Il lavoro che ruba la vita.

di Yvan Rettore. Il lavoro dovrebbe essere una parte non dominante della propria esistenza e servire soltanto per garantire ad ogni essere umano una vita dignitosa. Oggi, invece è talmente invadente da occupare in modo preponderante quasi ogni attimo della propria esistenza. E anche se si ama il proprio si lavoro, diventandone schiavi per riuscire a vivere, non si può certo dire di essere felici. Anzi semmai è proprio il contrario! In realtà, la serenità (e non la felicità che è fatta di momenti, confusione frequente in Occidente), dovrebbe provenire anche da ben altre sfere di attività al di fuori del lavoro,
in grado di esaltare i propri talenti e passioni pure in altri ambiti e di realizzare l'emancipazione completa di ogni singolo individuo. Questa non può di certo avvenire limitandosi al solo mondo professionale.

Commenti

GLI ARTICOLI PIÙ LETTI DEL MESE

Cronaca di un ‘ceto medio’ che non c’è più.

Mille euro per tutti!?

Roma Capitale, #alberiperilfuturo. E per Via Savona!?

Il carabiniere cade, gli antifascisti lo pestano.

Lo zoo nell’urna, dal giaguaro smacchiato di Bersani al panda carnivoro di Grillo passando per altre 'bestiali' amenità.

La globalizzazione del lavoro al minimo sindacale.

San Remo. L'Italia, ingabbiata dalla crisi, non canta per amor, canta per rabbia!