Addio animali nei circhi: arriva la legge.

di Marina Crisafi. Niente più animali nei circhi. È quanto prevede il disegno di legge n. 2287-bis (qui sotto allegato), all'esame della commissione permanente (istruzione e cultura) del Senato che presto potrebbe ricevere l'ok per la discussione e il voto in aula. Il testo, si ricorda, è frutto dello stralcio operato nel ddl Cinema, approvato nei mesi scorsi, e contiene la delega al Governo ad emanare un Codice dello spettacolo.
Quest'ultimo, sotto forma di testo unico, dovrà operare la revisione e il riassetto della "vigente disciplina in materia di teatro, prosa, musica, danza, spettacoli viaggianti e attività circensi, anche modificando ed innovando le disposizioni legislative vigenti". Il fine è quello di conferire, si legge nel ddl, al settore "un assetto più razionale e organico e conforme ai princìpi di semplificazione delle procedure amministrative e razionalizzazione della spesa e volto a incentivare e migliorare la qualità artistico-culturale delle attività, nonché della fruizione da parte della collettività". In particolare, tra le varie misure sulle attività circensi, i decreti legislativi che il governo dovrà emanare entro 12 mesi dall'entrata in vigore del ddl, dovranno operare una revisione delle disposizioni esistenti, "specificamente finalizzate alla graduale eliminazione dell'utilizzo degli animali nello svolgimento delle stesse". In Italia, a differenza di altri paesi Europei, non vi sono norme che vietano l'uso degli animali nei circhi. La legge che regola la materia è la n. 337/1968 ("Disposizioni sui circhi equestri e sullo spettacolo viaggiante"), ad oggi immutata. E non esistono né registri nazionali che evidenziano quanti siano gli animali detenuti nei circhi né in quali circhi gli stessi si trovino, né tantomeno il tasso di riproduzione degli animali detenuti. Secondo il monitoraggio effettuato dalla Lav, attualmente dovrebbero essere circa 2mila gli animali detenuti in poco più di cento circhi, e molto elevata sarebbe la detenzione di specie in via di estinzione, come le tigri. Le associazioni animaliste (tra cui, in primis, la Lav) da tempo lottano per la proibizione dell'uso degli animali nelle attività circensi, giacché "costretti in modo anacronistico e primitivo a fare spettacoli per un pubblico pagante e a vivere in condizioni contrarie alla loro natura" e per l'abolizione del finanziamento pubblico. Secondo il rapporto Eurispes 2015, inoltre, il 68,3% degli italiani si è dichiarato contrario all'uso degli animali nei circhi. Se la dismissione degli animali nei circhi ottiene il plauso delle associazioni animaliste che da più tempo invocano la revisione delle norme in materia, incalza invece la protesta dei circhi italiani. Proprio per dire no al divieto dell'uso di animali, è stata organizzata per oggi la mobilitazione nazionale a Roma, con "un doppio evento per richiamare l'attenzione sulle disastrose previsioni che il Ddl 2287-bis riserva al circo" comunica in una nota a firma del presidente Antonio Buccioni, l'Ente Nazionale Circhi. Non si può "scrivere il futuro del circo italiano, ovvero normare un settore che esprime una storia artistica e imprenditoriale plurisecolari, tanto da costituire un faro nel mondo, contro una intera categoria e pretendendo di cancellare con un colpo di spugna la sua identità, storia, tradizione e cultura" prosegue Buccioni. "Concordiamo, con le recenti dichiarazioni, del Presidente del Senato Pietro Grasso, il quale ha definito la tutela degli animali 'questione di rilevanza nazionale che richiede assunzione di responsabilità da parte di tutta la società' – conclude la nota dell'Ente Circhi - ma tale questione va affrontata con rigore e rispetto, non con un preteso 'golpe' basato su argomentazioni ideologiche".

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