lunedì 22 maggio 2017

La brodolosa marcetta "Insieme senza muri".

di Grazia Nonis. Nessuno se n’è accorto, ma il nostro è forse l’unico paese d’Europa a non aver alzato muri, chiuso frontiere e tenuto le braccia conserte. Ma c’è qualcuno a cui tutto questo non basta. Non è sufficiente, dobbiamo fare di più. E così, i soliti falsi del cuore a sinistra e del portafoglio a destra, ipocriti fuori misura, si sono messi in testa di organizzare la brodolosa marcetta dell’Insieme senza muri. A loro non basta un’invasione totale, incontrollata ed incontrollabile. Vogliono che noi la si accetti, che ci si prostri con le mani giunte a ringraziare scafisti, traghettatori, governo fuffa, la meschina Europa, tutti gli imam a scacchi bianchi e neri, e le cooperative dal cuore d’oro e dal conto in banca più scuro della pece.
Bravi a mescolare le carte, vorrebbero farci sentire in colpa, metterci in cattiva luce, farci credere che i contrari alla loro marcetta farsa son tutti razzisti con una punta che tira al fascismo. Insomma, chi non spalanca le braccia, slingua la lingua e cala mutande merita di andare all’inferno. All’inferno anche quelli che non si sono mai opposti ai migranti regolari, ai lavoratori venuti da lontano, oggi vicini di casa, di chiesa e di scuola. All’inferno anche i vecchi immigrati dalla pelle scura e dagli occhi a mandorla, italiani a pieno titolo che si uniscono ai ribelli autoctoni contro l’invasione. Nel calderone anche loro, razza di ingrati e pure ignoranti, rei di pensare con la loro idiota testolina e non con quella del caprone buonista che guida l’untuoso corteo. “Venite, accorrete ad abbattere i muri, anche noi saremo lì”, altro esempio di messaggio finto e di facciata di alcuni personaggi famosi che finita la manfrina tornano ai loro attici, ai loro salotti, alle loro feste farlocche, alle loro barche e ai loro filippini, a vivere una vita parallela alla nostra, ma che con la nostra nulla ha a che fare. Ciechi di fronte a questa barbara accoglienza, sordi alle grida d’aiuto degli italiani disperati e stanchi di combattere per sopravvivere. Di sopportare. Buonisti al decimo grado della scala Mercalli che ottusamente non comprendono che è impossibile, assurdo e demenziale anche solo pensare di poter ospitare tutti. Già, perché i dotati di cattivosenso ospiterebbero l’Africa intera, compreso il deserto, antilopi, gnu e i già tristemente noti sciacalli. Nemmeno a spiegarglielo, come farebbe un buon padre di famiglia, nemmeno a fargli disegnini, esempi con abaco e fagioli essi capirebbero: dove li metteremo tutti quanti? Come li manterremo se non potremo dar loro lavoro perché anche questo è una bestia in via d’estinzione? Com’è possibile l’integrazione dove già oggi c’è disintegrazione, delinquenza, violenza, ingiustizia e falso buonismo che carezza, scusa e giustifica atti scellerati in nome di usi, costumi e religioni differenti dai nostri e da noi? Ma il ragionamento del buon padre di famiglia a loro non piace, è roba vecchia, antica, e di questi tempi anche razzista. Povera Italia, e poveri italiani, condannati a subire e costretti al silenzio.

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