Dopo gli eventi di Londra.

di Matteo Renzi. Penso sia impossibile trovare le parole giuste dopo ciò che è accaduto, ancora una volta, a Londra. L’odio contro la vita che porta estremisti islamici a uccidere i passanti in un normale sabato sera di una delle capitali del mondo può essere solo combattuto. Non spiegato, non compreso: solo combattuto. Combattuto subito anche con le armi, ove necessario. Combattuto per anni con iniezioni di cultura e identità, con un gigantesco sforzo educativo e di rammendo e pulizia nelle periferie,
quello sforzo che non è stato fatto in alcune città europee negli ultimi lustri. Combattuto con la professionalità dei nostri uomini e donne della sicurezza, persone speciali da ringraziare per il coraggio che mostrano ogni giorno. Quest’odio va combattuto, punto. Noi vinceremo questa sfida contro l’odio. I nostri valori di bellezza e umanità sono più forti di chi vive solo per morire. Noi sappiamo che vinceremo questa sfida. Dobbiamo stare attenti però a non perdere noi la nostra voglia di vivere, di stare assieme, di essere comunità. E non è facile farlo, lo dico da padre che stamattina al bar del paese ha discusso a lungo di questo. Per una volta, al bar, niente calcio, niente MotoGP, ma Londra, Londra, Londra. E Torino. Eh già, perché se una comunità ha i nervi a fior di pelle, se la paura diventa sovrana, basta un niente per scattare e reagire come accaduto stanotte in piazza a Torino. Non facciamoci troppi film, amici. Sei in piazza magari con i tuoi figli o con la tua fidanzata, guardi la partita tranquillo, improvvisamente scatta un allarme: è ovvio che la gente si alza e scappa. Che fai, scusa? Stai lì a farti calpestare? E allora che deve fare una classe politica, oggi? Restituire fiducia, dico io. Evitare la banalizzazione superficiale e mediocre di chi non si rende conto della realtà, ma anche il tono allarmistico di chi grida sempre un tono sopra, di chi alimenta tensione e paura pensando di lucrare voti. Il terrorismo pone problemi inediti, è vero. Mi vengono i brividi se penso alle persone accoltellate in mezzo alla strada. Ma non è vero che si stava meglio quando si stava peggio. I nostri nonni hanno vissuto la guerra, i nostri genitori gli anni di piombo e il terrorismo nelle strade delle nostre città, la mia generazione ha visto la strage mafiosa di giudici e altri servitori dello Stato. Ogni generazione ha la sua sfida da affrontare. Non si può sempre gridare, gridare, gridare. Bisogna mettersi insieme perché insieme si è più forti, non fare polemiche di parte. Dare il massimo sostegno alle forze dell’ordine. E riconoscersi nelle Istituzioni, tutti insieme. Ho ritwittato il pensiero del Presidente Gentiloni su Twitter. Segnalo a tutte e tutti voi una bella intervista del Ministro Minniti sul Corriere della Sera con Milena Gabbanelli. Il Ministro ha già convocato il Comitato Antiterrorismo per oggi al Viminale. Abbraccio affettuosamente tutte le forze dell’ordine in servizio oggi e nelle prossime settimane. E dico a ciascuno di noi che se vogliamo difendere i nostri valori, la prima sfida è quella educativa e culturale. Anche per questo l’Italia è quella che dice in ogni angolo del mondo: per ogni euro investito in sicurezza, ci deve essere un euro investito in cultura. Perché i terroristi vogliono la nostra morte. O, come ripiego, vogliono che cambiamo il nostro modo di vivere. E noi non possiamo permettere loro di vincere. Insieme, tutti insieme. Noi continueremo a vivere, ad andare ai concerti e a teatro, a passare insieme i sabato sera, ad amare la musica e lo sport: perché anche queste attività ci rendono donne e uomini liberi. Si arrenderanno prima loro. Un pensiero commosso alle famiglie delle vittime di Londra.

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