martedì 4 aprile 2017

Stipendi congelati e prezzi sempre più caldi!

L'Italia non cresce, anzi retrocede, e aumenta il numero dei poveri! I consumi sono limitati da salari e pensioni che non stanno al passo col caro vita. E se gli italiani guadagnano poco, di conseguenza, spendono poco, le nostre imprese producono poco, non assumono e addirittura licenziano per non fallire! Insomma, è un circolo vizioso dal quale per uscirne occorre mettere benzina nel motore per far ripartire l'economia, altrimenti stiamo tutti fermi. Ma purtroppo, le politiche miopi degli ultimi governi, hanno tenuto fermi al palo da 35 anni stipendi già dimezzati dalla conversione Lira-Euro.
Per contro il costo dei beni di prima necessità e dei servizi è continuato a crescere a dismisura. Infatti, se l'inflazione è tornata sui livelli normali, non è stato così anche per gli stipendi, i cui incrementi procedono a passo di lumaca, con tanto di minimo storico, raggiunto a febbraio, dopo 35 anni, ovvero dal 1982, punto di partenza delle serie storiche dell'Istat. L'ultimo aggiornamento dell'Istituto di statistica sulle retribuzioni contrattuali segna, infatti, un aumento su base annua di appena lo 0,3%. Sempre a febbraio l'inflazione si attestava, invece, all'1,6%. Il che, tradotto in soldoni, vuol dire che i prezzi corrono cinque volte più velocemente delle buste paga degli italiani! Si allarga, quindi, la forbice tra  'caro vita' e 'salari', a sfavore di questi ultimi, e le conseguenze sono pesanti in termini di crescita e di potere d'acquisto per i lavoratori italiani, reduci oltre tutto da anni ed anni di crisi, di tasse e balzelli senza precedenti.

4 commenti:

  1. Sì, ma vedi se loro gli stipendi se li sono dimezzati con l'Euro. Loro non lasciano, mai, ma raddoppiano, sempre!

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  2. Corte Conti: il cuneo fiscale in Italia 10 punti oltre la media Ue!

    Il cuneo fiscale è in Italia "di ben 10 punti" superiore a quello che si registra mediamente nel resto d'Europa: il 49% viene infatti prelevato "a titolo di contributi e di imposte". Così la Corte dei Conti nel Rapporto 2017 sulla finanza pubblica, parlando di "limiti e dispersioni" del sistema fiscale italiano. I magistrati contabili evidenziano l'esigenza di ridurre la pressione fiscale sottolineando che "un'esposizione tributaria tanto marcata non aiuta il contrasto all'economia sommersa e la lotta all'evasione".

    "Nonostante le incertezze iniziali - rileva d'altra parte la Corte - l'andamento dell'economia italiana sembra aver segnato un'inversione di marcia verso un'espansione meno fragile e più qualitativa". Allo stesso tempo però il sentiero del risanamento finanziario è per l'Italia "più faticoso" rispetto agli altri Paesi europei, anche se "necessario considerato il maggior livello del debito".

    Nelle ultime manovre - rileva ancora - il Governo ha previsto un "rilevante contributo" dalle misure di contrasto all'evasione. Tuttavia "le difficoltà di verifica in sede di consuntivo inducono cautela nell'utilizzare tali proventi, per loro natura incerti, per finanziare maggiori spese o riduzioni di entrata certe".

    "Il contributo delle dismissioni - si evidenzia ancora - certamente necessario, potrà difficilmente risultare determinante nel breve-medio periodo. E d'altra parte in un contesto di crescita moderata, riduzioni rapide del debito potrebbero essere eccessivamente costose". Secondo la Corte, "occorre quindi porre il debito su un sentiero discendente, non troppo ripido ma costante, procedendo speditamente alle azioni di riforme strutturali per sostenere la crescita e migliorare, anche sotto questo profilo, le condizioni di sostenibilità della finanza pubblica".

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  3. CORTE DEI CONTI: "METÀ DELLO STIPENDIO SE NE VA IN TASSE E CONTRIBUTI"!

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  4. In Italia crescono solo le tasse, ma gli stipendi dei lavoratori dipendenti sono sempre fermi: che schifo!!!

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