Davide Casaleggio in tv: “Non parlo con Renzi, è poco credibile”!

Un tempo, quando sorgevano dal web le 5stelle, dire tv era come dire diavolo. Oggi i pentastellati imperversano su tutti i canali: hanno capito che il piccolo schermo 'comunica' molto di più un pc! E allora eccola la prima tv di Davide Casaleggio, indicato in questi giorni da Matteo Renzi come l'interlocutore principale del Movimento: riservato, "schivo come mio padre... questa è una caratteristica di famiglia", un pò impacciato e non poco infastidito
per l'insistenza sui temi più politici, Casaleggio junior ha affrontato la sua "prima" davanti ad una telecamera, ospite di Lilli Gruber su La7, con la previsione che "sarà molto raro rivedermi in Tv" e stigmatizzando che non si rapporterà mai con l'ex premier ritenuto persona "poco credibile": "Renzi ha perso un referendum su cui ha scommesso la sua vita politica. Il 60% degli italiani gli ha detto di No ed è rimasto. Quindi mi sembra poco credibile. A me, invece, piacerebbe parlare con persone credibili". Ma, il figlio del co-fondatore del Movimento, non si lascia scappare l'occasione per mettere alcuni puntini sulle 'i', per sfatare insistenze e critiche sul suo ruolo, sulle accuse di successione 'dinastica'. "Il capo politico del Movimento non sono io, è Grillo, il mio obiettivo non è sostituire mio padre", così come la Casaleggio Associati non è il Movimento, casomai lo strumento che ha consentito la nascita del "sogno" M5s e che gli ha fornito il supporto informatico del blog e la piattaforma Rousseau per la sua espressione in base ai principi della democrazia partecipata. E sull'imbarazzante vicenda delle 'Comunarie di Genova' risponde lapidario: "In un Movimento aperto è necessario avere una figura che faccia da garante di tutto il Movimento. È giusto che il garante intervenga nei momenti in cui ritenga che le scelte prese possano recare danno al Movimento. Quella di Grillo è un sua prerogativa, ma parliamo dell’1% dei casi".

2 commenti:

  1. mai mischiarsi con certi elementi, fa bene davide a non voler dialogare col bomba!!!

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  2. Inizi a sentirlo e per un attimo fai un salto sulla sedia. Il Davide Casaleggio visto ieri da Lilli Gruber, su La7, ha il fascino irresistibile di una epifania a lungo attesa, l'effetto di un mistero che si rivela. Pensateci; Casaleggio jr è l'erede di un guru, è il cardine del primo partito italiano (stando ai sondaggi) e nessuno lo aveva mai ascoltato proferire parola. Superi l'effetto sorpresa, e ti accorgi come la sua immagine pubblica sia platealmente distonica rispetto a quella del personaggio che abbiamo imparato a conoscere negli anni dai racconti mediatici e dai retroscena.

    Casaleggio è il potente che sta dietro le quinte, l'erede dinastico, il Richelieu che si nasconde dietro Rousseau, il tessitore che tiene in mano tutti i fili: e quando finalmente lo vedi ha l'aria di un Forrest Gump a cinque stelle. Un bel ragazzo, ma quasi marmoreo, un uomo visibilmente emozionato, con qualche problema di espressione evidentemente legato all'inesperienza: si esprime per doppie ripetizioni, pause emozionali, incertezze, silenzi. Inventa lunghe perifrasi persino per negare che la Casaleggio lavori per il Movimento cinque stelle (e non sarebbe necessario). Più che un Nuovo barbaro che bussa alle porte della capitale, più che un web barbarico sembra un coniglio mannaro.

    Ha quel tipo di timidezza per cui, quando è intento a sorridere si scorda per un nanosecondo anche che sta parlando, e si inceppa. Se la domanda non lo soddisfa tace. Se ripetono la domanda, ripete la stessa risposta che ha appena dato, ma in tono minore. Se è imbarazzato lo fa notare: "Grillo in quanto garante e-a... attuato una sua prerogativa....". Se deve difendere una posizione difficile si arrampica sugli specchi. L'espulsione di Genova - chiede la Gruber - come si concilia con la democrazia diretta?. E lui: "Noi stiamo parlando dell'1% dei casi in Italia".

    I due interlocutori invitati dalla Gruber - Gianluigi Nuzzi e Domenico Masi - sono a loro volta così incantati e stupiti, che quando è il loro turno le domande le fanno alla conduttrice di Otto e mezzo, e non a Casaleggio. Lei, superLilly, è così consapevole del colpo che ha fatto che scherza da sola sul rischio dello spot ai grillini, e mette - anche - nelle domande più innocenti una consapevole e intelligente ironia: "Lei è un campione degli scacchi, cosa ha imparato da questo gioco?". Lui è così abbottonato che si rifiuta di dire se era più bravo lui o il padre, e tira fuori questa inverosimile risposta: "A volte vincevamo entrambi".

    Il forrestgumpismo a cinque stelle, tuttavia, farà discutere, accende l'ironia del web, ma ha anche un paradossale effetto demitizzante: se per un attimo nel gioco della comunicazione l'immagine del grande vecchio cede il posto a quella del bravo ragazzo, se l'immagine dei garibaldini d'assalto è quella dei sarcastici apocalittici alla Grillo viene sostituita da quella del bravo ragazzo incravattato, forse nulla è lasciato al caso. I grillini fanno un altro passo verso la presentabilità di governo, si "Costituzionalizzano". Per l'eterogenesi dei fini, il Forrest Gump impolitico è vagamente forlaniano, finisce per dare un messaggio tranquillizzante. Non era evidentemente voluto, non è detto che per questo non sia utile.

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