I romani bocciano la Raggi e uno su due non la rivoterebbe.

È passato un anno esatto da quel fatidico 19 giugno del 2016 quando Virginia Raggi trionfò alle elezioni amministrative e divenne sindaco di Roma. Dodici mesi tribolatissimi, fra dimissioni a go go, difficoltà a formare la giunta e inchieste giudiziarie. Dodici mesi nei quali i romani non si sono accorti del cambio di 'guardia' in Campidoglio: strade sporche come sempre, cassonetti dell'immondizia strapieni e maleodoranti, topi, piccioni, gabbiani e persino cinghiali che sguazzano nel pattume, asfalto trivellato dalle buche, traffico,
trasporto pubblico e viabilità nel caos, smog alle stelle e... i 5stelle che restano a guardare e a chiedere altro tempo per cercare di salvare Roma, anche se il come e il quando rimangono un mistero! Ma la 'gente' non è mica scema e allora eccola puntuale come un cronometro svizzero la recente debacle del M5S alle amministrative, dovuta anche al crollo di immagine della prima cittadina del più importante Comune d'Italia. La conferma dell'attuale fallimento dei 5stelle a Roma arriva dai numeri del sondaggio realizzato dalla società Izi che ha intervistato oltre mille cittadini romani sull'operato della giunta Raggi. Ai romani è stato chiesto come giudicano attualmente l'operato di Virginia Raggi: il 68,2% risponde "male", "bene" solo per il 21,1%, il resto sono incerti. Più clementi gli intervistati di fede grillina, ma restano le critiche: il 47,3% la promuove, il 41,2% la boccia. Un peggioramento già segnalato da marzo, ma che contrariamente alle aspettative, non si è arrestato. Con simili dati a disposizione, anche l'intenzione di voto, se le elezioni si tenessero oggi, cambia: il M5S tornerebbe secondo con il 16,7% di preferenze, il Pd si riprenderebbe il primato con il 18,2%, la Lega andrebbe all'8,1%, Fi al 7,5, Fratelli d'Italia al 6%, stessa percentuale che raccoglierebbero le restanti forze di sinistra, al di fuori del Pd. Solo il 55% dei romani che un anno fa scelsero convinti la Raggi lo rifarebbero. Mentre la Lega di Salvini diventa terzo partito in ordine di popolarità nella Capitale.
_______________________________________________________________________________ Così CAMBIEREMO ROMA IN 5 ANNI. di Virginia Raggi a 'Il Messaggero'. Gentile direttore, la ringrazio dell’ospitalità per questa lettera che dalle pagine del vostro quotidiano voglio idealmente inviare a tutti i romani. Vi scrivo a un anno dall’inizio del mandato per rafforzare quel filo diretto che è la base da cui siamo partiti per cambiare in meglio la nostra città. Un anno fa abbiamo iniziato un cammino insieme che sapevamo sarebbe stato pieno di ostacoli e difficoltà ma anche ricco di opportunità di crescita e cambiamento. È una sfida complessa che vinceremo. Ci stiamo mettendo alle spalle Mafia Capitale e le trappole che ha lasciato per disegnare una città moderna, soprattutto più vicina ai suoi abitanti. Siamo all’inizio di una sfida lunga cinque anni. Inutile elencare i problemi che abbiamo ereditato perché sono gli stessi che tutti i cittadini verificano con mano da anni: un sistema dei trasporti che, passo dopo passo, stiamo provando a liberare dai debiti per renderlo efficiente; una gestione dei rifiuti che, con il Piano Materiali Post Consumo, abbiamo cominciato a cambiare; il decoro cittadino. Li conoscevamo e li stiamo affrontando con un’azione di programmazione di medio e lungo periodo. Quest’anno abbiamo posto le basi per questa rivoluzione. E si vedono i primi segnali di un cambio di rotta, nonostante le resistenze di chi si oppone al cambiamento e di coloro che, dopo essere stati causa di molti dei problemi degli ultimi 20 anni, propongono di rimanere immobili. Abbiamo messo in strada quasi 200 mezzi di trasporto pubblico in più rispetto ai 950 che abbiamo trovato, arrivando a superate quota 1100. È solo l’inizio. Così come abbiamo dotato di telecamere per la sicurezza circa 500 autobus. In autunno si uniranno finalmente le linea A e C della metropolitana presso la stazione San Giovanni. Sono segnali importanti per la città. Abbiamo dotato l’Ama di mezzi nuovi per la raccolta dei rifiuti, avviato il reperimento di personale per la manutenzione del verde pubblico, attivato nuove isole ecologiche e la raccolta porta a porta per le utenze non domestiche in alcuni municipi. Sono tante le iniziative, come il recupero delle spiagge di Ostia. Abbiamo migliorato il progetto dello stadio di Tor di Valle: meno cemento, più verde, messa in sicurezza del quartiere di Decima, potenziamento della linea ferroviaria Roma-Lido, unificazione della via del Mare con la via Ostiense fino al Gra. Un progetto che farà crescere l’occupazione e il Pil della città. Tutti devono unirsi lungo questo percorso di rilancio della città, mettendo da parte barriere ideologiche e pregiudizi. Noi lo stiamo facendo, allargando il progetto “Fabbrica Roma” a sindacati, imprenditori, mondo della ricerca, università, alle altre Istituzioni e tutta la società civile. Ci sono risultati che passano in sordina ma costituiscono una rivoluzione rispetto al passato. Una foresta che cresce non fa rumore. Roma ha approvato per la prima volta, dopo decenni, il proprio bilancio preventivo a gennaio: prima di tutte le altre grandi città italiane e molto prima rispetto alle amministrazioni precedenti. Ne vado fiera perché, oltre a determinare un premio in termini di fondi governativi per la città, Roma torna così a programmare e fare bandi di gara. Dovrebbe essere la normalità; per la nostra città rappresenta il ripristino della legalità. Grazie alla programmazione non si danno lavori in affidamento diretto con il pretesto dell’emergenza, quelli spesso finiti nelle inchieste sulla corruzione. Non si ruba più, non era scontato. È finito il tempo delle commesse agli amici degli amici. E gli effetti positivi si vedono già. Per la manutenzione delle strade è stato necessario attendere l’esito delle gare ma finalmente i lavori sono realizzati a regola d’arte perché c’è un contratto da rispettare. Ci hanno lasciato le strade con le buche, noi le ripariamo facendo gare regolari. E c’è un piano pluriennale per la manutenzione, cosa che prima non veniva fatta. C’è chi dice che l’onestà non basta. Invece paga, perché si traduce in risparmi per le casse del Comune e servizi migliori per tutti. L’onestà è la base dalla quale partire. Gli ostacoli e le sorprese non mancano. Cito, su tutti, i numerosi atti di vandalismo ai danni dei mezzi del Servizio Giardini proprio nel momento in cui è impegnato nella cura di parchi e verde attrezzato. Guarda caso uno dei settori su cui Mafia Capitale aveva puntato le sue mire. Stiamo cambiando una mentalità radicatasi nel tempo. È un lavoro poco appariscente ma necessario. La spesa annua per gli incarichi esterni della nostra Giunta è circa un quarto rispetto ai 12 milioni di euro del 2012 e quasi la metà rispetto ai 5,6 milioni del 2014. Abbiamo trovato una città ferma, una macchina amministrativa stremata dalle tristi vicende giudiziarie, tanta rassegnazione. Tuttavia, allo stesso tempo, posso affermare con altrettanta certezza che questa amministrazione dà ogni giorno il massimo per portare nuove energie. E abbiamo trovato anche molte persone che aspettavano un’opportunità di riscatto, pronte ad impegnarsi. Tutti i giorni al termine del lavoro quotidiano faccio un breve bilancio. Ci domandiamo se abbiamo fatto tutto il possibile: certamente, non abbiamo lasciato nulla di intentato. Non c’è dubbio che la strada da fare sia lunga e in salita. Ci sono stati ostacoli imprevisti e ce ne saranno. Ma allo stesso tempo non c’è dubbio che abbiamo messo la parola fine ad un sistema corrotto che per anni ha “mangiato” i soldi delle nostre tasse per avvantaggiare pochi e ha fornito servizi sempre più scadenti e non all’altezza di una grande capitale. Un sistema che non vuole il cambiamento. Le potenzialità di Roma sono sotto i nostri occhi, in particolare quando visitiamo altri Paesi: una città pulita, decorosa, che funzioni e accolga bene, moderna è possibile. È reale. E quella possibilità di riscatto dobbiamo darla a Roma perché la merita. I nostri figli la meritano. Abbiamo negli occhi un futuro che a poche migliaia di chilometri da qui è già presente. Nei nostri cuori la speranza e nelle nostre mani la possibilità di costruirlo. È un cammino che dobbiamo fare insieme. Ringrazio già da ora tutti i romani di ogni provenienza, passione politica. Io e la mia squadra, assessori e consiglieri, continueremo questo compito con il massimo impegno perché fare qualcosa per la propria città e per la propria comunità è un onore.

