Catalogna: un salto nei secoli per arrivare a stamani.

di Mauro Guidi. Il territorio della Catalogna ha antichissime vestigia storiche ma nella nostra sintesi partiamo dal 718, quando i Mori conquistarono la regione. Subito dopo, tra il 760 e l'801, anno della conquista di Barcellona, l'Impero carolingio la strappò ai Mori. Durante il tardo medioevo, si cominciò a sviluppare, con una sempre più marcata indipendenza dall'impero carolingio, una cultura Catalana
e con il matrimonio tra Raimondo Berengario IV di Barcellona e Petronilla di Aragona la contea di Barcellona si unì al regno di Aragona. Entrambe le regioni mantennero comunque i loro rispettivi governi finchè il matrimonio tra Ferdinando II di Aragona e Isabella I di Castiglia, nel 1469, pose le basi per l'unificazione della Corona di Spagna. Facendo un bel salto nei secoli, la guerra civile del 1936-1939, portò alla fine della Repubblica e all'avvento di Francisco Franco che cancellò nuovamente l'autonomia della Catalogna al punto che il catalano fu dichiarato illegale. Quando Franco morì nel 1975, la Catalogna votò per la formazione della nuova democrazia spagnola, nella quale la costituzione, pur esplicitando l'unitarietà e l'indivisibilità della Spagna, riconosce notevoli autonomie alle varie regioni. La Catalogna ha continuato però ad esprime rivendicazioni nazionalistiche, autonomistiche e anche indipendentistiche derivanti dalle proprie peculiarità linguistiche e culturali. Negli ultimi anni, tuttavia, il sentimento indipendentista della Catalogna è cresciuto ancora di più al punto tale che nel novembre 2014 si svolse un referendum per la separazione dalla Spagna. Il risultato fu con toni contrastanti perchè quasi il 90% delle schede scrutinate ottennero ''si'' alla indipendenza (secondo il vicepresidente del Parlamento catalano, Joana Ortega) ma i votanti furono solo 2 milioni dei 5,4 milioni di aventi diritto al voto. Il risultato non fu ritenuto valido dal governo centrale ma stamani 1 ottobre 2017 il popolo catalano ci riprova ! Magari speriamo che gli elettori siano informati anche che sono cittadini della Comunità Europea.

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