giovedì 1 giugno 2017

Se i parlamentari 5stelle si dimettono in blocco prima di maturare il vitalizio, stravincono le elezioni, superano il 40% e vanno dritti, dritti a Palazzo Chigi!

Siamo l’unico paese al mondo che cambia la legge elettorale come se fosse un paio di pedalini e a seconda delle convenienze. Adesso la prospettiva è quella di tornare al ‘proporzionale’ e i grillini sono d’accordo nel farlo nientepopodimeno che insieme a Renzi e Berlusconi! Orbene, i pentastellati hanno fatto della lotta
al vitalizio una delle loro battaglie più acerrime contro la casta, accusando i parlamentari di tenere in vita il governo solo per non perdere il famigerato privilegio. L’Italia doveva andare alle urne il giorno dopo il NO al referendum del 4 dicembre, però ci hanno detto che non c’era una legge elettorale per poter ridare la parola agli elettori, e hanno fatto melina in parlamento. E anche adesso che PD, FI e M5S sono arrivati ad un accordo sulla legge elettorale, si andrà comunque a votare dopo che i parlamentari avranno superato la fatidica soglia dei ‘4anni-6mesi-1giorno’, consentendo così agli attuali onorevoli di portare a casa il vitalizio. E a beneficiarne saranno in primis proprio i grillini, essendo tutti alla loro prima legislatura. Ma se è vero che una delle bandiere del Movimento 5 stelle è quella di cancellare i vitalizi dei parlamentari, perché non si dimettono in blocco prima di maturare quell’odioso privilegio? Sarebbe un atto di coerenza. Sarebbe un gesto clamoroso, senza precedenti nella storia repubblicana, che farebbe breccia anche nelle fila degli astensionisti più incalliti e che con tutta probabilità lancerebbe il Movimento di Beppe Grillo oltre la soglia del 40%, facendogli guadagnare quel premio di maggioranza che porterebbe i grillini dritti, dritti, a Palazzo Chigi, senza bisogno di allearsi con nessuno! Ma considerati i vari cambiamenti di rotta dei 5stelle - vedi il posizionamento nel parlamento europeo, i vaccini in Italia, i due pesi e le due misure sugli avvisi di garanzia di Roma e di Parma, le comunarie di Genova, le dirette streaming e la questione euro, immigrazione e politica estera - non si fa certo peccato nel pensare male, ma molto probabilmente ci si azzecca pure, che anche i pentastellati c'hanno fatto la bocca al vitalizio e che anche loro, all’insegna del carpe diem, vorranno passare all’incasso.

4 commenti:

  1. Sul blog di Beppe Grillo corre il contatore dei giorni e delle ore che MANCANO ALLA PENSIONE PRIVILEGIATA DEI PARLAMENTARI... sarebbe una vera e propria rivoluzione se i grillini rinunciassero al vitalizio prima che il contatore si azzeri!!!

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  2. L'accordo sulla legge elettorale non è affatto sancito. In queste ore si lavora ancora in Commissione perchè l' emendamento Fiano crea delle nuove problematiche. Se i problemi saranno risolti, bene diversamente continueremo a riunire il gruppo parlamentare, che ieri ha lavorato fino a mezzanotte, per valutare il da farsi, ma non c'è niente di scontato.

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  3. E' un sistema tedesco rivisto in salsa italiana, un "Italianellum", quello contenuto nel maxi-emendamento alla legge elettorale depositato dal relatore Emanuele Fiano in Commissione Affari costituzionali della Camera. Del modello in uso nella Repubblica federale, ha l'impianto proporzionale e la soglia al 5%, ed anche i collegi uninominali: ma mentre in Germania questi ultimi sono maggioritari (il candidato piu' votato e' eletto), in quello italiano essi hanno una distribuzione proporzionale, in parte simile al "Provincellum".

    L'Italia (escluso il Trentino Alto Adige in cui proseguirà ad essere usato il Mattarellum) viene divisa in 303 collegi e in 27 circoscrizioni che coincidono con le Regioni, tranne le piu' popolose divise in piu' circoscrizioni (2 in Piemonte, Veneto, Lazio, Campania e Sicilia, 3 in Lombardia).

    I partiti presentano dei listini bloccati di 2-4 nomi in ciascuna circoscrizione e un candidato in ciascuno dei 303 collegi uninominali. L'elettore ha un solo voto con cui sceglie il candidato del suo collegio e la lista di partito collegata (in Germania ci sono due voti, per cui si può votare in modo disgiunto). Si contano i voti in tutta Italia e si stabilisce, in base alla percentuale, quanti seggi spettano a ciascun partito a livello nazionale e poi a livello circoscrizionale.

    In ogni circoscrizione i partiti fanno una classifica dei propri candidati secondo il seguente criterio: primo il capolista del listino bloccato; seguito dai candidati che hanno vinto dei rispettivi collegi sulla base del maggior numero di suffragi ottenuti; seguono gli altri candidati del listino bloccato e infine i candidati che nei collegi non hanno vinto. Da questa classifica si estraggono in ordine gli eletti di ciascun partito. Un candidato si può presentare in un collegio uninominale e in tre listini bloccati, come nel Mattarellum. Ci sono anche le quote rosa: i listini bloccati devono avere un alternanza di genere, mentre a livello nazionale i candidati nei collegi uninominali di ciascun partito non possono essere più del 60%.

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  4. ...e intanto sul blog dei 5stelle scorre, scorre via il tempo che il 'contatore' segna alla maturazione del vitalizio!

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