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85 euro lordi agli Statali: pochi, maledetti e nemmeno subito!

Se c’è una categoria che nel corso di questi anni ha pagato più di tutte le altre il prezzo di una crisi economica senza precedenti e dalla quale ancora non se ne esce, ebbene questa è il pubblico impiego. Tra blocco del turn-over e pensionamenti, il numero dei dipendenti in servizio è diminuito in numero assoluto e quei pochi rimasti in servizio sono costretti a lavorare per tre e ad essere pagati neppure per uno!
Infatti sono diminuite le loro retribuzioni e di conseguenza il loro potere d’acquisto. Comunque, dopo 8 lunghissimi anni di 'vacche magre', la settimana prossima, dovrebbe finalmente riaprirsi il tavolo per il rinnovo contrattuale di circa 3 milioni e mezzo di dipendenti pubblici. Ma il negoziato non si preannuncia nè semplice, nè tantomeno breve, perchè in Italia, tanto per cambiare, i soldi ci sono per tutti, ma non per gli Statali! E non si parla mica di aumenti legati al reale costo della vita, ma di una "questua" di appena "85-euro-medi-lordi-al-mese"!!! Il primo punto sul quale bisognerà mettersi d’accordo è se questi 85 euro andranno considerati tutti "tabellari", ossia dovranno entrare a far parte della componente fissa dello stipendio, o se una parte potrà essere erogata come salario accessorio. Per il Sindacato, non ci sono dubbi e gli 85 euro andrebbero computati tutti nel tabellare, se non altro in rispetto all’accordo firmato il 30 novembre dello scorso anno con il governo. Eppure nell’atto di indirizzo firmato dal ministro della Funzione Pubblica e inviato all’Aran, c’è una indicazione diversa. Secondo quanto messo nero su bianco nel documento, alla rivalutazione delle componenti stipendiali o fisse, ovvero al cosiddetto "tabellare", vanno destinate le risorse "già disponibili", che sarebbero di circa 40 euro lordi, il resto del "lauto bottino", ovvero i restanti 45 euro, per arrivare a quei faraonici 85 euro, sempre rigorosamente lordi, dovrà essere stanziato nella prossima legge di bilancio, perchè, in quella appena approvata dal governo, quei soldi non ci sono! Certo, pretendere efficacia ed efficienza da lavoratori sottopagati, demotivati e messi quotidianamente alla 'gogna mediatica' per qualche 'pecora nera' che ha fatto il 'furbetto del cartellino', è come sparare sulla Croce Rossa e pretendere di fare le nozze coi fichi secchi!

2 commenti:

  1. Uno dei problemi più rilevanti in Italia è la lentezza della burocrazia, alla quale è legato il progressivo peggioramento dei servizi offerti dallo stato, nonostante vi sia una tassazione elevata. Tali problemi vanno ricondotti all'inefficienza delle pubbliche amministrazioni, ma cosa fare per rendere le aziende statali delle efficienti fornitrici di servizi?? Secondo me, la prima cosa da fare, anche per contrastare le figure del fannullone e del corrotto,è quella di aumentare le pene per chi compie questi reati, anche arrivando a scrivere su i loro cv tali colpe, o radiare tali soggetti dalle pa e dagli enti statali. Chiaramente sarebbe assurdo imporre al lavoratore un regime di terrore come accadeva per i loro simili nell'ottocento, quindi il giusto contrappeso sarebbe quello di inserire degli scatti nello stipendio a chi è più produttivo e facilitare loro l'avanzamento della carriera, così da soddisfare anche le ambizioni più elevate della psiche umana e avere dei lavoratori felici, e di conseguenza dei servizi efficienti per tutta la cittadinanza.

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  2. Non c'è altra soluzione. Per sanare il debito pubblico andrebbero licenziati circa 2milioni di statali, tanto sono inutili!!!

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