mercoledì 19 aprile 2017

Crolla un altro ponte. Crolla l'Italia.

Un altro ponte che viene giù... una fotografia a tinte forti e dai toni drammatici che racconta meglio di qualsiasi altra parola l'immagine di un Paese allo sbando, senza nè capo, nè coda! Una rampa di collegamento del viadotto della tangenziale di Fossano, nel Cuneese, è crollata improvvisamente sulla strada sottostante, via Marene. Distrutta un'auto dei carabinieri, che stava effettuando un posto di blocco. I militari, che hanno sentito degli scricchiolii, hanno fatto in tempo a mettersi in salvo. Insomma, un altro ponte che crolla in un Paese dove ormai è difficile trovare qualcosa che resta ancora in piedi. Crollano i ponti, crollano le strade e le case, crolla la dignità degli italiani e con essa la fiducia dei cittadini
nei confronti dello Stato e delle Istituzioni, depressi, repressi e soggiogati da anni ed anni di mala-politica dove chi di dovere, invece di lavorare per il bene comune, pensa soltanto ed esclusivamente ad arricchirsi sulla pelle dei cittadini onesti e per bene e asservendo le Istituzioni, che dovrebbe degnamente e responsabilmente rappresentare, amministrare e governare, ai loro biechi interessi di bottega. L'Italia è abbandonata a se stessa, ridotta ad un cumulo di macerie, divorata dal debito pubblico, dilaniata dalle disuguaglianze sempre più povera, disoccupata e sottoccupata, dove quelle poche realtà che ancora funzionano lo devono alla buona volontà di quei pochi che ancora "ci credono"!

6 commenti:

  1. Per costruire un ponte ci sono calcoli da fare, materiali specifici in quantità specifiche da utilizzare, controlli ed eventuali manutenzioni specifiche da fare ogni determinato periodo.. però poi che succede?..
    ma se usiamo la sabbia di mare invece che di fiume non sarà lo stesso?
    ma se usiamo la metà del cemento non sarà lo stesso?
    ma se usiamo meno ferro non sarà lo stesso?
    ma se il ferro non lo verniciamo non sarà lo stesso?
    ma se invece di dargli due mano di vernice idrorepellente gliene diamo una di quarzo non sarà lo stesso?
    .. poi succede che, dato che l'unica procedura che è stata rispettata è quella di mettersi in tasca quanti più soldini possibile (a discapito della qualità e della sicurezza), il ponte crolla prima del controllo periodico previsto.. e come le chiamano poi queste vicende? Le chiamano ''fatalità''.. mai che le chiamassero col loro vero nome, cioè ''responsabilità''.
    Questi ponti sono stati costruiti bene o male quasi tutti nello stesso periodo, con le medesime modalità di risparmio, e quindi ora cadranno tutti, uno dopo l'altro, come le tessere del domino.
    Mandarli tutti a casa (amministratori, tecnici, e ditte ''amiche'') è l'unico rimedio.

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  2. Quando chi deve controllare non controlla in fase di costruzione
    Quando chi deve controllare regolarmente che tutto sia a posto non si prende la briga di farlo
    Quando si parla di fatalità invece che di fancazzismo

    E' ORA DI ROVESCIARE IL TAVOLO E RIPARTIRE DA ZERO

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  3. L'Italia é piena di ponti Romani in ottima salute, a Rimini sul ponte di Tiberio passava persino la statale adriatica, i ponti del Fascismo sono tutti in piedi, la repubblica democratica ha sviluppato e diffuso la ignoranza e la poca voglia di lavorare.

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  4. romoletto6619 aprile, 2017

    ....non si tratta ne di ignoranza ne di poca voglia di lavorare (perché l'operaio fa quello che gli dice il capo, e il capo già di per se non lavora, guarda, e il suo obiettivo è che quanto più riesce a risparmiare sui materiali tanto più si infila in tasca, a nero).. il fatto è che una volta si costruiva per la gloria, per la magnificenza, per l'efficienza.. oggi si costruisce per spartirsi i finanziamenti pubblici, e prima un'opera crolla e prima serve di ricostruirla, e prima arrivano nuovi finanziamenti pubblici.

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  5. Un tempo, quando si usava il cemento e i tondini di ferro, i ponti e le case stavano in piedi oggi che si mette solo tanta sabbia nel calcestruzzo, per fare maggiori profitti, viene giù tutto!

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  6. bimboMinkia19 aprile, 2017

    ...e così ci mangiano sopra due volte: la prima per aver costruito male, la seconda per dover ricostruire ciò che è crollato. Siamo o non siamo un grande paese?

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