Elezioni francesi: alternativa tra destre.

di Gerardo Lisco. “En marche!” il movimento fondato pochi mesi fa da Macron ha passato il primo turno alle elezioni presidenziali francesi e vincerà le elezioni contro Marine Le Pen. Iin Italia abbiamo già assistito alla nascita di movimenti politici apparentemente dal nulla, mi riferisco a Forza Italia,
nato nel vuoto politico lasciato dallo sciogliersi di DC,PSI,PSDI e PRI e al M5S nato nel vuoto politico creatosi con la formazione del Governo Monti. Nulla nasce dal nulla. Un movimento politico non nasce se non vi sono interessi da rappresentare, risorse finanziarie sulle quali contare e sostegno mediatico. Macron è stato Ministro dell’economia del Governo Valls. Voluto da Hollande è il vero responsabile del crollo elettorale del Partito Socialista francese. Da Ministro dell’economia ha imposto la nuova legislazione sul lavoro che ha riportato l’orologio della storia indietro di un paio di secoli. Uno dei principi cardini della nuova legislazione francese in materia di lavoro è la presunzione che il potere di negoziazione del singolo lavoratore e del datore di lavoro sia uguale. Questa è una tipica finzione giuridica che ignora che nelle trattative conta molto la forza economica e finanziaria di ciascuna delle parti. Con Macron la legislazione francese sul lavoro ribadisce il principio fissato nella legge voluta da Le Chapelier nel 1791 con la quale si abrogava l’istituto medievale delle Corporazioni di Arti e Mestieri in nome della libertà di impresa e del cittadino. A proposito Marx scrisse che tale provvedimento legislativo fu un vero e proprio colpo di stato borghese e Jean Jaures disse che una tale norma fu un grave errore. Con la le legge Le Chapelier venne introdotto il divieto ai lavoratori di associarsi, si vietò la nascita dei sindacati e, più in generale, dei c.d. corpi sociali intermedi , perché violavano la libertà individuale e quindi il principio fondamentale della libera contrattazione tra le parti e il rapporto diretto tra cittadino e istituzioni politiche. In questa norma c’è il fondamento della trasformazione della Democrazia in Democratura. La controriforma del diritto del lavoro voluta da Macron per mesi ha riempito le piazze di manifestanti. Di queste proteste, salvo rarissime occasioni, nessuno organo di stampa ne ha fatto cenno. Macron, da Ministro dell’economia, ha già dato un primo assaggio di ciò che vorrà fare da Presidente della Repubblica. Che voglia continuare con le stesse politiche volute da Ministro dell’Economia è sufficiente dare una lettura al suo programma elettorale consultabile online sul sito del movimento. Macron da Ministro dell’economia ha creato i presupposti per la sua ascesa politica quale rappresentante dell’establishment neoliberista e tecnocratico che egemonizza la Francia e questa U.E.. Da Ministro ha acquisito il credito necessario che ha gli procurato risorse finanziarie e l’appoggio dei media. Non bisogna mai dimenticare che le risorse che contano più di altre, nell’attuale contesto, sono quelle finanziarie e della comunicazione. Casualmente le oligarchie che egemonizzano il sistema sono le stesse che controllano finanza e media e che stanno sostenendo Macron. Adesso la questione che si pone alla Sinistra e nello specifico a Melenchon è sostenere o meno Macron al secondo turno contro la Le Pen. Cioè scegliere il male minore per evitare il peggio rappresentato dalla Le Pen. La Sinistra in senso lato, in questi anni, ha dimenticato la propria funzione storica. Spesso per una errata concezione del senso di responsabilità ha avallato politiche economiche e sociali che hanno segato il ramo su cui per anni è stata seduta costruendo il proprio consenso. La scelta del male minore spalanca la porta al peggio. Da qui a un paio di mesi in Francia si terranno le elezioni politiche. L’unica possibilità che ha la Sinistra di ridimensionare il programma elettorale di Macron è vincere le elezioni politiche imponendogli la coabitazione. Sostenere tout court al secondo turno Macron equivale ad accettare acriticamente un programma elettorale fortemente pro establishment che non ha nulla di sociale. Sostenere Macron equivale ad avallare: liberalizzazione del mercato del lavoro, esaltazione dell’individualismo e finanziarizzazione dei diritti sociali. Accettare questi che sono i punti chiave del programma di Macron significa consegnare piazza e opposizione sociale alla destra della Le Pen. La Sinistra per capitalizzare il consenso avuto al primo turno deve dare indicazione di votare scheda bianca al secondo turno. Potrebbe essere questo un modo per Melechon per tenere alta la mobilitazione dei propri militanti e avviare contestualmente la campagna elettorale per elezioni politiche.

Nessun commento:

Posta un commento

Freeskipeer è uno spazio libero. L'immediatezza della pubblicazione dei commenti non permette filtri preventivi. Per questa ragione chi commenta è il solo responsabile del contenuto delle proprie affermazioni. freeskipeer si dissocia da eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Freeskipeer Italia si dissocia categoricamente da:
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)