Renzi è il Macron italiano e può sconfiggere il populismo grillino!

di Giuseppe Turani. Macron ha vinto. E’ il nuovo presidente francese. Ha quasi doppiato madame Le Pen, che alle 20 e pochi minuti ha ammesso la sua sconfitta. Sembrava incredibile, ma è successo. Lui e Brigitte saranno per cinque anni i nuovi inquilini dell’Eliseo. Nello stesso giorno i populisti crollano in Germania, erano già crollati in Olanda.
 Ormai resistono (ma in discesa) quasi solo in Italia. E adesso, anche qui, si cerca un Macron. Ma è una ricerca inutile. Lo stesso Macron ha detto si essersi ispirato a Matteo Renzi, alla sua idea di una sinistra liberal-democratica. Prima delle elezioni francesi i due si sono scambiati calorosi messaggi. In Italia regna ancora molta confusione. L’unica cosa chiara, per ora, è che Renzi e il Pd puntano a avere il 40 per cento dei consensi, con relativo premio di maggioranza. Fino a ieri questa idea sembrava una follia. Oggi molto meno. Il Pd è già tornato al 30 per cento e sta sopra i 5 stelle, che appaiono aver esaurito ormai la loro spinta propulsiva, giocano in difesa, cioè da perdenti. Molti osservatori, compreso Scalfari, a questo punto si augurano non solo che Renzi vinca le prossime elezioni, ma anche che sia il prossimo presidente del Consiglio. In questo augurio non c’è una simpatia particolare, ma un preciso ragionamento politico. In giro oggi in Italia non ci sono leader di spicco, ma solo roba vecchia e un po’ stantia. L’unica novità, emersa con forza, con una grande capacità comunicativa, è appunto Renzi. E allora si immagina un mondo in cui Renzi e Macron, i fratelli gemelli della “nuova” sinistra, i capi del secondo e del terzo paese dell’Unione, vanno a trattativa con la signora Merkel, probabile futuro capo della prima potenza, la Germania. Gli obiettivi dei fratelli gemelli dovrebbero essere due. 1- Ottenere una virata verso la crescita, lasciando cadere la politica dell’austerità. E quindi con un’Europa che torna a svilupparsi e a risolvere i propri problemi. 2- Ottenere che il prossimo presidente dell’Unione sia non più designato dagli Stati, ma eletto direttamente dai cittadini europei e quindi rappresentante autorevole del Vecchio Continente. Questa dovrebbe essere la prima mossa lungo la strada della costruzione di un’Europa effettivamente federale. Come si vede, dietro l’elezione di Macron c’è un disegno vastissimo. Disegno che però richiede che il nuovo presidente francese abbia almeno un partner con cui sia in sintonia, giovane e della sua stessa forza e decisione. Insomma, due giovanotti ben motivati per piegare un po’ la figlia del pastore e per portare la Germania a lavorare per un’Europa diversa e migliore. Ecco perché, dopo Macron in Francia, qui deve vincere Renzi, che in fondo aveva segnato la strada.

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