Sgomberi: solidarietà uguale per tutti.

di Maria Pia Caporuscio. E’ vergognoso tutto questo rumore, per lo sgombero di case occupate abusivamente da immigrati, quando nessuno di questi “buonisti” si scandalizza quando ad essere cacciati per gli stessi motivi sono gli italiani. Non si alza una voce contro gli sgomberi di disgraziati italiani (privati del lavoro per cui non riuscendo a pagare l’affitto le occupano, per avere un tetto per ripararsi non solo dal freddo, ma anche dai delinquenti che in Italia lievitano, incoraggiati da pene irrisorie) e senza alcuna pietà vengono buttati in strada come stracci, però si strappano le vesti quando si tratta di stranieri. Certo la solidarietà non deve mancare a chi fugge da guerre, ma anche su questo
ci sarebbe molto da dire: qui non si tratta di fenomeni naturali, non sono stati gli asteroidi o gli extraterrestri a disintegrare quelle città, allora perché invece di sacrificare gli italiani, non condannano quelle nazioni assetate di sangue, che studiano a tavolino come rapinare il prossimo, uccidendo e distruggendo milioni di vite, oltre che disintegrare intere città costringendo gli abitanti a fuggire? Perché non costringono i colpevoli di questo esodo a riparare i danni e prendersi i superstiti invece di scaricarli in Italia? Certo che non è bello far dormire sotto le stelle degli esseri umani, ma questo deve valere innanzitutto per i cittadini italiani: disoccupati o sottoccupati che non si possono permettere un affitto e vengono cacciati senza pietà. Non ci sono abitazioni a perdere e quelle che ci sono spettano obbligatoriamente ai residenti, avendole pagate con trattenuta in busta paga da loro e dai propri padri e nonni e lo Stato non può fare il padrone con la roba altrui! Non si capisce perché il governo italiano deve far pagare ai propri cittadini le colpe di quelle nazioni che senza porsi il minimo scrupolo, sono andate in quei territori a seminare morte e distruzione. E dove sta scritto che le conseguenze le devono pagare i cittadini italiani? Probabilmente la classe dirigente del nostro paese è per davvero fuori di testa, visto che strangola i cittadini con tasse assurde, dopo averli privati non solo dei diritti, ma anche del lavoro, per eseguire gli ordini di quella oscena unione europea, che sta realizzando quello che ad Hitler non è riuscito. Cosa pretendono ancora dagli italiani? Non basta averli trasformati in straccioni e stranieri in patria? Vorrebbero seppellirli per fare ingrassare ancor più i trafficanti di esseri umani o le banche mondiali e le multinazionali, creatrici della globalizzazione della schiavitù della classe lavoratrice? Se questi che governano il nostro paese avessero un briciolo di dignità, di onestà, di senso del dovere, difenderebbero con le unghie e coi denti i propri cittadini, invece di costringerli a diventare razzisti. Razzisti gli italiani non lo sono mai stati, ma chi li governa li sta obbligando a diventarlo! L’Italia è la nazione col più alto tasso di densità della popolazione e sappiamo che quando un bicchiere è pieno è inutile continuare a versarne perché fuoriesce, mentre le altre nazioni (colpevoli oltretutto) hanno spazi sterminati per accoglierne milioni, ma se ne guardano bene, loro curano i propri interessi, non come l’Italia che cura gli interessi degli altri e danneggia i propri. Vorrei vedere cosa farebbero questi “buonisti” se il proprio figlio e un compagno stessero annegando, se per davvero sarebbero così generosi da salvare il compagno lasciando affogare il proprio figlio.

2 commenti:

  1. Gli italiani si sono svalutati da soli consegnando ogni delega alla politica e fregandosene della cosa pubblica. Ora tocca ai migranti, che rappresentano il presente e il futuro dell'Italia, ristabilire l'ordine delle cose: noi siamo troppo molli per qualsiasi tipo di reazione!

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  2. È vero che in passato noi siamo stati in Eritrea e abbiamo colonizzato proditoriamente quel Paese. Non ne avevamo diritto. Abbiamo sbagliato a occuparlo militarmente. Il problema, ieri come oggi, è che ogni nazione deve sbrigarsela da sola, senza aiuti né ingerenze. I popoli sono obbligati a trovare, magari combattendo, la propria autonomia, evitando di ricorrere ad appoggi esterni. Noi occidentali non siamo autorizzati a mettere il becco in questioni internazionali. Siamo tutti figli dei nostri avi e ci tocca darci da fare per uscire dalla miseria e dalle dittature che soffocano la libertà. Emigrare in cerca di benessere è lecito a una sola condizione: che il migrante sia ben accetto e ospite gradito della terra che lo riceve. L’Italia non è all’altezza di accogliere centinaia di migliaia di persone, e se esse occupano stabili di proprietà non loro bensì di nostri concittadini vanno fatti sloggiare.

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