Di Maio Premier, grazie alla Tv.

di Paolo De Gregorio. Spesso sottovalutiamo l’immenso e subdolo potere del mezzo televisivo che, dando visibilità sempre agli stessi personaggi, siano essi politici, critici, giornalisti, di fatto svolge il ruolo di selezionare la classe dirigente, in quanto la visibilità viene spesa come consenso ad ogni livello e chi è fuori dal sistema difficilmente può emergere. Vorrei ricordare che Grillo, già 10 anni fa, agli inizi del movimento
(capendo come pochi le regole della comunicazione TV) aveva vietato la partecipazione degli eletti in Parlamento a quelle risse televisive, definite umoristicamente dibattiti democratici, perché la presenza vicino alla muta di cani famelici della vecchia Casta avrebbe omologato i suoi e la “diversità” abissale tra chi restituisce i soldi e chi li ruba sarebbe sparita. In parte ciò è avvenuto, ma il danno maggiore (che poteva essere evitato), è stato determinato dal fatto che le presenze nei dibattiti televisivi sono state ristrette ad un esiguo numero di personaggi, 4 o 5 che man mano sono diventati sempre più abili comunicatori, da non sostituire assolutamente, con il perverso risultato che oggi fanno parte del “gruppo dirigente”, in una organizzazione che affida le proprie decisioni alla base degli iscritti e che definisce “portavoce” coloro che hanno cariche istituzionali. Essere totalmente assenti dal video era sbagliato, ma era giusto mandare in TV ogni volta un portavoce diverso, di una realtà geografica diversa, fino a far ruotare tutti gli eletti in Parlamento. Se oggi Di Maio viene “ovviamente” ritenuto il migliore quale possibile Presidente del Consiglio (ma non vendere mai la pelle dell’orso prima di averlo ucciso), si deve alla TV, che ce lo fa vedere in tutte le salse, persino quando bacia l’ampolla col sangue di San Gennaro o per la presenza nel suo collegio elettorale, con iniziative, rapporti con la gente, conoscenza dei problemi? Fateci caso, della presenza di Di Maio nel suo collegio, dei rapporti con la gente non sa niente nessuno, mentre sarebbe l’aspetto principale per valutare la capacità politica di un deputato eletto. Se non la smettiamo subito di parlare di capi e gruppi dirigenti e ci limitiamo a valutare le persone per il rapporto che hanno con il proprio territorio e le esigenze dei suoi abitanti, con i risultati tangibili che ottengono, finiremo come gli altri partiti e il nostro destino lo avranno deciso quei paraculi delle TV che, sfruttando ambizioni personali, debolezze umane, vanità, riescono a trasformare gli iniziali incendiari in disciplinati pompieri.

4 commenti:

  1. ErMejioFicoderBigoncio26 settembre, 2017

    Italia paese di pagliacci. Di Maio ha vinto le primarie 5s e adesso i 'professoroni' dicono che era meglio Di Battissta, perchè per buttare giù la casta ci vuole l'accetta e non il fioretto. Ma se avesse vinto Dibba, avrebbero sentenziato l'esatto contrario, ovvero Di Maio!

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  2. Renzi, Salvini, Di Maio e Berlusconi... non sarebbe il caso di tornare ad essere seri in questo Paese e cominciare a costruire una vera alternativa a tutto questo, muovendo tutti quanti il sedere per riportare le necessità della gente comune al centro del dibattito politico, economico e sociale? Oppure, vogliamo continuare ad essere le solite pecore che aspettano che arrivi un messia che risolva tutti i problemi? Sveglia! Perché soltanto noi possiamo davvero cambiare le cose. Basta cominciare a volerlo! Sul serio però!

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  3. La stampa, i media in genere avrebbero voluto uno "scannatoio" tra i big del M5S; le avrebbero definite "primarie democratiche".
    Quanto avrebbero goduto, quanti orgasmi nel vedere i membri del M5S tentare di farsi a brandelli l'un contro l'altro e infilandosi nelle loro ferite, infettarle irrimediabilmente!
    E' andata male e devono accontentarsi di quel poco che la loro perfidia, la mala fede e l'infamia per come svolgono il loro lavoro è riuscita a raccogliere: briciole di "lievito" per fare lievitare montagne di merda contro il M5S: tutto normale!
    In mancanza di altro, non potendo immaginare, sviluppano la fantasia: che ci vuole? Un popolo che si è ingurgitato ben 4 governi senza alcun voto, senza che nessuno esprimesse un parere, deve pur scandalizzarsi delle votazioni "primarie" del M5S! I media, per fortuna, sono ormai talmente sfacciati che, a mio parere, solo i cittadini più rimbambiti, quelli che non hanno altro Dio che la TV, ci cascano e questi sono e saranno sempre meno.
    L'Italia, da 6° potenza economica mondiale è stata ridotta con le pezze al culo, prossima al fallimento e la colpa di chi é?

    E' DI VIRGINIA RAGGI OPPURE DI TUTTO IL M5S! RAZZA DI RIMBAMBITI!

    Comunque anche il popolo più insulso, quando gli mancheranno i 500 eurini per mettere la benzina nel SUV, si trasformerà in un toro infuriato e caricherà tutto e tutti a testa bassa. Per il momento, il M5S ha mantenuto tutto nei termini democratici, ma tra poco resteranno solo 2 possibilità:

    1) Il M5S va al potere e qualcuno dovrà rendere conto anche di tutte le coperture date dai media ad un sistema politico mafioso, corrotto a tutti i livelli

    2) Il M5S si "sgonfierà" e al suo posto arriveranno quelli che sparano e bastonano (vedi la Germania) e allora saranno problemi seri per tutti, ma soprattutto per quelli che hanno coperto per oltre 30 anni la merda prodotta dal sistema e lievitata la merda da scagliare contro il M5S.

    3) Non datur

    Ad maiora!

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  4. Sapete come andrà a finire? Dopo il voto Di Maio riceverà l'incarico dal Quirinale, presenterà il programma di governo al parlamento dove cadrà dopo qualche votazione e la palla ritornerà al duo Renzusconi!

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