Una donna.

di Emilio Stagni. Se non fosse la sede principale dei supermercati Esselunga, Pioltello sarebbe ancor più un insignificante e sconosciuto comune dell'hinterland milanese. Ma in seguito ad una notizia pubblicata il 29 giugno scorso, da alcuni giornali on line, è balzato alla cronaca locale il nome di questo comune. Infatti, la Giunta di Pioltello ha deciso che il "Parco Oriana Fallaci" avrebbe cambiato il nome in "Parco Bambine e bambini di Chernobyl".
Di per sé non è una grande notizia e non merita un ulteriore commento, a parte quello di sottolineare l'inarrestabile declino anche culturale della nostra classe politica. Perché stiamo parlando di Oriana Fallaci. Proprio il giorno 29 giugno si è commemorata la nascita della scrittrice fiorentina. Una vita passata nella dedizione alla scrittura, sin da quando era bambina. Leggere i libri di Oriana è come essere catapultati in uno spazio differente, in una differente dimensione. Ogni parola è misurata, scelta con cura, come un pittore sceglie con cura il colore o una sfumatura di quel colore, per dipingere quel particolare del proprio quadro. E dopo aver letto una pagina di un libro della scrittrice, hai la sensazione di essere immerso in un mare di colori. In ogni pagina traspare l'amore, la dolcezza e il fuoco dell'autrice. Oriana, come se fosse una sorella o una cara amica, trasmette tutta se stessa, senza omettere nessun particolare  Quando la leggi non ti senti solo. Perché lei è meticolosa, precisa non lascia nulla al caso. Oriana, che si sentiva così profondamente fiorentina, pare ricordare, per la forma mentis, piuttosto a una tedesca. Sempre ubbidiente alle sue regole ferree. Eppure guardando la Oriana nei video che si possono trovare nel web, Lei, la regina dell'intervista (nulla da spartire con le marchette che ci propina Fabio Fazio), dava l'impressione di possedere un carattere duro, di essere una donna sicura di se. E questa impressione l'ho vissuta in prima persona. Io ebbi la fortuna di incontrarla, per pochi istanti, a Cuba, nel luglio del 1983. Oriana Fallaci era all'Avana in quanto sperava di essere ricevuta da Fidel Castro per una delle sue interviste con i grandi della terra, che l'hanno resa famosa ai lettori di tutto il mondo. Intervista che le fu negata. Molto probabilmente, il leader cubano non aveva gradito gli apprezzamenti fatti sulla sua persona dalla scrittrice, apprezzamenti certo non molto cortesi. Come era nello stile della giornalista, scriveva quello che pensava senza guardare in faccia nessuno. Essendo in quei giorni in vacanza da quelle parti, seppi da fonti vicine a Oriana, che si sarebbe recata a visitare una mostra di pittura. Mi precipitai per poterla incontrare e la trovai sola nella sala mentre ammirava un quadro. Naturalmente mi avvicinai e mentre ero al suo fianco, Oriana cominciò a lamentarsi per il caldo. Tra noi due ci fu uno scambio di battute e, Oriana si sentì urtata per il mio commento (ah come mi è dispiaciuto in seguito di non aver utilizzato al meglio quel momento magico!) in quanto avevo rimarcato che c'erano paesi ben più torridi avendo vissuto di peggio in Golfo Persico. Apriti cielo! Sul viso di Oriana comparve un'espressione a dir poco contrariata e mi replicò duramente. Il vero caldo dovevo andare a sentirlo in Vietnam! E se ne andò, anzi ce ne andammo ognuno per la propria strada. Non so se ho fatto bene a raccontare questo appunto di vita privata ma volevo richiamare l'attenzione sul carattere un po' spigoloso della scrittrice, aspetto del carattere che del resto appartiene anche a molti di noi. In effetti l'episodio che ho appena raccontato dimostra come l'atteggiamento della scrittrice fosse in antitesi con la persona che si conosce tramite la lettura dei suoi libri. Bisogna però tener conto che Oriana, molto determinata in tutto quello che si proponeva di fare, doveva essere molto nervosa in quei giorni per le difficoltà che stava incontrando per organizzare l'intervista al Lìder Màximo. Una donna che appariva forse esternamente dura, nonostante il suo sincero amore verso l'umanità, amore che però, non veniva ricambiato dalla propria gente. Del resto gli italiani amano tutto quello che viene offerto dal mainstream di moda e di regime. Non amano le persone "contro" che non appartengono al circolo del potere. Per tutto quello che Oriana Fallaci ci ha regalato dobbiamo esserne riconoscenti. Per i suoi romanzi, per la sua incredibile vita che ci ha raccontato, per i grandi personaggi della storia che ci ha fatto conoscere da vicino. Sempre con la schiena dritta, mai rinunciando a quello in cui credeva. Prendendo per mano il lettore per accompagnarlo là dove da solo non sarebbe potuto arrivare. Per questo dobbiamo tutti noi sentirci più ricchi per il bagaglio culturale che ci ha lasciato in eredità. Ma forse non ce la meritiamo. Ancora oggi la figura di Oriana Fallaci è vista con saccente disprezzo, ignorata, soprattutto da quella parte politica che si definisce di "sinistra". Come il piccolo esempio di un comune insignificante come Pioltello. Non credo proprio che la Giunta di questo comune si possa meritare una donna come Oriana Fallaci.

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