NO Ius Soli. Salvini: "La cittadinanza non si regala".

Non passa lo straniero. Ius Soli, affossato. Il PD di Matteo Renzi contava di approvare la legge sulla cittadinanza italiana agli stranieri presenti sul territorio italiano entro il mese di settembre. L’avevano detto e ripetuto in tutte le salse, parlando di “priorità per il Paese”, nonostante molteplici sondaggi segnalassero la netta contrarietà degli italiani. Ma alla fine il PD si è arreso, incassando l'ennesima sconfitta, perché non solo sullo Ius soli non c'è una maggioranza parlamentare, ma anche perché la stragrande maggioranza degli italiani non lo vuole! Così la sinistra ammaina la bandiera dello Ius Soli,
ammette di non avere la maggioranza ed alza bandiera bianca evitando di calendarizzare il provvedimento: “Lo Ius soli in passato è stato calendarizzato su nostra richiesta, ma le leggi per essere approvate hanno bisogno di una maggioranza e in questo momento la maggioranza non c'è", come ha precisato il capogruppo PD Luigi Zanda. Il leader della Lega Matteo Salvini commenta così su Facebook: “Niente legge sullo Ius soli in senato a settembre, una vittoria della Lega e del buon senso. La nostra battaglia va avanti, grazie amici! La cittadinanza non si regala”.

1 commento:

  1. CIAONE IUS SOLI. La sinistra e il governo archiviano lo ius soli, il progetto di legge che si proponeva di estendere in modo indiscriminato e senza garanzie la cittadinanza italiana a chiunque sia nato e nasca in Italia.
    Più che un ripensamento si è trattato di una resa, la presa d'atto che oggi non ci sono in Senato numeri sufficienti per una sicura approvazione. La legge è ritirata, e noi sospendiamo la raccolta di firme per fermare questa legge scellerata che abbiamo aperto nei giorni scorsi in contrapposizione a quella - di segno opposto - che La Repubblica, avendo da tempo perso il polso del Paese e quello della politica, lanciò tra i suoi (soliti) intellettuali di riferimento, sempre pronti a sposare cause perse.

    Persino il Papa, e sottolineo questo Papa, alla fine ha dovuto ammettere che la solidarietà e l'accoglienza sono pericolose se escono dai binari della legalità e delle garanzie reciproche. E che quindi bene fa uno Stato a tutelare se stesso e i profughi regolando i flussi e ponendo condizioni. Un concetto semplice, per nulla razzista, che le forze politiche e culturali del centrodestra sostengono da sempre. Bene, un nuovo ius soli, così come partorito dalla sinistra e già approvato alla Camera, sarebbe andato in senso esattamente opposto, cioè a una mera legalizzazione dell'illegalità con tutti i rischi e le conseguenze del caso.
    Ben venga che i figli degli immigrati, ovunque siano nati, frequentino le nostre scuole e giochino con i nostri figli, ovvio che siano curati adeguatamente nei nostri ospedali e che nulla manchi loro. Ma «diventare italiano» è altro, è molto di più che un diritto. La Patria non è la terra dove casualmente nasci, Patria è - letteralmente - la «terra dei padri» e per farne parte non basta un certificato, non certo una leggina approvata a colpi di maggioranza - o addirittura con la fiducia - da un parlamento a fine corsa e delegittimato.
    Comunque prima bisogna essere sicuri di avere ripreso il controllo del rubinetto che regola le entrate. Perché l'Italia può certamente essere per molti ma non per tutti. Decidiamo noi, non la mafia degli scafisti e dei trafficanti di uomini.

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