PRIMA IL CITTADINO. LA TUA OPINIONE CI STA A CUORE PIÙ DI OGNI ALTRA NOTIZIA.

Esiste ancora la Destra e la Sinistra?

Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra.... L’ideologia, l’ideologia malgrado tutto credo ancora che ci sia, è la passione, l’ossessione della tua diversità che al momento dove è andata non si sa... cantava ironicamente Giorgio Gaber, mentre oggi non passa giorno in cui non si senta ripetere in giro che “destra e sinistra non esistono più”. Destra e sinistra sarebbero, ormai, categorie dello spirito, vecchie, obsolete e superate, ferri vecchi del Novecento, rottami ideologici che non servono più.
Del resto oggi, nell’era del 2.0, ciò che un tempo poteva sembrare di destra può essere di sinistra e viceversa, tanto da cancellarne ogni distinzione. Così capita che un Berlusconi, che non si è mai sognato di toccare l’Art. 18 dello Statuto dei lavoratori, sia di destra, mentre un Renzi, che abolisce l’Art. 18, sia di sinistra. Destra e sinistra che si scambiano i ruoli di fronte al pareggio di bilancio, alla globalizzazione, al Pil, alla crescita... Solo che la destra non ha mai fatto mistero di puntare su uno sviluppo economico disgiunto da un miglioramento delle condizioni economiche della classe lavoratrice, mentre la sinistra, almeno in passato, ha inseguito il mito del benessere generalizzato, dell'uguaglianza, della solidarietà e della crescita sostenibile, almeno a chiacchiere. Ma i risultati della politica cosiddetta di destra o di sinistra, in tutto il mondo, sono fin troppo eloquenti: inquinamento dell’aria e dell'acqua, deforestazione, surriscaldamento del pianeta, abbandono delle campagne, disoccupazione, migrazioni, guerre, poveri che diventano sempre più poveri e ricchi sempre più ricchi! Insomma, il messaggio è che “destra e sinistra non esistono più”, quello che esiste, quello che conta realmente è l’economia, la finanza, i mercati, insomma i soldi. Bene, ammesso e non concesso che i soldi non sono tutto nella vita ma che senza pecunia non si va da nessuna parte, sarebbe interessante conoscere la conseguenza che l’azzeramento della destra e della sinistra, al cospetto dei mercati e della globalizzazione, dovrebbe comportare. Sembra, infatti, che siccome “destra e sinistra non esistono più”, non si dovrebbe più lottare contro le diseguaglianze sociali, le ingiustizie e le discriminazioni, di cui purtroppo il mondo è ancora pieno. Chi osa farlo, a meno che non sia il Papa, viene messo all’indice, tacciato di essere un nostalgico, uno che pretende di voler resuscitare battaglie ideologiche morte e sepolte. In buona sostanza, difendere i diritti dei cittadini, lottare per una più equa distribuzione delle risorse, schierarsi dalla parte dei più deboli, impegnarsi nel sociale, denota una manifesta incapacità di adattarsi al presente, di guardare avanti, di fare futuro, mentre ridurre diritti, tutele e welfare, o ancora meglio toglierli di mezzo del tutto, significa essere 2.0! Ma se per loro questo è il futuro, subire gli eventi, abbassare la testa ai diktat dei potenti, piegare la schiena ai padroni, rinunciare a vivere e a lottare per modificare il corso degli eventi, questo per noi preistorici dell'ideologia, che riempivamo le piazze con i nostri cortei di destra e di sinistra, è un spietato passo indietro, un tornare nella notte dei tempi più bui dell'umanità, quando i potenti razziavano tutte le risorse e compravano gli schiavi. Ma sono gli effetti della globalizzazione, ci dicono. Bisogna accettare le sfide che essa impone, non ci si può fare niente, nessuno può fermarla. A sentire gli entusiasti del 'mondo unito' in un unico meraviglioso mercato, si direbbe che la globalizzazione sia qualcosa verso la quale nessun'altra opzione è possibile se non quella di prostrarsi ai suoi piedi con religiosa devozione. Quindi, sostenere che "destra e sinistra non esistono più" sembra un mantra studiato apposta per delegittimare e ridicolizzare, alla stessa stregua di un donchisciotte, chi ancora non si piega e continua a lottare. Ma basterà cancellare le parole 'destra e sinistra' per neutralizzare il sogno di un mondo in cui si viva meglio, in cui non vi siano le enormi disuguaglianze che ci sono oggi?

2 commenti:

  1. oggi come oggi esiste solo il profitto, gli uomini sono considerati come numeri

    RispondiElimina
  2. In questa società dove le macchine e l'intelligenza artificiale ha sostituito l'uomo non c'è più spazio per i sentimenti, ma solo per il guadagno!

    RispondiElimina

freeskipeer è uno spazio libero. L'immediatezza della pubblicazione dei commenti non permette filtri preventivi. Per questa ragione chi commenta è il solo responsabile del contenuto delle proprie affermazioni. freeskipeer si dissocia da eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

freeskipeer si dissocia categoricamente da:
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)