Prima la siccità, adesso l'alluvione... povera Italia.

‘Piove governo ladro’. E Roma diventa una palude putrida, maleodorante, insicura e pericolosa. Succede ormai così da sempre e non c’entra la destra, la sinistra, il centro, le stelle, ecc, ecc. Quando 'loro' stanno all’opposizione sono tutti, e dico ‘tutti’, dei grandi professoroni: pontificano e hanno sempre una soluzione in tasca per ogni sorta di problema. Ma poi
quando vanno al governo le tasche si svuotano dei bei propositi per riempirsi di tanti, troppi e immeritati, denari pubblici, e tutte le soluzioni che prospettavano in campagna elettorale vanno a farsi benedire. Così a Roma, così a Livorno, così in tutta Italia. Siamo un Paese che vede la terra cedere sotto i piedi degli italiani per l’incuria e il pressapochismo di chi di dovere. La politica, vecchia e nuova, tira a campare, senza uno straccio di programmazione nazionale e locale, è assente su tutti i fronti. E noi cittadini, sudditi di uno Stato presente solo quando deve tassarci, subiamo, rassegnati al meno peggio.

4 commenti:

  1. Morire annegati in casa propria come è successo a Livorno è assurdo. Politici, tecnici, protezione civile, sale operative, tavoli tecnici a che servono? A che serve pagare una prevenzione che non c'è? In poche ore non si possono svuotare i tombini e ripulire i letti dei fiumi ma spostarsi dal seminterrato al piano di sopra era possibile, doveva essere possibile! Invece...

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  2. Roma ha retto all'impatto del nubifragio di sabato e domenica che in tutta Italia ha provocato danni e disagi in alcuni casi vere e proprie tragedie come a Livorno.Se non avessimo agito per tempo certamente ieri la situazione sarebbe stata peggiore analoga a quella che la città ha conosciuto da sempre. È stato un nubifragio eccezionale che come avete visto ha scaricato su Roma oltre 100 mm di acqua in nemmeno tre ore. È stato effettivamente un evento estremamente violento con una quantità d'acqua molto importante. L'amministrazione fin dallo scorso anno ha avviato dei lavori, rimettendoli come ordinari quelli di pulizia dei tombini e delle caditoie oltre a quelli sulle alberature. Roma ha oltre 800 mila tra chiusini, caditoie e tombini e 321 mila alberature. Serve dunque un lavoro costante, ogni anno, per tutto l'anno. Su quanti tombini siamo intervenuti? Stiamo facendo una ricerca Municipio per Municipio. Su 800 mila manufatti, 720 mila sono dei Municipi e 80 mila dei lavori pubblici. Noi siamo intervenuti ma c'è ancora moltissimo da fare. Abbiamo avviato un lavoro l'anno scorso ma servirà tempo per poterli monitorare uno a uno.

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  3. Eravamo rimasti al terremoto di Ischia. Alla prevenzione che non c’è. Tra condoni e abusivismo. Stracotto e ribollita, insieme. Litanie del day after. Anche a Livorno, polemicone. Fino giù a Roma. E nel Belpaese, sul si poteva evitare, sulle colpe di Tizio e di Caio. Della Regione, del Comune del cacciucco e della Protezione civile. Non cadiamo nella fregatura climatica. Sul va così perché c’è stato caldo. Cosa vuoi prevedere?

    Retorica salva anime. L’Italia è in balia della terra friabile per incuria. Del pressapochismo di chi vigila. E dei cittadini, sicuri di averla vinta sui cataclismi naturali. Ma, se traballi nell’affidare un valore corretto al terremoto ischitano - 3,5, 3,7, 4,0 o 4,2 – e poi, come nell’ultimo temporale, dai l’allerta massima in Liguria quando doveva stare in Toscana, qualcosa ha sballato, non dalle parti del destino, cinico e baro, ma nell’ordinaria amministrazione.

    Cosa può succedere se il medico cura la gastrite quando sei malato di cuore? Le strade stracolme di fango, le auto accartocciate, le tracimazioni ci sarebbero state comunque. In poche ore non si puliscono i letti dei fiumi trascurati da decenni. Ma spostarsi dal seminterrato al primo piano si poteva fare. Di fronte a un allarme il buonsenso avrebbe condotto a evitare il peggio. Come a non utilizzare la metro della capitale perché si sa che si allaga per pochi secchi d’acqua. Il miracolo breve? Era domenica. Va bene il fatalismo. L’ineluttabile. Vivi ogni giorno come fosse l’ultimo. Però, dopo terremoti e maltempo oversize, rassegnazione vattene via.

    La politica, alta e bassa, giovane e vecchia, tira a campare con tavoli di crisi e punti della situazione . A seguire, stato di calamità, richiesta di finanziamenti, lavori nell’arco di vent’anni. Zero straccio di progetto, di programmazione, nazionale e locale. Ricordate la siccità da poco passata? Eravamo nel pallone. Riti voodoo e balli propiziatori per l’acqua che non c’è. Salvo voltare l’angolo e scoprire che perdiamo 9 miliardi di litri di oro blu al giorno perché gli acquedotti sono ferri vecchi. Senza memoria storica non si corre. I terremoti e i dissesti idrogeologi si dovrebbero insegnare a scuola. Una casa su 6 è a rischio. Tradotto vuol dire un cantiere di 50 anni per sistemare le cose. Non è materia da consenso elettorale facile, della serie asfalto la strada perché le buche sono voragini. Forza e coraggio. C’è da fare quel passo in avanti per non sentire il refrain “Siamo fortunati che l’abbiamo scampata anche stavolta” o “Quelli dell’uragano Irma stanno peggio di noi”.

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  4. L'ultimo successo della Raggi: alla periferia di Roma scuola materna resta chiusa per emergenza topi. Grillo si incazzi con lei, non con i media.

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