L'irresistibile moda delle 'app' non risparmia neppure le Istituzioni pubbliche

Ormai tutto il mondo è una ‘app’, ovvero un'applicazione mobile, nota per l’appunto con l'abbreviazione ‘app’, che altro non è che un software dedicato ai dispositivi di tipo mobile, quali smartphone o tablet. E se il fenomeno riguarda soprattutto l’e-commerce, non risparmia certo le Istituzioni pubbliche. Infatti, oggigiorno, la tendenza degli amministratori è quella di scaricare sui cittadini, con una comoda ‘app’, l’onere di segnalare alle Autorità competenti ogni tipo di
problematica o inconveniente in cui ci si dovesse imbattere: dagli incroci pericolosi con i semafori spenti, all’accumulo di rifiuti ingombranti, alle buche stradali, alle incursioni di topi, gabbiani e cinghiali, agli alberi pericolanti, alle perdite d’acqua, ecc, ecc. E’ evidente che questa modalità produce l’effetto di esimere le Autorità stesse dall’assumersi il carico di responsabilità dovuto al proprio ruolo, che per l’appunto prevede anche il compito di vigilare concretamente sulle situazioni critiche cittadine. In particolare, gli interessati dovrebbero essere gli Uffici Tecnici di Comune e Municipi, che per svolgere il loro compito sono ben retribuiti. Pertanto, assistiamo ad una proliferazione di ‘app’ per smartphone che stanno assumendo gradualmente il ruolo di panacea per tutti i gusti e anche per tutti i mali metropolitani! Ma attenzione a non confondere la ‘moda’ con la ‘sostanza’! Se, in passato, le precedenti segnalazioni dei cittadini mediante i tradizionali mezzi (telefono, raccomandata ed email) venivano sistematicamente ignorate, cosa ci fa ritenere che le ‘app’ non subiranno la medesima sorte?

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