L'invasione continua.

E mentre a Roma si parla, si discute e si istituisce una 'cabina di regia' per gestire accoglienza, inclusione, integrazione, e bla, bla, prosegue senza tregua lo sbarco dei migranti sulle nostre coste: nella sola giornata di ieri, al largo delle coste libiche, ne sono stati salvati oltre 5.000, mentre sono complessivamente 8.500 quelli che si trovano a bordo delle navi dei soccorritori che stanno ora facendo rotta ora verso porti italiani! I cinquemila soccorsi ieri navigavano
a bordo di cinque barche e 18 gommoni, raggiunti da unità della Guardia Costiera e di organizzazioni non governative e, inoltre, da alcuni rimorchiatori "dirottati" per i soccorsi. Gli 8.500 migranti, soccorsi negli ultimi due giorni, sono a bordo di 14 navi: sei di queste hanno già fatto ingresso o stanno per entrare in porti di Sicilia e Calabria; le altre otto sono ancora in navigazione a largo delle coste italiane. Continuano gli sbarchi in Sicilia dove oggi è previsto che arrivino, in quattro porti, complessivamente, 2.786 migranti, recuperati in 21 interventi di soccorso. Sul vascello della marina militare irlandese 'Lé Eithne' ad Agusta (Siracusa) si trovano 712 persone persone soccorse in sei operazioni di salvataggio nel mare Mediterraneo. A Messina arriva nave Phoenix dell'ong Moas che ha a bordo 423 extracomunitari, recuperati durante tre operazioni di salvataggio. A Palermo sbarcheranno dalla 'Vos Prudence' di Medici senza frontiere 861 migranti, salvati in otto operazioni di soccorso. A Catania sta per approdare nave 'U. Diciotti' della guardia costiera che ha recuperato 790 persone in quattro soccorsi in mare. Se va avanti così, l'Italia scoppia!

Commenti

Anonimo ha detto…
Isis, alla festa di addio del kamikaze la cintura esplode per errore: 12 morti!
Dodici miliziani dell'Isis sono rimasti uccisi in Iraq durante una “festa d'addio” di un aspirante attentatore suicida, quando la cintura esplosiva che doveva indossare è saltata in aria per errore. L'episodio è avvenuto ieri sera in una fattoria a Makhisa, non lontano dalla città di Baquba, una sessantina di chilometri a nord-est di Baghdad.
L'aspirante attentatore doveva farsi saltare in aria proprio a Baquba, capoluogo della provincia di Diyala. Ma per un errore la carica che doveva usare è esplosa durante quella che le fonti hanno descritto come una «festa del sangue». Vale a dire la cerimonia in cui al kamikaze vengono resi gli onori da parte degli altri jihadsiti.

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