Paese che vai, usanze che trovi...

di Grazia Nonis. Ho sempre pensato fosse giusto sottostare alla regola del “paese che vai, usanze che trovi”, poiché , così facendo, potremmo pretendere ed esigere che in casa nostra il nuovo venuto debba fare altrettanto. Si adegua, oppure se ne va. Ma “potremmo” è già morto, sostituito oramai da
“concesso”, “già dato”, “sbragato”. Infatti, da collaudati artisti della genuflessione, siamo diventati abili srotolatori di tappeti rossi, pettinatori di barbe, carezzatori di tuniche, e tolleranti osservatori di orribili prigioni che ingabbiano volti. Facciamo l’inchino all’Imam, e davanti a lui ci copriamo il capo, per “rispetto”. Così come ha fatto la giornalista Silvia Dipinto -Repubblica tv- nel corso di una video intervista all’Imam di Bari, tal Sharif Lorenzini, iracheno con cognome italiano, per adozione. Ecco il sunto della dichiarazione rilasciata dal "Presidente nazionale della Comunità islamica d`Italia" alla velata: "Devo mettere in guardia il popolo italiano da un certo Magdi Allam, da un certo Facci, da certi partiti come il 'Partito Anti-islamizzazione' e 'Noi con Salvini', che giocano sugli estremisti di destra e di sinistra per far valere la loro voce gridando falsità e concetti corrotti pur di raggiungere la loro finalità". Il lupo che grida “al lupo al lupo” per metterci in guardia. Sarebbe persino comico se non fosse tragico. E tragico sarà quando i sinistri di potere riterranno fondato il grido d’allarme di questo barbuto intunicato, e decideranno che i nemici dell’islam dovranno marcire in galera, rei d’essere islamofobi. Ci attendono ulteriori inchini, culi ad angolo retto, leccate d’alluci ed infine la censura. Più stretta, più marcata. Una censura che renderà afone le voci, murerà le opinioni, e priverà d’inchiostro i nostri calamai. E’ la punizione che ci spetta, cercata e causata dalla servile e deficiente tolleranza buonista italiota che si è sdraiata ai piedi dei nostri nuovi dominatori. Vi invito a guardare il video dell’intervista. Di donne, nemmeno l’ombra. Solo uomini che ciaccolano tra loro, e sorridono al fotografo mentre addentano dolcetti fatti in casa. Non da loro, c’è da scommetterci. Mi correggo: nel filmato si vede una femmina che s’aggira tra i maschi, con un microfono in mano ed uno strofinaccio nero sul capo. E’ Silvia Dipinto, autrice dell’intervista, e di un servizio senza né arte né parte, senza né sale né pepe, privo di pungolature e provocazioni. Ha parlato " l’Omo ", a ruota libera, a senso unico. E ciò deve bastare. Sottomissione in cambio di un’intervista mediocre, ad un mediocre.

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