sul piano personale, in attesa di sferrare il colpo del ko. Fanno paura, i cacciatori, tanto che alcuni fedelissimi dell'ex premier si stanno guardando in giro per cercare un nuovo padrone finché sono in tempo.

    È la dura legge della giungla politica, che piaccia o no. Ma anche in questo il caso Renzi non insegna nulla di nuovo. È una dinamica che purtroppo abbiamo già visto nel centrodestra quando un Berlusconi ferito da giochi di palazzo e dalla magistratura venne abbandonato da più di un beneficiato. Oggi Berlusconi è in sella più che mai e a quei signori il destino, per la verità, non ha riservato grandi fortune politiche e personali. Basti pensare ad Alfano, ridotto alla marginalità, e a Verdini, ieri condannato a nove anni per bancarotta (cosa di cui, sul piano personale, sono sinceramente spiaciuto perché non rinnego di esserne stato amico sincero e disinteressato).

    Dico questo perché non sono convinto che Renzi sia finito, comunque vada a finire la vicenda giudiziaria del padre e del ministro Lotti, braccio destro di una vita, coinvolto nella stessa inchiesta. Non vorrei essere nei panni dell'ex premier: per un uomo la sola ipotesi di dover scegliere tra mollare al loro destino il padre e l'amico per provare a salvarsi e mollare il potere è già in sé una condanna terribile. Per questo non mi unisco al volo degli avvoltoi sui Renzi (e su Verdini), ai quali noi non abbiamo risparmiato critiche anche dure, ma quando erano nel pieno del loro potere e apparivano come i padroni indiscussi del Paese.

    Adesso è facile fare i fenomeni. Semmai questa vicenda dimostra, ancora una volta, l'inconsistenza del progetto politico della sinistra, andata a sbattere sul muro dell'ipocrisia e di una superiorità etica e morale che in realtà non esiste. E non certo da oggi, come questo Giornale sostiene in solitudine da oltre quarant'anni.

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  2. daniela s.03 marzo, 2017

    Nella prima Repubblica si rubava ma il Paese cresceva. Adesso si ruba di più e si cresce di meno. L'onestà dei grillini non basta, ci vuole competenza e pugno di ferro, ma questo passa il convento.....

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  3. erCoMMunista03 marzo, 2017

    Bertinotti comunista ed ex segretario di Rifondazione Comunista a chi gli chiede di rinunciare al vitalizio risponde: "Chi mi chiede di rinunciare al vitalizio è uno stupido", dalla premiata serie, caro compagno tu lavori e io magno!!!!

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  4. Denis è soltanto sfortunato, giacché è una personcina tanto, ma proprio tanto, perbene.

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  5. Evviva l'Italia, un parlamento con un'alta percentuale di corrotti, ladri , bande di imbroglioni, una culla di associazioni a delinquere. Questa la gente che ci governa, a tutti i livelli dai comuni alle provincie ,alle regioni alle pubbliche amministrazioni. Non c'è che dire di come si sia scivolati in basso, e il problema maggiore che anche nella popolazione nasce lo spirito di emulazione per avere soldi facili imbrogliando i propri simili. Grazie rappresentanti purtroppo eletti di questa sempre più malandata repubblica.

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  6. Renzi, sicuramente, si sarà molto arrabbiato nel vedere condannato il suo principale alleato, colui che gli ha fatto superare tanti voti di fiducia....

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  7. Dennis secondo Renzi doveva essere uno dei nuovi padri costituenti...

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