martedì 16 maggio 2017

Legittima difesa, una legge seria.

di Guido Occelli. Legittima difesa, non se ne parla mai abbastanza perchè se ne parla troppo e quasi mai correttamente. La confusione sull'argomento è estremamente dannosa all'argomento stesso dividendo il paese tra pistoleri, esaltati, umanisti e pacifisti, senza produrre concetti e diritti certi, si associa la legittima difesa all'uso delle armi da fuoco,
senza considerare altre situazioni di aggressione e difesa con altri mezzi e azioni. Di sicuro non aiutano le azioni del Governo che tramite illustri suoi rappresentanti come la Finocchiaro a cui è stato dato mandato di predisporre la “nuova” legge da far firmare a Ermini come relatore (prestanome del PD, che Dio ci aiuti, pure avvocato), che subordinano il diritto alla difesa zigzagando tra notte e giorno, proporzionalità dell'azione e per non farsi mancare nulla, lo stato di evidente grave turbamento psichico. A me piace stare con i piedi per terra e francamente mi sento abbondantemente infastidito nel vedere trasformare un argomento così serio, in grande buffonata. Si rende necessario rivedere la legittima difesa non per l'aumento (negato) dei crimini, non per armare i liberi cittadini, che indipendentemente dalla “nuova” legge ne hanno comunque diritto, la certezza della pena, l'immigrazione, la destra, la sinistra e ogni altra pippa mentale buttata confusamente nel calderone di questo argomento. Si rende necessario rivedere solo ed esclusivamente alcuni pochi punti dell'attuale normativa, quelle crepe nelle quali alcune vicende giudiziarie hanno prodotto sentenze ingiuste, quegli spazzi in cui l'interpretazione creativa di alcuni giudici hanno prodotto degli abomini di cui le vittime ne sono state vittime. Sarebbe necessario molto poco per sistemare le cose, basterebbe ribadire pochi concetti più chiaramente e introdurne alcuni per perimetrare l'opera doverosa della magistratura. Lo chiedono gli stessi giudici che nel novanta per cento dei casi assolvono chi si difende, dovendo contrastare azioni della parte “lesa” (aggressori a cui è andata male), dovendo applicare una legge che consente rivalse nei confronti di chi si difende. La legittima difesa è un diritto (e ci mancherebbe altro) già riconosciuto per legge, una legge che va rivista esclusivamente su quei punti critici che la ribalta di tristi cronache giudiziarie evidenziano. Basterebbe puntualizzare poche e semplici cose:
- le doverose indagini non possono avere tempi indeterminati, ma brevi e certi; 
- le spese processuali si determinano a sentenza conclusa e in caso di assoluzione, nulla è dovuto; 
- per nessun motivo possono essere riconosciuti risarcimenti a chi intendeva delinquere, anche in caso di conclamato e dimostrato abuso di legittima difesa; 
- non esiste proporzionalità, è sufficiente l'intento criminale per giustificare la reazione. 
Lo stato emotivo non può vincolare chi si difende terrorizzato da chi è costretto a farlo in modo cosciente e preparato, o il giorno e la notte, o magari chi è biondo e chi è moro. Forse chiedere al governo un po' di serietà è troppo....

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