Il terrorismo colpisce anche se non c’è. A Torino è bastato il panico a scatenare l’inferno!

Nessuna bomba, nessun kamikaze, nessun jihadista che si scaglia col furgone a tutta velocità contro la folla. Sarebbe bastato un ragazzo a torso nudo, con lo zainetto sulle spalle, fermo e con le braccia aperte nel caos di piazza San Carlo, il 'salotto buono' di Torino, per scatenare l’inferno.
Alcuni filmati lo immortalano mentre crea il vuoto intorno a sè: sta in piedi con le braccia aperte in una posizione che evoca quella di un kamikaze! E la folla impazzisce in preda al 'panico - attentato'! A Torino, il bilancio dei feriti causati dal panico tra i tifosi che assistevano alla finale Champions dal maxi schermo allestito in piazza San Carlo è stato altissimo: 1.527 sono le persone che hanno avuto bisogno di cure mediche. Una folla presa dal panico e dalla psicosi da attentato terroristico che cercava disperatamente di mettersi in salvo dal nulla calpestando corpi umani come fossero le migliaia di bottiglie di vetro gettate in terra! Una notte di caos e di feriti, una notte da dimenticare quella di piazza San Carlo, nel pieno centro di una Torino vestita di bianconero per seguire dal maxischermo la Juventus nella finale Champions a Cardiff. Quando i bianconeri avevano già ceduto la Coppa al Real, e la piazza abbandonato la speranza di recuperare la partita, all'improvviso è scoppiato l'inferno. Urla, spintoni, il caos, la paura di un attentato e poi il fuggi fuggi generale! La gente ha iniziato a correre, a scappare dalla piazza, a calpestarsi gli uni con gli altri, pur di mettersi in salvo da… un attacco collettivo di panico! L'effetto dell'onda terroristica che ha colpito il Regno Unito si è propagato fino a Torino, una città in preda al panico, ed è stato terribile. Che Dio ci salvi dalla furia sanguinaria dei terroristi di Allah!

3 commenti:

  1. La strage sfiorata in piazza a Torino: cacciate subito il prefetto, il questore e la sindaca Appendino. Per manifesta incapacità!

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  2. Ho sollevato le braccia per cercare di calmare la folla. Volevo far capire che non c'era alcun pericolo, che bisognava stare tranquilli. Ma hanno fatto di me un capro espiatorio. Quelle immagini mostrate in tv e sui siti mi si sono ritorte contro. Lo dice - a La Stampa - il giovane con lo zainetto indicato come sospettato di aver creato il panico a Torino, di cui il quotidiano fa anche il nome, Davide Buraschi, 23 anni. Mi hanno tenuto in questura per ore. Ho spiegato tutto quello che avevo visto e che ho fatto. È stato terribile. I media hanno fatto di me un mostro, un sobillatore. Hanno cercato di scaricare su di me la colpa di quei mille e 500 feriti.

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  3. La sindaca Appendino, il prefetto e il questore non chiedono scusa per il disastro. Noi invece chiediamolo al ragazzo accusato di essere il finto kamikaze!

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