4 commenti:

  1. Dopo aver collezionato una serie infinita di scandali, figuracce, inchieste e promesse non mantenute, Virginia Raggi crolla nei sondaggi e risulta bocciata da ben sette romani su dieci. Il dato, che ha del clamoroso a solo un anno dalla sua elezione, viene riportato in grande evidenza sabato da Repubblica, che dedica all'indagine, realizzata dalla società Izi, ben due pagine nelle quali viene evidenziato come il consenso per il Movimento 5 stelle risulti dimezzato nella Capitale rispetto a 12 mesi fa, scendendo di ben 18 punti percentuali, mentre fa un deciso balzo in avanti la Lega che triplica i propri consensi, arrivando a conquistare l'8,1% delle preferenze dei cittadini romani.

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  2. Che coraggio!!! Scrivere una lettera aperta al direttore del Messaggero è come entrare nella fossa dei leoni. Il maggiore quotidiano capitolino non ha mai risparmiato bastonate e attacchi a viso aperto alla sindaca di Roma, specie dopo la decisione di far saltare il progetto delle Olimpiadi che la metropoli avrebbe potuto ospitare, e così pure dopo le controversie sulla realizzazione dello stadio dei giallorossi. Nel momento di massima crisi politica dei Cinquestelle (flop alle amministrative) e con i sondaggi che mostrano come un romano su due non la rivoterebbe, la Raggi ribatte a tutta pagina alle critiche che le vengono rivolte.

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  3. La raggi si dà 7 e mezzo: comunque meno del numero di stronzate che è stata capace di fare in un anno!

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  4. silviuccio23 giugno, 2017

    "I Cinque Stelle non hanno né arte né parte. Un movimento che cambia idea su tutto. Beppe Grillo? Un buon comico, col vizio di farsi pagare in nero, circondato di persone che non hanno mai fatto niente, i veri professionisti della politica: gente che prima delle elezioni non faceva niente". E' quanto ha dichiarato Silvio Berlusconi a L'Aria che tira su La7.
    E sul sindaco di Roma Virginia Raggi ha aggiunto: "Se ne freghi delle inchieste, basta con le inchieste che buttano per aria le decisioni degli elettori. Semmai dovrebbe lasciare per incapacità".

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