lunedì 12 giugno 2017

Il silenzio di Gentiloni sulla visita di Soros a Palazzo Chigi.

di Emilio Stagni. Conosciamo tutti chi è George Soros. Basta digitare il suo nome su Google e decine di notizie appariranno sul fondatore della Open Society. Finanziatore di ONG dal Mediteranneo alla Malaysia. L'abile miliardario di origini ungheresi, famoso per il "black wednesday", giorno in cui, nel 1992, con una abile speculazione sulla lira,
la sterlina guadagnò circa un miliardo di dollari e procurò una perdita valutaria di circa 50 miliardi di dollari alle casse del nostro Paese. In Indonesia, il magnate americano è stato condannato all'ergastolo per speculazione sulla moneta locale. In Malaysia per lo stesso motivo è stato condannato alla pena di morte. Gli italiani, invece, nel 1995, tramite la facoltà dell'Università di Bologna, conferirono la lauree honoris causa a George Soros. E chi partecipò alla cerimonia? Non è difficile rispondere. E' colui che regalò l'Alfa Romeo alla Fiat e soprattutto colui che, senza chiedere permesso ai cittadini italiani, vendette la sovranità monetaria in cambio di un millantato benessere futuro. Ora vive in una tenda vicino alla sede del PD e si fa chiamare Romano Prodi. Oggi tutta l'opposizione (dalla Lega a Grillo) si chiede e chiede al Governo il motivo dell'incontro avvenuto nel maggio scorso a Palazzo Chigi, tra Gentiloni e Soros. Ma si sa che il nostro Premier ama agire nell'ombra. Non è un politico dai proclami roboanti, ma ama agire nel silenzio. Come, per esempio, di recente, senza darne il minimo risalto, il nostro capo del governo ha approvato il disegno di legge per la ratifica e l'attuazione del trattato di libero scambio tra Canada e UE (Ceta). Questa mattina , nel corso del programma radiofonico di RPL, Roberto Castelli, storico dirigente della Lega Nord, ha rilanciato la richiesta ai parlamentari del suo partito perché si rendano parte attiva per un'interpellanza parlamentare affinché si renda noto il motivo dell'incontro a Palazzo Chigi. Incontro che è avvenuto proprio nel giorno in cui il pm Carmelo Zuccaro riferiva alla Commissione del Senato sulla situazione delle ONG che operano come taxi nel Mediterraneo e dell'intreccio con le organizzazioni mafiose. Dubito, come al solito, che la verità venga a galla. Non so nemmeno se mai Gentiloni ci darà una parvenza di chiarimento. Siamo nell'era della globalizzazione dove i grandi capitali dettano legge. Quindi un avido speculatore può farsi ricevere a titolo privato da un capo del governo. E potrà dettare la propria agenda al rappresentante di un popolo suddito.

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